102° Giro d’Italia, la prima di Dario Cataldo

Dario Cataldo (Astana) brucia in volata il compagno di fuga Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli) e conquista la sua prima vittoria al Giro. Primož Roglič fora, riceve la bici di un suo compagno, rischia grosso e abbraccia il guard-rail in discesa, Vincenzo Nibali attacca sul Civiglio e rosicchia 40” allo sloveno, Richard Carapaz consolida la leadership.

Ennesima tappa sorprendente a questo Giro, quella odierna che portava i corridori da Ivrea a Como, 232 km con 3.000 metri di dislivello, in massima parte concentrati negli ultimi 90 km. Questa volta la fuga non partiva subito, il gruppo controllava l’andatura e ci volevano 15 km prima che due impavidi tentassero la follia di giornata. Si trattava di Dario Cataldo (Astana Pro Team) e Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli-Sidermec). Il gruppo non dava credito alla coppia di testa, anche perché non erano uomini di classifica, e la coppia arrivava ad avere più di 15’ di vantaggio.
Il gap temporale tra i due evasi e il gruppo rimaneva stabile attorno ai 9’ fino ai piedi della salita del Ghisallo, andandosi così a delineare una clamorosa volata a due per la vittoria di tappa. Dietro però i big iniziavano a fare sul serio per guadagnare secondi preziosi sui diretti avversari. Simon Yates (Mitchelton-Scott) tentava l’allungo sulla salita verso la Colma di Sormano, ma i 50 km che mancavano al traguardo gli suggerivano di rientrare nei ranghi. La sua azione sfoltiva però il plotone, lasciando solo i migliori davanti.

La tecnica discesa verso Nesso non procurava particolari problemi a da alcuno, Cataldo e Cattaneo mantenevano circa 4’ di margine sugli inseguitori. Ma sul lungolago verso Como, Primož Roglič forava, l’ammiraglia Jumbo-Visma era distante e lo sloveno era costretto a prendere la bici del suo compagno Tolhoek, riuscendo comunque a ricongiungersi con il resto del gruppo.

Sulla salita del Civiglio i due fuggitivi arrivavano con quasi 2’ di vantaggio, bottino abbastanza rassicurante per giocarsi il successo di giornata. Hugh John Carthy (EF Education First) rompeva gli indugi, Simon Yates faceva altrettanto e si metteva al suo inseguimento, ma poco dopo Vincenzo Nibali (Team Bahrain-Merida) sciabolava due affondi fuorisella ai quali rispondeva soltanto Richard Carapaz (Movistar Team), mentre Primož Roglič proseguiva al suo ritmo sul sellino, perdendo circa 7” in un amen.

Nibali e Carapaz risucchiavano Yates e Carthy, lo “Squalo dello Stretto” si tuffava in discesa disegnando fluide traiettorie e allungando di una 20ina di metri sugli altri tre, ma il pianeggiante settore cittadino riportava i quattro tutti assieme. Dietro però Primož Roglič, su una bici non sua, allargava in un tornante destrorso e finiva sul guard-rail, senza riportare danni ma perdendo altri secondi preziosi.
Nel frattempo Dario Cataldo e Mattia Cattaneo arrivavano in prossimità dello striscione di arrivo. Cattaneo provava a resistere allo sprint ma il corridore Astana era più reattivo e andava a prendersi una vittoria meritata, ma che avrebbe condiviso volentieri con il suo compagno di fuga. Onore a entrambi.
La lotta per il terzo posto, e per i 4” di abbuono, premiava Simon Yates, con gli altri tre che si accontentavano di consolidare la propria posizione in classifica. Primož Roglič giungeva a 40” dai quattro, non una bella notizia ma per come si erano messe le cose poteva andare peggio.

