102° Giro d’Italia, Richard Carapaz più forte di tutto e tutti

L’ecuadoregno Richard Carapaz vince la volata in salita sul traguardo di Frascati, in una tappa caratterizzata da tre uomini in fuga e due cadute nel finale che scuotevano parecchio la Generale, con Tom Dumoulin ammaccato che terminava a 4’ e Primož Roglič bravo a tenersi lontano dai guai e a incrementare il proprio vantaggio.

Tappa insidiosa, lo avevamo detto, quella odierna da Orbetello a Frascati, 235 km che hanno subito visto un terzetto in fuga che per poco non bidonava tutti quanti. Marco Frapporti (Androni-Giocattoli Sidermec), Mirco Maestri (Bardiani-CSF) e Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) arrivavano ad avere 12’20” prima che gli inseguitori di risvegliassero dal torpore che sembrava avvolgerli. Damiano Cima cedeva ai -20 km, Maestri e Frapporti resistevano fino ai -10 km. Bravissimi comunque a crederci e ad animare 225 km di fuga, costringendo tutte le squadre a lavorare per ricucire il gap.
Ma gli ultimi km della tappa riservavano parecchie sorprese. La leggera pioggia rendeva viscido l’asfalto, già di per sé piuttosto rovinato (numerose le forature nella discesa verso Sutri e Vallelunga). Una caduta frantumava il gruppo ai -8 km, senza peraltro provocare feriti. Poco dopo un’altra caduta innescata da Salvatore Puccio (Team Ineos) faceva parecchi danni, coinvolgendo un gran numero di atleti. Si salvavano un manipolo di corridori che si involava verso il traguardo, tra i quali la Maglia Rosa Primož Roglič (Team Jumbo-Visma), bravo e intelligente a rimanere nelle prime linee per evitare guai.

La caduta massiva costringeva a mettere il piede a terra tutti gli uomini di classifica, tranne appunto Roglič. Chi pagava un pesante tributo alla sfortuna era Tom Dumoulin (Team Sunweb), che nella bolgia si feriva al ginocchio sinistro e, dolorante e sanguinante, impiegava parecchio a ripartire. La pioggia aumentava le insidie, e anche Domenico Pozzovivo (Team Bahrain-Merida) misurava suo malgrado l’asfalto.

La gara riprendeva con una quindicina di uomini proiettati verso la finish line, con alcuni velocisti superstiti in agguato. Ma la pendenza del tracciato non lasciava scampo agli sprinter, che si staccavano progressivamente. Fernando Gaviria (UAE Emirates), Arnaud Démare (Groupama-FDJ) ed Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step) erano costretti a deporre le armi, mentre Pascal Ackerman (Bora-Hansgrohe) e Caleb Ewan (Lotto Soudal) sembravano resistere.
Ai -400 metri partiva la rasoiata di Richard Carapaz (Movistar Team), cui rispondevano Diego Ulissi e il suo compagno Valerio Conti (UAE Emirates), con Primož Roglič a controllare saggiamente, sciorinando una pedalata agile e ficcante. Carapaz ne aveva più di tutti, Caleb Ewan provava la rimonta impossibile ai -200 metri ma doveva accontentarsi della piazza d’onore. Terza moneta per un poco felice Diego Ulissi, che secondo noi avrebbe potute gestire meglio le operazioni finali assieme al suo team-mate, indugiando un po’ troppo e facendosi sorprendere dall’ecuadoregno, che conquista la sua seconda tappa al Giro dopo quella dell’anno scorso.

