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99° Giro d’Italia, attesa elettrizzante

Partirà il 6 maggio dall’Olanda per concludersi il 29 maggio a Torino, dopo 3.383 km divisi in 21 tappe, la 99ª edizione del Giro d’Italia. Due crono individuali, una cronoscalata, 4 tappe di alta montagna, 7 di media montagna, 7 per velocisti. Eccovi alcune curiosità statistiche, le varie tappe e i possibili protagonisti della Corsa Rosa.


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E’ tutto pronto per la 99ª edizione del Giro d’Italia, che per la 12ª volta nella sua storia partirà dall’estero, precisamente dai Paesi Bassi, nella Provincia del Gelderland. Le 11 partenze internazionali precedenti videro nel 1965 la Repubblica di San Marino (vittoria finale di Vittorio Adorni), nel 1966 il Principato di Monaco (Gianni Motta), nel 1973 Verviers – Belgio (Eddy Merckx), nel 1974 la Città del Vaticano (Eddy Merckx), nel 1996 Atene – Grecia (Pavel Tonkov), nel 1998 Nizza – Francia (Marco Pantani), nel 2002 Groeningen – Olanda (Paolo Savoldelli), nel 2006 Seraing, Liegi – Belgio (Ivan Basso), nel 2010 Amsterdam – Paesi Bassi (Ivan Basso), nel 2012 Herning – Danimarca (Ryder Hesjedal), nel 2014 Belfast – Irlanda del Nord (Nairo Quintana).

Ciclismo: Giro d'Italia Hall of Fame; Francesco Moser

Curiosità in numeri
• La prima edizione del Giro d’Italia venne disputata nel 1909 e fu vinta da Luigi Ganna. Non si corse nei periodi 1915-18 e 1941-45 a causa dei conflitti mondiali.
• La prima edizione fu anche la più corta, solo 2.445 km. La più lunga fu invece quella del 1962, con 4.180 km, vinta da Franco Balmamion su Imerio Massignan e Nino Defilippis.
• Il Giro d’Italia venne corso interamente sul territorio nazionale fino al 1919. L’edizione del 1920 fu la prima che portò i corridori all’estero, precisamente in Svizzera.
• La tappa più lunga del Giro venne corsa nel 1914, da Lucca Roma per 430 km, e fu vinta da Costante Girardengo. La più breve si disputò nel 1972, una crono individuale di 20 km a Forte dei Marmi, vinta da Roger Swerts.
• La crono individuale più lunga si ebbe nel 1951, con 81 km da Perugia a Terni, e venne vinta da Fausto Coppi.
• La Maglia Rosa per il leader della classifica generale fu introdotta a partire dal Giro d’Italia del 1931. Il primo a indossarla fu Learco Guerra, anche se quell’edizione venne conquistata da Francesco Camusso.
• Le prove a cronometro individuali e la speciale Classifica degli Scalatori furono introdotte a partire dal 1933.
• Tre corridori vantano il maggior numero di titoli: Alfredo Binda, Fausto Coppi ed Eddy Merckx, con 5 vittorie.
• L’Italia è la nazione più vittoriosa, con 68 trionfi. Seguono il Belgio con 7, la Francia con 6, la Spagna con 5, la Svizzera e la Russia con 3, il Lussemburgo con 2 (grazie a Charly Gaul), Svezia, USA, Canada e Colombia con una vittoria.
• Solo tre ciclisti non europei hanno vinto il Giro: Andrew Hampsten (USA, 1988), Ryder Hesjedal (Canada, 2012) e Nairo Quintana (Colombia, 2014).
• Felice Gimondi è il corridore che ha conquistato il maggior numero di podi finali, ben 9, nei quali si contano 3 vittorie, 2 secondi posti e 4 terzi.
• Wladimiro Panizza vanta il maggior numero di partenze al Giro d’Italia, 18, e anche il maggior numero di Giri portati a termine, 16.
• Il più giovane vincitore del Giro d’Italia fu Fausto Coppi, nel 1940, all’età di 20 anni e 268 giorni. Il più anziano fu Fiorenzo Magni, nel 1955, a 34 anni e 180 giorni.
• Il più giovane vincitore di tappa fu Olimpio Bizzi, nel 1936, a 19 anni e 299 giorni. Il più anziano fu Giovanni Rossignoli, nel 1920, a 37 anni e 186 giorni.
• Alfredo Binda detiene il record di tappe consecutive vinte, 8 nel Giro del 1929, e il record di tappe vinte in una stessa edizione, 12 nel Giro del 1927.
• Mario Cipollini ha invece il record di tappe vinte al Giro, 42.
• Il belga Eddy Merckx vanta il maggior numero di giorni trascorsi in Maglia Rosa, ben 79.
• Andrea Noè è il ciclista più anziano ad avere indossato la Maglia Rosa, Nell’edizione 2007, Andrea aveva 38 anni.
• Quattro corridori hanno tenuto la Maglia Rosa dalla prima all’ultima tappa, senza mai cederla: Costante Girardengo (1919), Alfredo Binda (1927), Eddy Merckx (1973) e Gianni Bugno (1990).
• Due corridori hanno invece perso la Maglia Rosa all’ultimo giorno di gara: Laurent Fignon (1984) e Joaquim Rodriguez (2012).
• Il distacco minore tra primo e secondo classificato al Giro si ebbe nell’edizione del 1948, quando Fiorenzo Magni vinse su Ezio Cecchi per soli 11”. Il distacco maggiore si registrò invece nel 1914, con Alfonso Calzolari davanti a Pierino Albini per 1h57’26”.

