Giro delle Fiandre, favoriti e outsider

La 98esima edizione del Giro delle Fiandre, domenica 6 aprile, presenta un tracciato leggermente modificato nel finale rispetto all’anno scorso. Favoritissimo il campione uscente Fabian Cancellara, ma le sorprese potrebbero non mancare.
Da Bruges a Oudenaarde, 259 km. I primi 100 da scampagnata, o da “fughe bidone”. Poi il pavé e l’ottovolante dei muri spacca gambe. Non c’è il simbolo storico della Ronde van Vlaanderen, il mitico “Grammont”, accantonato dall’edizione 2011. Ma non è che il resto sia poca cosa. Il “Vecchio Kwaremont”, che sarà affrontato addirittura per tre volte. Il “Koppenberg”, posto al 215esimo km, che potrebbe dar luogo a una selezione importante. E il “Paterberg”, da scalare per due volte, al km 108 e 246. E probabilmente sarà proprio quest’ultima asperità di giornata a decretare colui che potrà vincere questo “Fiandre”.
Per domenica il meteo si preannuncia discreto, con sole velato e pioggia debole solo nel tardo pomeriggio, quando i giochi saranno già fatti.

Nato nel 1913, il Giro delle Fiandre è senza dubbio l’avvenimento sportivo più importante di tutto il Belgio di matrice fiamminga, tanto che qui viene chiamata semplicemente “de Ronde”, cioè la Corsa, la madre di tutte le gare. Una festa per tutti, dai bimbi ai meno giovani. Si parla di un milione di spettatori assiepati lungo il percorso, ma potrebbe esser una cifra per difetto, perché in un Paese dove il ciclismo è materia di insegnamento scolastico (educazione fisica) e tutti i ragazzini sognano di diventare campioni del pedale, non ci si può che attendere una risposta di portata massimale.

La partenza del Giro delle Fiandre, dalla piazza principale di Bruges
Le prime edizioni del “Fiandre” furono vinte da corridori belgi, tranne nel 1923 quando si impose lo svizzero Henri Suter. Poi ancora belgi, fino al 1949, primo anno di uno storico, ancora oggi ineguagliato tris consecutivo di vittorie di colui che porta il soprannome di “Leone delle Fiandre”, il grandissimo, indimenticato Fiorenzo Magni. Nomi illustri nell’Albo d’oro della “Ronde”, da Eddy Merckx (1969 e 1975) a Johan Museeuw (1993, 1995 e 1998) a Tom Boonen, l’unico triplice vincitore (2005, 2006 e 2012) ancora in attività che potrebbe puntare a un sensazionale poker di vittorie. Per l’Italia, oltre a Fiorenzo Magni, si ricordano i sigilli di Dino Zandegu (1967), Moreno Argentin (1990), Gianni Bugno (1994), Michele Bartoli (1996), Gianluca Bortolami (2001), Andrea Tafi (2002) e Alessandro Ballan (2007).

Fiandre 2013: Fabian Cancellara nell’attimo in cui stacca Peter Sagan sul Paterberg
I favori del pronostico sono tutti per lo svizzero Fabian Cancellara (Trek Factory Racing), che punta al tris dopo le sue affermazioni del 2010 e 2013. Che sia in forma lo si è visto alla Milano-Sanremo e alla Gent-Wevelgem di domenica corsa, quando dovendo recuperare terreno sui fuggitivi causa rallentamento del gruppo in cui si trovava, si è messo a tirare senza che gli inseguitori fossero in grado di tenere la sua scia. E’ un corridore dalla potenza superlativa. Se non gli capiteranno inconvenienti, lo vedremo sicuramente “sgommare” sul Paterberg e vincere in solitaria. Se invece non gli riuscirà il numero, potrebbe essere la volta dello slovacco Peter Sagan (Team Cannondale), secondo l’anno scorso, distanziato proprio da Cancellara sul Paterberg. Un arrivo in volata, più che una fuga solitaria, potrebbe essere congeniale alle doti di Sagan, che potrà anche contare sull’appoggio del compagno di squadra Oscar Gatto.

Tom Boonen concluse anzitempo con una caduta il suo Giro delle Fiandre 2013
Motivatissimo e in cerca di riscatto è l’idolo di casa, Tom Boonen (Omega Pharma-Quick Step), che dopo il ritiro del 2013 causa caduta e le vicissitudini di inizio 2014 vorrà certamente ben figurare davanti al pubblico amico. Dice di avere preparato molto bene la “Ronde”, e pur non avendolo visto in azione in queste prime Classiche di stagione, non possiamo che credergli. Può gestire la corsa in mille modi, ma cercherà di evitare una volata finale con Sagan.

