B’Twin Gilet antivento 700 ultralight

Leggerissimo, altamente protettivo dall’aria e anche dalla pioggia non intensa, con ingombro davvero minimale e prezzo contenuto (19.95 euro). Sicuramente uno dei migliori capi di abbigliamento tecnico realizzati da b’Twin. Ecco il nostro test.
Appena arrivato in redazione questo batuffolo di poliestere ha destato subito la nostra attenzione, studiato per proteggere dall’aria fredda in discesa, ma anche dal vento e dalla pioggia leggera, è caratterizzato da un peso ultraleggero e noi non vedevamo l’ora di provarlo.
Il nostro test
Il gilet antivento b’Twin si presenta ripiegato in un comodo contenitore delle dimensioni adatte ad essere infilato nella tasca posteriore della maglia. Il contenitore non è altro che una tasca del gilet stesso che, una volta indossato, scompare sul fianco. La tasca-contenitore è dotata di una cordicella con fermo per la chiusura. Le operazioni di ripiegamento del gilet sono molto rapide, non richiedono più di 30”. Disponibile in cinque taglie, dalla S alla 2XL, sulla nostra bilancia la taglia M ha segnato un peso di soli 56 grammi, una vera piuma in rapporto alle prestazioni.
Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.
Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.
Salita
Il gilet in salita viene generalmente stivato nella tasca posteriore, le sue dimensioni e il peso lo fanno letteralmente scomparire e la sua presenza non si avverte minimamente. E’ possibile comprimere ulteriormente il contenitore per eliminare l’aria all’interno e ottenere una dimensione ancora più piccola, il tessuto resiste bene anche a questa tortura ma è una pratica utile solo ai fini estetici.
Discesa
Arrivati in cima alla salita è un attimo estrarre il gilet dal suo contenitore, indossarlo e proteggersi dall’aria fredda. Lo spessore del tessuto è ridotto ma più che sufficiente per isolare il busto del ciclista e mantenere il calore corporeo all’interno.
La cerniera è dotata di linguetta interna per sigillare il passaggio dell’aria e di protezione “garage” sul colletto per evitare sfregamenti con la pelle. L’altezza del colletto è superiore a quella della maglia e copre bene il collo.
La vestibilità è ottima, vi consigliamo di scegliere con attenzione la taglia per avere una aderenza ottimale del gilet al busto in modo da minimizzare il rumore dovuto ai movimenti del tessuto quando siete in velocità e massimizzare la protezione termica. Anche se il gilet è perfettamente aderente, come per il modello che abbiamo provato, la posizione in sella apre le prese d’aria dietro le spalle che, alle massime velocità, sventolano e producendo un po’ di rumore ma mai tale da impedire di sentire un veicolo che sopraggiunge alle spalle.

Un particolare delle prese d’aria dorsali e della cerniera
I nostri test sono iniziati in marzo con temperature ancora gelide, per verificare le prestazioni in condizioni limite, simulando la discesa dai passi alpini sopra i 2.000 metri nei periodi primaverili e autunnali quando le temperature, anche in quota, non sono ancora elevate.
La tenuta all’aria è ottima e gli effetti positivi del gilet si possono avvertire anche con temperature esterne inferiori ai 10° C. Non abbiamo registrato formazione di condensa all’interno del gilet, a meno che non venga indossato in un ambiente chiuso e riscaldato (rifugio o sosta caffè al bar) nel caso basta aprire la zip.
La zip, per ovvi motivi, è di dimensioni ridotte e richiede un minimo di attenzione al momento della chiusura ma questa è una scelta costruttiva che, oltre al risparmio di peso, pensa anche alla sicurezza del ciclista. Infatti per indossare o togliere il gilet è sempre necessario fermarsi.
Sotto la pioggia
Non avevamo previsto una prova di immersione in acqua ma il meteo ci è venuto in soccorso, durante una delle uscite test, regalandoci un temporale e la possibilità di verificare anche questo aspetto. Con la strada bagnata l’acqua sollevata dalla ruota posteriore non riesce a penetrare il tessuto ma non si può evitare una lieve formazione di condensa all’interno. Sotto l’acqua battente il gilet, anche se non è pensato per questo, garantisce comunque una buona tenuta, sufficiente a tenervi asciutti fino al primo riparo. Le sue dimensioni limitano la copertura della schiena lasciando scoperta la zona sotto la vita e il fondello dei pantaloncini ma, ripetiamo, non è fatto per pedalare sotto la pioggia. Noi lo abbiamo provato solo per darvi una informazione più esauriente sulle prestazioni oltre il limite di progetto.
Giudizio
Un capo eccezionale che non può mancare nella dotazione di ogni ciclista, perfetto nella protezione dall’aria in discesa e ottimo anche sotto la pioggia anche se, ripetiamo, non è studiato per riparare dall’acqua battente. Il peso piuma lo fa scomparire nelle tasche per apparire come d’incanto nel momento del bisogno. Il prezzo di 19.95 euro colloca questo gilet nella fascia dei prodotti accessibili ai più.
Articolo a cura di Sergio Doria
Foto: © Sergio Doria (Tech-Cycling) – © www.decathlon.it











