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99° Giro d’Italia, centro di Tim Wellens, contropiede di Tom Dumoulin

Il belga Tim Wellens (Lotto Soudal) coglie la sua prima vittoria in un Grande Giro, involandosi sulla salita finale verso Roccaraso, sulla quale Tom Dumoulin (Team Giant-Alpecin) risponde con grande autorità a un timido attacco di Vincenzo Nibali (Astana) e va a consolidare la propria leadership in questa tappa a lui teoricamente poco adatta.


Primo arrivo in salita di questo Giro d’Italia e prime sorprese, anche se non hanno ancora il sapore della sentenza. L’episodio chiave a -3 km dal traguardo, quando dal gruppo Maglia Rosa si produceva in affondo Vincenzo Nibali (Astana Pro Team), che metteva una ventina di metri di vantaggio tra lui e gli altri.

Una scintilla che però si esauriva in un fuoco di paglia, perché pochi istanti dopo volava al contrattacco, con non poca sorpresa da parte di tutti, la “farfalla di Maastricht”, Tom Dumoulin (Team Giant-Alpecin), che pur non avendo il DNA da scalatore riusciva a guadagnare 21” sui teorici contendenti per il successo finale, tra i quali emergeva ancora Alejandro Valverde (Movistar Team), decimo sul traguardo e sesto nella Generale, a 21” da Dumoulin.

La sesta tappa vedeva una fuga a tre innescata dal km 20: Alessandro Bisolti (Nippo-Vini Fantini), Eugert Zhupa (Wilier Trestina-Southeast) e Alexandr Kolobnev (Gazprom-Rusvelo) arrivavano ad avere più di 6’ a 90 km dal traguardo, quando però Kolobnev cedeva alla fatica, anche a causa del vento e della pioggia incontrata nella prima pare di gara. Il gruppo Maglia Rosa non si preoccupava più del necessario, essendo i tre lontani dalle posizioni che contavano in classifica, e dava l’impressione di accontentarsi.

Sulle tracce dei due fuggitivi si mettevano Laurent Didier (Trek-Segafredo), Tim Wellens e Pim Ligthart (Lotto Soudal), che operavano il ricongiungimento ai – 70 km. Il nuovo quintetto così formatosi riusciva ad aumentare il ritmo rispetto a un sonnecchiante gruppo Maglia Rosa, e ai piedi della salita di Roccaraso il vantaggio dei cinque era addirittura di 6’30”. Ai -14 km, Tim Wellens decideva per l’azione solitaria, che poi riuscirà a portare a compimento. Dal gruppo Maglia Rosa uscivano in avanti Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) e Kanstantsin Siutsou (Dimension Data), tentando un disperato riaggancio.

Tim Wellens appariva in grande spolvero, era evidente che la vittoria dovesse essere sua. Fuglsang e Siutsou riprendevano uno stanco Didier, Nibali provava ad accendere la miccia ai -3 km ma il Team Sky riportava tutti sotto. A quel punto scattava Dumoulin, seguito da Domenico Pozzovivo (Team AG2R La Mondiale) e Ilnur Zakarin (Katusha). I tre andavano a ricongiungersi con Fuglsang e Siutsou, mentre Wellens celebrava la sua prima vittoria al Giro d’Italia, che è anche la prima in un Grande Giro a tappe.

La salita sgranava il gruppo inseguitore, mentre i cinque lottavano per gli abbuoni del secondo e terzo posto. Fuglsang aveva la meglio su Zakarin, Dumoulin si accontentava del quarto posto mettendo comunque in cascina 11” su Rigoberto Uran (Cannondale), 14” su Alejandro Valverde e 21” su Nibali e Mikel Landa (Team Sky), tanto per citare gli avversari più accreditati al successo finale. Avversari che però dovranno dimostrare di essere superiori alla sorprendente “farfalla di Maastricht”.

