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102° Giro d’Italia, Chad Haga nel giorno di Richard Carapaz

Il texano Chad Haga (Team Sunweb) vince la cronometro finale di Verona, mentre Richard Carapaz (Movistar Team) può festeggiare la meritata vittoria al Giro alzando il Trofeo Senza Fine. Primož Roglič (Team Jumbo-Visma) chiude 10° nella crono e scalza Mikel Landa (Movistar Team) dal terzo gradino del podio.


Il podio del giorno…
La prova a cronometro finale di 17 km sul percorso veronese delle Torricelle ha chiuso questa 102^ edizione del Giro d’Italia, molto combattuta e più interessante che mai. Il successo odierno è andato al texano Chad Haga (Team Sunweb), che coglie così la sua prima vittoria al Giro, nonché la prima in una competizione World Tour. Non male per questo ragazzo che nel gennaio 2016 fu investito in Spagna da un‘auto che procedeva contromano e che mandò all’ospedale non solo lui ma altri 7 suoi compagni, tra i quali il tedesco John Degenkolb. Oggi il texano è partito convinto delle proprie possibilità, dando fondo alle energie rimaste dopo 20 sfibranti frazioni e le salite della terribile terza settimana. Lasciato libero da obblighi di scuderia dopo il ritiro del capitano Tom Dumoulin, l’americano ha corso intelligentemente, senza strafare, e oggi il suo sistema neuromuscolare ha risposto perfettamente, consentendogli di centrare la vittoria.

Secondo e terzo posto odierno per due corridori Lotto-Soudal. Victor Campenaerts cercava un successo nelle prove contro il tempo che gli è sempre sfuggito in questo Giro. Questa volta il recordman dell’Ora ha trovato sulla propria strada un sontuoso Chad Haga, al quale si è dovuto arrendere per soli 4”. Terza moneta per Thomas De Gendt, a 6” dal vincitore. Ma al 4° posto della crono troviamo un eccezionale Damiano Caruso (Team Bahrain-Merida), che ha corso un eccellente Giro d’Italia, sempre al servizio del proprio conterraneo e team-mate Vincenzo Nibali, per il quale ha cantato e portato volentieri la croce.

…e quello del Giro
Per la prima volta nella storia, il Giro d’Italia viene conquistato da un corridore ecuadoriano. Ed è il 26enne Richard Carapaz ad aggiudicarsi meritatamente il Trofeo Senza Fine, grazie a una condotta di gara senza sbavature né flessioni di rendimento. Certo, le cronometro non sono il suo forte, lui è uno scalatore, e infatti anche oggi, come nelle due crono precedenti, ha concluso lontano dai primi, 36° a 1’12” da Chad Haga. Ma il suo vantaggio nella Classifica Generale era tale da consentirgli di poter passeggiare. Davvero bravo a mettere tutti nel sacco nella tappa del Lago Serrù e soprattutto in quella successiva di Courmayeur, da lui vinta e in cui ha preso la Maglia Rosa senza più togliersela. Lo ritroveremo sicuro protagonista dei Grandi Giri.

Lo “Squalo dello Stretto” Vincenzo Nibali (Team Bahrain-Merida) ha concluso la crono al 9° posto, guadagnando una manciata di secondi in classifica al leader Richard Carapaz (Movistar Team) e confermando il secondo gradino del podio in questo Giro. Il messinese ha detto di avere corso tutto il Giro al massimo delle proprie possibilità, ma il dubbio di una condotta da ragioniere tra lui e Primož Roglič (Team Jumbo-Visma) rimane. Andrà al Tour de France, forse senza ambizioni di classifica. Sarà comunque uno dei protagonisti.

La condizione messa in mostra durante la prima settimana di questo Giro lo aveva collocato come vincitore finale più accreditato. Invece Primož Roglič (Team Jumbo-Visma) è andato spegnendosi come uno stoppino senza più cera cui attingere. Il 10° posto nella cronometro odierna è indice di tossine accumulate e non del tutto smaltite. Buon per lui che Mikel Landa (Movistar Team) ha rimediato oggi altri ceffoni a cronometro, cosa che ha consentito allo sloveno di superare il basco in classifica, chiudendo terzo nella Generale. Ad ogni modo Roglič ha tutti i numeri per affermarsi a un Grande Giro. Nelle crono è fortissimo, in discesa anche, in salita sta migliorando la continuità di rendimento. Un cliente pericolosissimo per chiunque.

