Liegi-Bastogne-Liegi, la scintilla di Simon Gerrans

Primo australiano a vincere nella storia della “Liegi”, Simon Gerrans conquista con un sontuoso sprint una gara palpitante, movimentata e incerta fino al traguardo. Piazzati Valverde e Kwiatkowski. Per gli italiani, bicchiere mezzo pieno ma niente allori.
Erano anni, non ricordiamo quanti, che non si vedeva una “Liegi” con un arrivo di quasi 40 corridori in grado di vincere. Una gara emozionante, che resterà negli annali non solo perché si trattava della 100a edizione. Una corsa che può essere sezionata in tre fasi.
La prima inizia dopo soli 20 km dalla partenza, quando vanno in fuga in sei: Pirimin Lang (IAM Cycling), Michel Koch (Cannondale), Jacobus Venter (MTN-Qhubeka), Matteo Bono (Lampre-Merida), Pieter Jakobs (Topsport Vlaanderen) e Marco Minnaard (Wanty Groupe Gobert). E riescono ad accumulare un vantaggio che tocca i 15’50” quando mancano 70 km al termine.

Michel Koch, uno dei sei fuggitivi della prima fase di gara
Poco prima si ritirava, causa caduta, il Campione del mondo Alberto Rui Costa (Lampre-Merida), decisione presa poi anche da Joaquim Rodriguez (Team Katusha) – apparso decisamente opaco e alle prese con problemi respiratori – e da un irriconoscibile Andy Schleck (Trek World Racing).

Joaquim Rodriguez
Il convoglio dei sei battistrada perde progressivamente i suoi componenti. Matteo Bono è il più tenace, scollina per primo sulla “Redoute”, portandosi appresso Jacobus Venter. Poi rimane da solo, a prendersi gli applausi per la combattività espressa in 220 km di fuga. Un “numero”, il suo, già visto in occasione della Milano-Sanremo.

Matteo Bono, cinque ore in fuga, con gli ultimi 15′ in solitaria
E qui ha inizio la seconda fase di gara. Gruppo compatto, tutti insieme appassionatamente. I pezzi da 90 si marcano a vicenda, l’attendismo regna sovrano. A rompere gli indugi Julian Arredondo (Trek World Racing) e Domenico Pozzovivo (AG2R La Mondiale), che allungano sulla “Roche-aux-Faucons”, ai -16 km, guadagnando fino a 16”. Ma è un fuoco di paglia, subito estinto dal plotone inseguitore, che li riacciuffa ai -9 km.

L’attacco di Domenico Pozzovivo e Julian Arredondo
Terza fase, bellissima, incerta, con la “Côte de Saint-Nicolas” (detta anche la “salita degli italiani” per un duplice motivo, primo perché attraversa un quartiere cittadino popolato in gran parte da nostri connazionali, e poi perché in passato ha visto corridori italiani andare in fuga su questo tratto per poi vincere la gara) probabile scenario del verdetto finale. I grossi calibri si studiano a vicenda, nessuno vuole prendere l’iniziativa. Ci pensa Giampaolo Caruso (Team Katusha) proprio sul St.Nicolas, ai -5 km, portandosi dietro un generoso e indomabile Domenico Pozzovivo. A 1 km dalla fine sembra fatta, +9” sugli inseguitori. Ma la gamba di Pozzovivo è stanca anche per quanto consumato sulla “Roche-aux-Faucons”, e il piccolo scalatore lucano non riesce a dare cambi efficaci a Caruso.

L’arrembaggio finale di Daniel Martin
Vengono ripresi appena prima dell’ultima curva da un indemoniato Daniel Martin (Team Garmin-Sharp), in cerca di uno storico bis. Ma l’irlandese scivola a metà curva, forse per il cedimento del tubolare posteriore. Per Caruso sembra fatta, ma il flipper degli inseguitori ha buon gioco, e negli ultimi 100 metri si presentano in quattro.

Lo sprint finale. Giampaolo Caruso è ancora lì, ma nulla potrà per agguantare il podio
L’australiano Simon Gerrans (Team Orica GreenEdge) è il più esplosivo e brucia l’esperto Alejandro Valverde (Movistar Team) e il polacco Michal Kwiatkowski (Omega Pharma-Quick-Step). Un Caruso ormai in riserva si vede sfilare il podio a pochi metri dal traguardo. Ed è un vero peccato.

Vincenzo Nibali
Italia protagonista al 99%. Prima con Matteo Bono, poi con Pozzovivo e Caruso. Ma anche Damiano Cunego (Lampre-Merida), Enrico Gasparotto e Vincenzo Nibali (Team Astana) hanno messo in mostra una buona condizione, movimentando a sprazzi la corsa. Purtroppo non è bastato per conquistare alcunché.

Il podio di questa 100a edizione della Liegi-Bastogne-Liegi
Ordine d’arrivo
2 Alejandro Valverde (Spa) Movistar Team
3 Michal Kwiatkowski (Pol) Omega Pharma-Quick-Step
4 Giampaolo Caruso (Ita) Team Katusha
5 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
6 Tom Jelte Slagter (Ned) Garmin Sharp
7 Roman Kreuziger (Cze) Tinkoff-Saxo
8 Philippe Gilbert (Bel) BMC Racing Team
9 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Team Katusha
10 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
11 Jelle Vanendert (Bel) Lotto Belisol
12 Enrico Gasparotto (Ita) Astana Pro Team
13 Damiano Cunego (Ita) Lampre-Merida
14 Cyril Gautier (Fra) Team Europcar
15 Bauke Mollema (Ned) Belkin Pro Cycling Team
16 Rudy Molard (Fra) Cofidis Solutions Credits
17 Tiago Machado (Por) Team NetApp – Endura
18 Anthony Roux (Fra) FDJ.fr
19 Frank Schleck (Lux) Trek Factory Racing
20 Stefan Denifl (Aut) IAM Cycling
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Alla partenza anche Re Filippo del Belgio, qui con la bandiera dello “start”

Il gruppo subito dopo la partenza da Liegi

Una delle ascese più caratteristiche della corsa, la “Côte de Saint-Roch”
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: AFP Photo, Bettini photo