Primož Roglič concludeva a 2”, ma i suoi immediati inseguitori in classifica perdevano 18”. Peggio andava a Tom Dumoulin, che pur ferito concludeva la tappa a 4’04”. Per il tulipano, condotto all’ospedale, si escludevano fratture, ma la sua condizione è ancora da valutare, e domani potrebbe non partire. Fatto sta che, con oltre 4’ di ritardo, i suoi sogni di vittoria sono già evaporati.
1) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
2) Caleb Ewan (Aus) Lotto Soudal
3) Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
4) Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
5) Florian Senechal (Fra) Deceuninck-QuickStep
6) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
7) Valerio Conti (Ita) UAE Team Emirates
8) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
9) Arnaud Démare (Fra) Groupama-FDJ
10) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
11) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
12) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
13) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
14) Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
15) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
16) Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
17) Alexis Vuillermoz (Fra) AG2R La Mondiale
18) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
19) Tao Geoghegan Hart (GBr) Team Ineos
20) Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
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Classifica Generale che vede l’uscita dalla top ten di Tom Dumoulin e aumentare la forbice tra Primož Roglič e tutti gli altri. E osservando come pedala e si muove in gara lo sloveno, non sarà affatto semplice per gli altri rosicchiargli secondi prima delle tappe di alta montagna. Lì si giocherà la contesa.
1) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
2) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
3) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
4) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
5) Diego Ulissi (Ita) UAE Team Emirates
6) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
7) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
8) Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
9) Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
10) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
11) Victor De La Parte (Spa) CCC Team
12) Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
13) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
14) Esteban Chaves (Col) Mitchelton-Scott
15) Tony Gallopin (Fra) AG2R La Mondiale
16) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
17) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
18) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
19) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
20) Pascal Ackermann (Ger) Bora-Hansgrohe
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– Link alle Classifiche

Pillole statistiche
• Seconda vittoria di tappa al Giro d’Italia per Richard Carapaz dopo l’8a tappa vinta a Montevergine di Mercogliano l’anno scorso. È l’unico atleta dell’Ecuador ad aver vinto al Giro.
• Quattro vincitori diversi di quattro nazioni diverse nelle prime quattro tappe, come nel 2017. Stavolta, Primož Roglič, Pascal Ackermann, Fernando Gaviria e Richard Carapaz rappresentano la Slovenia, la Germania, la Colombia e l’Ecuador mentre Lukas Pöstlberger, André Greipel, Fernando Gaviria e Jan Polanc erano i portacolori dell’Austria, della Germania, della Colombia e della Slovenia due anni fa.
• 35’’ di vantaggio in Classifica Generale dopo quattro tappe per la Maglia Rosa nei confronti del secondo, non succedeva dal 1995 quando Tony Rominger aveva 51’’ su Maurizio Fondriest.
Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Primož Roglič (Team Jumbo-Visma)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Giulio Ciccone (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)
Dichiarazioni
Il vincitore di tappa Richard Carapaz ha dichiarato: “È stato una finale di tappa complicato, dopo una lunga frazione con alcune salite nel finale, lo stress ha causato la caduta. Mi sono ritrovato in un piccolo gruppo che era davanti, non mi sono preoccupato della presenza di Primož Roglič. Ho solo aspettato il momento giusto per scattare e provare a vincere. Sono emozionato e felice che abbia funzionato. Il risultato di oggi non cambia nulla all’interno del nostro team: mancano tante salite e Mikel Landa rimane il nostro capitano.”.
La Maglia Rosa Primož Roglič ha dichiarato: ” Anche oggi abbiamo fatto un buon lavoro con tutta la squadra. Sono contento di guadagnare tempo in Classifica Generale. Tutti vogliamo stare davanti per evitare incidenti. Non ho visto la caduta perchè ero nelle prime posizioni. Cerco sempre di essere concentrato per tutta la durata della tappa. Tutti possiamo fare degli errori ma se coinvolgono altri corridori questo è difficile da accettare. Ho tanti avversari forti come Yates e Nibali ma mancano ancora tanti giorni di corsa e tutto può accadere”.
— Tappa N.5 —
Frascati – Terracina: 140 km – dislivello 1.200 metri
Una frazione che parte in ascesa, con due salite percorse anche dalla Granfondo Campagnolo Roma, quella di Rocca Priora e Rocca di Papa, per poi scendere verso Latina. Il GPM di 4^ categoria di Sezze non farà danni. Finale pianeggiante, in circuito cittadino, dove sfileranno ancora una volta gli uomini-jet.
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Bettini photo – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)