Le 21 tappe
1ª tappa, venerdì 6 maggio, Apeldoorn (Crono individuale), 9.8 km (altimetria)
2ª tappa, sabato 7, Arnhem-Nijmegen, 190 km (altimetria)
3ª tappa, domenica 8, Nijmegen-Arnhem, 189 km (altimetria)
Lunedì 9, riposo
4ª tappa, martedì 10, Catanzaro-Praia a Mare, 191 km (altimetria)
5ª tappa, mercoledì 11, Praia a Mare-Benevento, 233 km (altimetria)
6ª tappa, giovedì 12, Ponte-Roccaraso (Aremogna) 165 km (altimetria)
7ª tappa, venerdì 13, Sulmona-Foligno, 210 km (altimetria)
8ª tappa, sabato 14, Foligno-Arezzo, 169 km (altimetria)
9ª tappa, domenica 15, Chianti Classico (Crono individuale), 40.4 km (altimetria)
Lunedì 16, riposo
10ª tappa, martedì 17, Campi Bisenzio-Sestola, 216 km (altimetria)
11ª tappa, mercoledì 18, Modena-Asolo, 212 km (altimetria)
12ª tappa, giovedì 19, Noale-Bibione, 168 km (altimetria)
13ª tappa, venerdì 20, Palmanova-Cividale del Friuli, 161 km (altimetria)
14ª tappa, sabato 21, Alpago (Farra)-Corvara, 210 km (altimetria)
15ª tappa, domenica 22, Castelrotto-Alpe di Siusi (Crono individuale), 10.8 km (altimetria)
Lunedì 23, riposo
16ª tappa, martedì 24, Bressanone-Andalo, 133 km (altimetria)
17ª tappa, mercoledì 25, Molveno-Cassano d’Adda, 196 km (altimetria)
18ª tappa, giovedì 26, Muggiò-Pinerolo, 234 km (altimetria)
19ª tappa, venerdì 27, Pinerolo-Risoul, 161 km (altimetria)
20ª tappa, sabato 28, Guillestre-Sant’Anna di Vinadio, 134 km (altimetria)
21ª tappa, domenica 29, Cuneo-Torino, 150 km (altimetria)
Totale 3.383 km, dislivello 42.200 metri

E’ un percorso abbastanza lineare, con pochi trasferimenti. Partenza dall’Olanda, come già nel 2002 e 2010, tre tappe e poi il riposo con il trasferimento a Catanzaro, per attraversare tutta la dorsale appenninica prima di raggiungere il Friuli e, da lì, innescare la battaglia sulle Dolomiti e le Alpi. Traguardo a Torino, stesso finish del 1982, quando vinse Bernard Hinault.