Ordine d’arrivo

1) Tim Wellens (Bel) Lotto Soudal
2) Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
3) Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha
4) Tom Dumoulin (Ned) Team Giant-Alpecin
5) Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
6) Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
7) Esteban Chaves (Col) Orica-GreenEdge
8) Rigoberto Uran (Col) Cannondale Pro Cycling
9) Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
10) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
11) Steven Kruijswijk (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
12) Sergey Firsanov (Rus) Gazprom-Rusvelo
13) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
14) Mikel Landa Meana (Spa) Team Sky
15) Ryder Hesjedal (Can) Trek-Segafredo
16) Igor Anton Hernandez (Spa) Dimension Data
17) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
18) Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
19) Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
20) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
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In Classifica Generale si rafforza la leadership di Dumoulin, apparso a proprio agio anche sulle pendenze solitamente a lui poco congeniali. Fuglsang arremba a 26”, appena prima di Zakarin. Valverde è il più pericoloso tra gli uomini di classifica, è sesto a 41”. Le quattro maglie non cambiano padrone rispetto a ieri.

Classifica Generale

1) Tom Dumoulin (Ned) Team Giant-Alpecin
2) Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team
3) Ilnur Zakarin (Rus) Team Katusha
4) Bob Jungels (Lux) Etixx-Quick Step
5) Steven Kruijswijk (Ned) Team Lotto NL-Jumbo
6) Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
7) Diego Ulissi (Ita) Lampre-Merida
8) Esteban Chaves (Col) Orica-GreenEdge
9) Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team
10) Kanstantsin Siutsou (Blr) Dimension Data
11) Rigoberto Uran (Col) Cannondale Pro Cycling
12) Rafal Majka (Pol) Tinkoff Team
13) Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
14) Rein Taaramae (Est) Team Katusha
15) Mikel Landa Meana (Spa) Team Sky
16) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
17) Michele Scarponi (Ita) Astana Pro Team
18) Sergey Firsanov (Rus) Gazprom-Rusvelo
19) Nicolas Roche (Irl) Team Sky
20) Stefano Pirazzi (Ita) Bardiani CSF
24:22:15
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00:01:15
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– Link alle Classifiche

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Tom Dumoulin (Team Giant-Alpecin)
• Maglia Rossa, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Algida: Marcel Kittel (Etixx-Quick Step)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Damiano Cunego (Nippo-Vini Fantini)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Bob Jungels (Etixx-Quick Step)

Dichiarazioni

Il vincitore Tim Wellens, subito dopo il traguardo, ha dichiarato: “Devo ringraziare Pim Ligthart. L’idea di attaccare insieme l’ha avuta lui in quel punto della tappa. Siamo rientrati sulla fuga insieme. Stavo benissimo oggi e ho potuto mantenere un buon passo in solitaria sulla salita finale. Sono incredibilmente felice per questa vittoria. E’ un po’ una sorpresa, sono anche contento che nessuna delle squadre all’inseguimento sia riuscita a riprendermi”.

La Maglia Rosa Tom Dumoulin, subito dopo l’arrivo: “Non avevo programmato l’attacco ma quando ho visto Nibali partire gli sono andato dietro. C’era solo un’opportunità e l’ho colta. Sono davvero sorpreso dalla mia prestazione, sono andato più forte del previsto. Non credevo di avere questa condizione sulle salite. Non era alta montagna ma pur sempre salita vera”.

— Tappa N.7 —

La settima tappa del Giro si articola tra Sulmona e Foligno, con 210 km caratterizzati da una prima parte in prevalente salita fino alla Sella di Corno (km 80), poi discesa e pianura fino a Terni (km 153), quindi lo scollinamento al Valico della Somma, discesa su Spoleto e 30 km pianeggianti. Facile ipotizzare un arrivo in volata. Corazzata tedesca permettendo, può essere la giornata di Elia Viviani (Team Sky).


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © TDW Sport – © ANSA (Peri/Di Meo/Zennaro)

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