Mondiale elite women, Lizzy Armitstead mette tutte in riga

Sui 129.6 km di Richmond, l’inglese Elizabeth Armitstead vince in volata sull’olandese Anna Van Der Breggen e sulla statunitense Megan Guarnier, che precede di un soffio la nostra Elisa Longo Borghini. Sfortuna per Giorgia Bronzini, che rompe il cambio per un contatto nella bagarre finale.

Un percorso mondiale in linea un po’ così, senza salite ma un paio di strappi assassini lastricati di pavé (Libby Hill e 23rd Street) a fiaccare la resistenza delle atlete. Paesaggisticamente poco interessante, poiché essenzialmente urbano, il tracciato di 16.2 km ha regalato emozioni soltanto nell’ultimo degli otto giri previsti, come del resto era logico attendersi da una prova la cui unica selezione era basata sul ritmo di gara imposto.

Gara animata nel finale da un’ottima Valentina Scandolara, che assieme a Elisa Longo Borghini stava preparando il terreno per la volata di Giorgia Bronzini, già iridata 2010 e 2011. La nostra Valentina se ne andava in compagnia dell’australiana Lauren Kitchen, ma le due venivano riprese dal gruppo prima dell’ultima salita.

Lizzy Armitstead accelerava ai -900 metri, portandosi appresso anche la nostra Elisa Longo Borghini. Volata finale piuttosto convulsa, con Lizzy che riusciva ad allungare sull’olandese Van der Breggen, mentre Elisa Longo Borghini veniva bruciata dalla “local” Megan Guarnier.

Un vero peccato, perché se Elisa Longo Borghini avesse utilizzato un rapporto più leggero, avrebbe portato a casa una medaglia di bronzo anziché quella di legno. Vero è che Elisa non è una sprinter, ma in vista del traguardo avrebbe dovuto dimenticarsene e credere maggiormente nelle proprie possibilità, che sono notevoli.

Così Lizzy Armitstead conquistava il Mondiale dopo avere vinto anche la World Cup 2015 (e 2014). Per lei, un anno da incorniciare.

Non male nemmeno il Mondiale di Anna Van Der Breggen, seconda sia nella crono sia nella prova in linea, impresa riuscita in precedenza solo ad Anna Millward nel 1999 e Nicole Brändli nel 2002.

Megan Guarnier portava una medaglia in casa USA per la prima volta in 21 anni, un’autentica impresa storica. Le auguriamo non rimanga l’ultima.

Deluse le italiane, sconfitte con l’onore delle armi e sfortunate per la defaillance meccanica di Giorgia Bronzini, che tagliava 27esima il traguardo camminando con la bici in spalla. Per la prima volta dopo 9 anni, l’Italia femminile del CT Dino Salvoldi non raccoglie alcuna medaglia ai Worlds.

Prestazione un po’ appannata per la svedese Emma Johansson, apparsa molto poco incisiva, e per la francese Pauline Ferrand Prevot, campionessa uscente, che avrebbe voluto riconfermarsi dopo avere conquistato quest’anno il Mondiale Ciclocross e il Mondiale MTB Cross Country.
Segnaliamo il nono posto, nel gruppo delle migliori, dell’elvetica Jolanda Neff, vincitrice quest’anno della Coppa del Mondo MTB Cross Country.

Ordine d’arrivo
2) Anna Van Der Breggen (Netherlands)
3) Megan Guarnier (USA)
4) Elisa Longo Borghini (Italy)
5) Emma Johansson (Sweden)
6) Pauline Ferrand Prevot (France)
7) Katarzyna Niewiadoma (Poland)
8) Alena Amialiusik (Belarus)
9) Jolanda Neff (Switzerland)
10) Ellen Van Dijk (Netherlands)
11) Joelle Numainville (Canada)
12) Trixi Worrack (Germany)
13) Karol-Ann Canuel (Canada)
14) Ashleigh Moolman-Pasio (South Africa)
15) Christine Majerus (Luxembourg)
16) Lucinda Brand (Netherlands)
17) Tiffany Cromwell (Australia)
18) Elena Cecchini (Italy)
19) Rachel Neylan (Australia)
20) Lizzie Williams (Australia)
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Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Bettini photo – © TDW Sport