1) Dario Cataldo (Ita) Astana Pro Team
2) Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli
3) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
4) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
5) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
6) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
7) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
8) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
9) Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
10) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
11) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
12) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
13) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
14) Ion Izagirre (Spa) Astana Pro Team
15) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
16) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
17) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
18) Jan Hirt (Cze) Astana Pro Team
19) Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
20) Jai Hindley (Aus) Team Sunweb
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Richard Carapaz si ritrova ancora in Maglia Rosa, ed era abbastanza prevedibile, ma con i 40” guadagnati su Roglič può gestire decisamente meglio le proprie energie nelle tappe che arriveranno, a iniziare da quella di martedi, che pur essendo stata decurtata del Gavia avrà sempre il terribile Mortirolo. Vincenzo Nibali accorcia anch’egli su Primož Roglič, ora è a 1’ esatto dallo sloveno. Simon Yates rosicchia solo 4” a Carapaz, una inezia in ottica successo finale ma encomiabile per la volontà di rianimare il suo Giro.
1) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
2) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
3) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
4) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
5) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
6) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
7) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
8) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
9) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
10) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
11) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
12) Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
13) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
14) Joe Dombrowski (USA) EF Education First
15) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
16) Victor De La Parte (Spa) CCC Team
17) Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
18) Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
19) Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
20) Edward Dunbar (Irl) Team Ineos
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– Link alle Classifiche

Pillole statistiche
• Prima vittoria al Giro per Dario Cataldo che era arrivato secondo in due occasioni: l’11esima tappa a L’Aquila nel 2010 e la 14esima a Oropa nel 2014. In carriera ha vinto la 16esima a Cuitu Negru alla Vuelta a España del 2012. La sua ultima vittoria era stata la quarta tappa della Settimana Coppi & Bartali 2015 (ITT).
• Cataldo, 34 anni, non è il più vecchio corridore a vincere la sua prima tappa al Giro. Alejandro Valverde aveva 36 anni quando si è imposto nella tappa 16 ad Andalo nel 2016.
• Prima di Carapaz, l’ultimo corridore della Movistar che ha indossato la Maglia Rosa è stato Nairo Quintana nella cronometro di chiusura del Giro del 2017. Il colombiano ha poi perso il Giro da Tom Dumoulin.

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Richard Carapaz (Movistar Team)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Arnaud Démare (Groupama-FDJ)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Giulio Ciccone (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Pavel Sivakov (Team Ineos)
Dichiarazioni
Il vincitore di tappa Dario Cataldo ha dichiarato: “All’inizio della salita del Civiglio mi hanno detto del vantaggio sugli inseguitori ma sapevo che avremmo potuto perdere tanto fino al GPM. Alla fine della discesa avevamo solo 30 secondi e sapevo che Mattia non avrebbe più tirato. Negli ultimi 1,5 km sono riuscito a riprendere fiato e recuperare qualche energia. Ho voluto prendere il rettilineo finale in prima posizione, poi ho dato tutto quello che mi rimaneva. Sono felicissimo per la mia prima vittoria al Giro anche perché è venuta in un modo che proprio non mi aspettavo.”
La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: ”I problemi meccanici, come quello che ha avuto oggi Roglic, fanno parte del nostro sport. Un giorno succede ad un corridore, il giorno dopo può toccare ad un altro, anche per questo il ciclismo è seguito da tante persone appassionate a questo sport. Oggi ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali, non l’ho perso mai di vista e alla fine è andata bene. Ci aspetta un’ultima settimana difficile e i miei rivali per la Generale avranno tanto terreno per provare ad attaccarmi e recuperare tempo. Spero che alla fine sarò io ad essere incoronato vincitore del Giro d’Italia.”
— Tappa N.16 —
Lovere – Ponte di Legno: 194 km – dislivello 4.800 metri
Domani giornata di riposo per la carovana del Giro. Si ripartirà martedi con una frazione che pur priva della “Cima Coppi” del Passo Gavia, rimane a nostro avviso la tappa più dura di questa edizione. Quasi certamente assisteremo ancora a una duplice gara, quella dei fuggitivi e quella dei big, che andranno all’attacco sulla salita verso Aprica o più probabilmente nella tecnica discesa verso Stazzona, in modo da arrivare ai piedi del Mortirolo a ranghi allungati. Chi avrà ancora energie, potrà spenderle negli ultimi 17 km tra Monno e Ponte di Legno, facili sì, ma tutti in leggera salita.
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)