Altri protagonisti
Il quarto posto finale di Mikel Landa (Movistar Team) non può definirsi un risultato encomiabile, lui che in questa corsa aveva il pettorale N.1. Tuttavia il basco è apparso il più incisivo su tutte le salite, mettendo in mostra una pedalata piena ficcante. Il suo distacco in classifica è frutto di sciagurate prove a cronometro, a iniziare da quella di apertura, dove in soli 8 km ha accusato 1’07” di ritardo. Un handicap che ne ha condizionato il rendimento, relegandolo a gregario di lusso per il suo compagno Richard Carapaz. Se non migliorerà questo suo tallone d’Achille, difficilmente il basco riuscirà a vincere un Grande Giro.

Maglia Bianca, sfortuna nera. Il colombiano Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) si aggiudica nuovamente la Classifica del Miglior Giovane, da lui già vinta l’anno scorso, ma non riesce a migliorare il 3° posto del 2018 a causa di una serie di sfortunati guasti meccanici (soprattutto forature) e soprattutto per l’idiozia di uno spettatore che lo ha fatto cadere nella 20^ tappa, quella di ieri, nella quale il colombiano stava lottando per la vittoria del giorno. In salita è andato sempre forte, incendiando più volte la corsa. Come per Landa, il suo punto debole sono le prove a cronometro in cui non vi sia salita vera.

Giunto al Giro con grandi proclami, dopo essere stato in Maglia Rosa per 8 giorni l’anno scorso, l’inglese Simon Yates (Mitchelton-Scott) non si è quasi mai visto in gara, prendendo paga un po’ da tutti gli antagonisti più forti. Lo spettacolo sarebbe stato più entusiasmante con lui in buona forma. Il suo ottavo posto finale non è un bel risultato.

Chi invece può ritenersi soddisfatto del suo 9° posto in Classifica è il russo Pavel Sivakov (Team Ineos), che ha anche indossato per un paio di giorni la Maglia Bianca. Reduce dal successo al Tour of the Alps, il giovane russo ha affrontato a viso aperto il suo primo Giro, mettendo in mostra ottime qualità complessive. Crescerà.

Venti tappe con la Maglia Azzurra di miglior scalatore, lasciata per un solo giorno al proprio team-mate Gianluca Brambilla, e una frazione vinta, quella con il mitico, terribile Mortirolo. L’abruzzese Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) torna a casa con il titolo di miglior scalatore e la certezza di potere essere in futuro un uomo da Classifica Generale. Strategico il suo colpo di mano nella crono bolognese di apertura, in cui ha incamerato i punti utili a indossare fin da subito la Maglia Azzurra.

Fortissimamente voluta, presa, persa e poi ritrovata la Maglia Ciclamino per Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe), presa da Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) dopo il ritiro del colombiano, poi ceduta al francese Arnoud Démare (Groupama-FDJ)alla 10^ tappa e ripresa definitivamente alla 18^. Il 25enne tedesco, caduto rovinosamente nella volata della 10^ tappa Ravennna-Modena vinta da Démare, ha corso il prosieguo del Giro fasciato come una mummia, non cedendo mai alle avversità. La sua costanza è stata premiata sul traguardo di Santa Maria di Sala, dove pur giungendo secondo dietro a Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) è riuscito nell’intento di riprendersi la Maglia Ciclamino della Classifica a Punti. Secondo noi, meritata.

Ordine d’arrivo
1) Chad Haga (USA) Team Sunweb
2) Victor Campenaerts (Bel) Lotto Soudal
3) Thomas De Gendt (Bel) Lotto Soudal
4) Damiano Caruso (Ita) Bahrain-Merida
5) Tobias Ludvigsson (Swe) Groupama-FDJ
6) Josef Cerny (Cze) CCC Team
7) Pello Bilbao (Spa) Astana Pro Team
8) Mattia Cattaneo (Ita) Androni Giocattoli
9) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
10) Primoz Roglic (Slo) Team Jumbo-Visma
11) Luke Durbridge (Aus) Mitchelton-Scott
12) Tom Bohli (Swi) UAE Team Emirates
13) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
14) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
15) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
16) Jos van Emden (Ned) Team Jumbo-Visma
17) Bob Jungels (Lux) Deceuninck-QuickStep
18) Jack Bauer (NZl) Mitchelton-Scott
19) Andrey Amador (CRc) Movistar Team
20) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
Time
00:22:07
00:00:04
00:00:06
00:00:09
00:00:11
st
00:00:17
00:00:20
00:00:23
00:00:26
00:00:27
00:00:34
00:00:36
00:00:37
00:00:40
00:00:42
00:00:44
00:00:48
00:00:53
00:00:57