Le frazioni maggiormente selettive sono la nona (crono individuale del Chianti, molto mossa anche se con una buona percentuale di discesa), poi un tris devastante con la 13ª (da Palmanova a Cividale del Friuli, con gli ultimi due dei quattro GPM di giornata che potrebbero fare selezione), la 14ª (210 km da Alpago a Corvara, con sei GPM su Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau e Valparola) e la 15ª (cronoscalata all’Alpe di Siusi, con gli ultimi 9 km all’8.3% medio e punte all’11%). Anche la 19ª e la 20ª non sono uno scherzo, con Colle dell’Agnello e Risoul nella prima, Col de Vars, Col de la Bonette e Col della Lombarda nell’altra.

Giro d'Italia 2016 presentation

I protagonisti
Al Giro d’Italia partecipano 22 squadre composte da 9 corridori ciascuna, per un totale di 198 atleti (qui l’elenco ufficiale dei partenti). Mancherà il campione uscente, Alberto Contador (Tinkoff), che ha preferito concentrarsi sul Tour de France. Al via di questo Giro anche l’australiano Adam Hansen, detentore del record di Grandi Giri portati consecutivamente a termine, 13. Se riuscirà a concludere anche questo, e sarà il 14°, migliorerà ulteriormente la propria performance. Adam è anche celebre per realizzare da sé le scarpe che indossa in gara.

I favori del pronostico sono tutti inevitabilmente rivolti a Vincenzo Nibali (Astana Pro Team), che ha segnato il Giro come uno dei suoi due principali obiettivi stagionali (l’altro sono le Olimpiadi di Rio). Lo “Squalo dello Stretto” si è preparato atleticamente come è solito fare, lavorando duramente a Tenerife per riuscire a reggere tutte le tre settimane di corsa. Apparso un po’ imballato al recente Giro del Trentino, il siciliano non dovrebbe avere grossi problemi nel presentarsi in condizione ottimale al via nel Gelderland, per poi crescere ulteriormente quando l’impegno lo richiederà. Secondo noi, è difficile che possa perdere questo Giro, disegnato anche, e forse soprattutto, per un corridore delle sue caratteristiche.

L’avversario più temibile per il messinese in questo Giro è il suo ex compagno di squadra Mikel Landa, approdato quest’anno al Team Sky. Come Nibali, anche Landa avrà a sua disposizione l’intera squadra, che però al pari dell’Astana non sembra attrezzatissima per aiutare il proprio capitano con azioni diversive in salita. Sulle pendenze, dunque, Landa dovrà sbrigarsela da solo. Reduce dalla vittoria al Giro del Trentino, non senza un pizzico di fortuna, il basco è sembrato fin troppo in palla sulle ascese, mostrando un anticipo di condizione che potrebbe pagare nella settimana cruciale del Giro.

Il terzo candidato per un posto sul podio è il colombiano Rigoberto Uran (Cannondale), già secondo nel 2013 e 2014. Il simpatico “Ciccio” si è detto pronto a tentare di conquistare la sospirata Maglia Rosa, ma bisogna vedere se i suoi avversari saranno d’accordo e soprattutto se reggerà bene durante l’ultima settimana. La Cannondale è tutta per lui, e in salita Uran potrà innescare la “verve” di “Formolino” Davide Formolo per guastare le altrui manovre.


Alejandro Valverde

Altri interlocutori che potrebbero puntare al podio sono lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar Team), il nostro Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale) e l’olandese Tom Dumoulin (Team Giant-Alpecin). Il 36enne murciano, competitivo 12 mesi all’anno, è sempre un cliente pericolosissimo sui percorsi mossi o da salita dura. Qui al Giro potrebbe vincere qualsiasi tappa che non sia riservata agli sprinter.


Domenico Pozzovivo

Lo scalatore lucano, che in assenza di Contador partirà con il pettorale N.1, sa esaltarsi sulle pendenze, e quelle iniziali dell’Appennino meridionale le conosce molto bene. Potrebbe anche indossare la Maglia Rosa per qualche giorno.


Tom Dumoulin

L’olandese, specialista delle crono, si dice sia migliorato molto in salita, dove già alla Vuelta 2015 aveva fatto vedere buone cose. Vincerà probabilmente la crono di apertura sulle strade di casa. Vedremo se sarà capace di domare anche le Alpi.


– Sito web ufficiale del Giro d’Italia


Articolo a cura di Roberto Chiappa

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