Stijn Devolder alla recente Gent-Wevelgem
Altro pretendente al trofeo finale è il belga Stijn Devolder (Trek Factory Racing), anch’egli fiammingo e vincitore della corsa nel 2008 e 2009. Pur essendo compagno di squadra di Cancellara, non crediamo che Devolder possa fornire molto aiuto allo svizzero qualora si trovasse in lizza per la vittoria. Vedremo come i due sapranno gestire le direttive di Luca Guercilena, loro DS.

Alexander Kristoff nel corso della Gent-Wevelgem
Chi invece potrebbe dare luogo a un proficuo gioco di squadra, come avvenuto alla Milano-Sanremo, è il Team Katusha di Alexander Kristoff e Luca Paolini. Il norvegese è in ottima forma, il nostro Paolini anche, ed è il miglior gregario di questo frangente stagionale. Potrebbero essere una piccola sorpresa. Da non dimenticare che il norvegese Kristoff si classificò quarto nel 2013.

Nick Nuyens, grande assente al “Fiandre” causa influenza e febbre
Anche la Garmin-Sharp gioca carte importanti. Assente all’ultimo istante causa influenza il belga Nick Nuyens, vincitore nel 2009, Johan Van Summeren, David Millar e Tyler Farrar animeranno sicuramente la corsa. E potrebbe saltar fuori qualche sorpresa.
Stessa probabile strategia quella del team BMC Racing, con Greg Van Avermaet, Thor Hushovd, Taylor Phinney e Manuel Quinziato in caccia del trofeo.
Bradley Wiggins (Team Sky) torna sui muri fiamminghi dopo nove anni dalla sua ultima apparizione, quando ancora indossava i colori del Team Credit Agricole e concluse all’81esimo posto. Il baronetto inglese non è al top della condizione, ma assieme ai compagni Geraint Thomas, Luke Rowe, Edvald Boasson Hagen e al nostro Salvatore Puccio potrebbe organizzare un solido pacchetto di mischia per tentare di raggiungere la meta.

Jurgen Roelandts
La Lotto Belisol, falcidiata dagli infortuni, punta tutto sul belga Jurgen Roelandts, terzo l’anno scorso. Difficile però che possa ripetersi quest’anno a più alti livelli.

Arnaud Demare
Attenzione al francese Arnaud Demare (FDJ.fr), uno che non eccelle in niente ma va bene dappertutto. Un po’ velocista e un po’ “finisseur”, un po’ cronoman e un po’ scalatore, buono per corse classiche di un giorno come per le gare a tappe. Potenzialmente capace di qualsiasi risultato.

Filippo Pozzato
E l’Italia? A parte qualche buon gregario precedentemente nominato, gli italiani non hanno molte speranze di centrare il risultato pieno. Il 33enne Filippo Pozzato (Team Lampre-Merida), giunto secondo nel 2012 regalando la volata a Boonen, non sembra in questo momento in grado di impensierire i “mostri sacri” là davanti. Ci auguriamo comunque di sbagliare.

Sacha Modolo
Sacha Modolo, team-mate di Pozzato, potrebbe essere stanco dopo la tre giorni di La Panne, conclusa ieri, in cui ha vinto la terza tappa. Daniele Bennati e Matteo Tosatto, entrambi Tinkoff-Saxo, potrebbero fare bene, soprattutto Bennati avrebbe le qualità per imporsi in una classicissima. Sembra però che gli manchi sempre qualcosa per afferrare l’attimo fuggente verso la vittoria. Andrea Guardini e Francesco Gavazzi, compagni nel Team Astana, hanno voglia di mettersi in luce e siamo certi che ci riusciranno nel corso della competizione, ma non sono ancora in grado di far bottino pieno. Adriano Malori (Team Movistar) è in una squadra di scalatori e non sembra avvezzo ai muri fiamminghi.
Tirando le somme, senza Vincenzo Nibali, fuoriclasse in grado di vincere dappertutto, all’Italia del pedale resta poco di concreto, al momento, per sperare di conquistare una Classica del Nord.

Fiandre 2013: Cancellara, Sagan e Roelandts sul Paterberg
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: TDWSport.com





