Liegi-Bastogne-Liegi, 100 candeline per la decana delle Ardenne

Domenica 27 Aprile scatterà la centesima edizione della più anziana tra le corse delle Ardenne, chiamata non a caso “La Doyenne” (la decana). E’ anche la più impegnativa, con i suoi 263 km e i quasi 4.800 metri di dislivello distribuito sulle micidiali “côtes”.
E saranno in molti a tentare di mettere la firma sulla casella numero 100 dell’Albo d’oro di questa affascinante corsa, che ha avuto origine nel 1892, quando 33 ciclisti amatoriali intrapresero la strada da Liegi a Bastogne e ritorno. Vinse il belga Léon Houa, unico giunto al traguardo dei 33 partenti, con il tempo di 10h48m32s, media oraria di circa 23 km/h e bici pesante ben 11.6 kg. Houa vinse poi anche nei due anni successivi. La “Liegi” si fermò dal 1914 al 1918 e poi nel 1940, 1941, 1942 e 1944 per i conflitti bellici mondiali.

Un passaggio della corsa (foto: G.Demouveaux)
I belgi hanno conquistato per 58 volte la “Doyenne”, ma noi italiani siamo al secondo posto con 12 centri. Il corridore più vittorioso in questa corsa non poteva che essere Eddy Merckx, con cinque successi (1969, 1971, 1972, 1973 e 1975), seguito dal nostro Moreno Argentin con quattro (1985, 1986, 1987, 1991). Tra quelli ancora in attività, soltanto lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar Team) vanta due successi, ottenuti nel 2006 e nel 2008.

Una delle famose “côtes” della Liegi-Bastogne-Liegi (foto: G.Demouveaux)

Il percorso della 100^ edizione della Liegi-Bastogne-Liegi
Oltre che essere lunga, 263 km sono quasi una Milano-Sanremo, la “Liegi” è anche molto impegnativa per il dislivello, vicino ai 4.800 metri, sparsi lungo una miriade di salite (le celebri “côtes”) abbastanza brevi ma piuttosto ripide, che fiaccano inevitabilmente le forze, sfilacciando i concorrenti e sottoponendoli a una rigorosa selezione psico-fisica. La più ripida è la “Côte de Stockeu”, al km 173.5, lunga 1 km con pendenza media al 12.4%. Ma la scrematura più significativa tra chi avrà le gambe per vincere e chi solo per stare in gruppo avverrà sulla celebre “Redoute” (al km 218.5, lunga 2 km al 8.9%), mentre il verdetto per il podio verrà emesso in parte sulla “Roche-aux-Faucons” (ai -20 km dal traguardo, 1.5 km al 9.3%) e in appello sulla asfissiante “Côte de Saint-Nicolas” (ai -5 km, 1.2 km al 8.6%), con i muscoli a supplicare clemenza.

Il podio 2013 (foto: G.Demouveaux)
L’anno scorso vinse l’irlandese Daniel Martin (Team Garmin-Sharp), nipote di Stephen Roche, che concluse la propria fatica in 6h38m07s davanti a Joaquim Rodriguez (Team Katusha) e Alejandro Valverde (Movistar Team), con i nostri Michele Scarponi ed Enrico Gasparotto al quinto e sesto posto. E tra i favoriti c’è proprio Dan Martin, visto in ottima forma alla Freccia Vallone di mercoledi, quando giunse alle spalle di Alejandro Valverde, un altro tra i papabili al successo in questa “Liegi”. Nel novero dei pretendenti si inseriscono a buon titolo il belga Philippe Gilbert (BMC Racing), mattatore della “Amstel Gold Race” e vincitore della “Liegi” nel 2011, il polacco Michal Kwiatkowski (Omega Pharma-Quick Step), molto continuo nell’ultimo periodo e il nostro Vincenzo Nibali (Astana Pro Team), che non ha mai nascosto di avere questa gara come obiettivo stagionale.

Nella foto a sinistra il nostro Vincenzo Nibali, a destra lo spagnolo Dani Moreno (foto: TDWSport)
Possibili outsiders potrebbero essere lo spagnolo Daniel Moreno (Team Katusha), il suo team-mate Joaquim Rodriguez, un po’ acciaccato dalle ultime cadute alla “Amstel” e alla “Freccia”, l’olandese Bauke Mollema (Belkin Pro Cycling), sempre nel pacchetto di testa nelle corse sulle Ardenne, e l’atipico belga Jelle Vanendert (Team Lotto Belisol), secondo un po’ a sorpresa alla “Amstel” e ancora in buona condizione per puntare al podio.

Una delle “côtes” iniziali, con il gruppo ancora compatto (foto: B.Papon)
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: G.Demouveaux, B.Papon, TDWSport