Pillole statistiche
• Richard Carapaz è il primo ecuadoriano e il secondo sudamericano a vincere il Giro d’Italia dopo Nairo Quintana nel 2014, entrambi nella Movistar.
• 11esimo podio finale per Vincenzo Nibali in un grande giro, proprio come Chris Froome. Solo Jacques Anquetil (13), Felice Gimondi, Eddy Merckx e Bernard Hinault (12) ne hanno di più. È il suo sesto podio al Giro d’Italia, in coppia con Alfredo Binda, Giovanni Brunero, Anquetil e Francesco Moser. Solo Gimondi (9), Gino Bartali, Fausto Coppi e Gilberto Simoni (7) ne hanno di più.
• Primož Roglič è il primo sloveno a centrare il podio finale di un grande giro. Il suo miglior posto precedente era quarto al Tour de France 2018.
• Prima vittoria nel WorldTour per Chad Haga. Come professionista, ha vinto solo la Tappa 1 del Giro di Elk Grove nel 2013. Ha terminato al sesto posto nella Tappa 9 di San Marino nel Giro di quest’anno.

Le Maglie
• Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel: Richard Carapaz (Movistar Team)
• Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo: Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe)
• Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum: Giulio Ciccone (Team Trek-Segafredo)
• Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin: Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

Classifica Generale
1) Richard Carapaz (Ecu) Movistar Team
2) Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida
3) Primož Roglič (Slo) Team Jumbo-Visma
4) Mikel Landa (Spa) Movistar Team
5) Bauke Mollema (Ned) Trek-Segafredo
6) Rafal Majka (Pol) Bora-Hansgrohe
7) Miguel Angel Lopez (Col) Astana Pro Team
8) Simon Yates (GBr) Mitchelton-Scott
9) Pavel Sivakov (Rus) Team Ineos
10) Ilnur Zakarin (Rus) Katusha-Alpecin
11) Hugh John Carthy (GBr) EF Education First
12) Joe Dombrowski (USA) EF Education First
13) Valentin Madouas (Fra) Groupama-FDJ
14) Jan Polanc (Slo) UAE Team Emirates
15) Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
16) Giulio Ciccone (Ita) Trek-Segafredo
17) Mikel Nieve (Spa) Mitchelton-Scott
18) Tanel Kangert (Est) EF Education First
19) Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
20) Fausto Masnada (Ita) Androni Giocattoli
Time
90:01:47
00:01:05
00:02:30
00:02:38
00:05:43
00:06:56
00:07:26
00:07:49
00:08:56
00:12:14
00:16:36
00:20:12
00:21:59
00:22:38
st
00:27:19
00:27:46
00:30:11
00:33:40
00:34:52

Dichiarazioni
Il vincitore del Giro d’Italia Richard Carapaz ha dichiarato: “Voglio godermi questa vittoria con mia moglie, i miei figli e parlare al telefono con i miei genitori. Sono molto orgoglioso di ciò che ho fatto e per il mio popolo. Sono felice di realizzare il mio sogno di vincere un grande giro. Non dobbiamo mai dimenticare i nostri sogni d’infanzia. Possono sempre diventare realtà con il duro lavoro e la determinazione. Nei miei quattro anni nel ciclismo europeo, ho capito che le opportunità devono essere colte. I trenta secondi che ho guadagnato nella Tappa 15 sono stati fondamentali. Ho approfittato del fatto che [Vincenzo] Nibali e [Primož] Roglič si marcavano l’un l’altro. Ecco dove è stato deciso il Giro. Per me penso sia solo l’inizio”.

Il secondo classificato Vincenzo Nibali ha detto: ”Questa mattina sapevo che sarebbe stato estremamente difficile vincere il Giro d’Italia ma pensavo di poter fare una buona crono. Ho dato tutto fino alla fine. Secondo al Giro è un buon risultato, soprattutto pensando che sei mesi fa ho avuto forte dolore alla schiena dopo l’incidente al Tour de France. Essere di nuovo in lotta per la vittoria finale in un grande giro è qualcosa di positivo”.

Il terzo classificato Primož Roglič ha commentato: “È bellissimo finire sul podio dopo i diversi problemi che ho avuto. Oggi mi sentivo stanco dopo aver sofferto molto dolore allo stomaco in montagna.”

La Maglia Ciclamino Pascal Ackermann ha detto: “L’atmosfera nell’Arena è favolosa. Non ho mai provato nulla di simile prima. Mi fa sentire speciale aver vinto la Maglia Ciclamino, era un sogno d’infanzia. Venendo al Giro speravo solo in una vittoria, ma dopo aver vinto due tappe è valsa la pena provarci per la maglia”.

La Maglia Azzurra Giulio Ciccone ha commentato: “È stato un Giro bellissimo, superiore alle mie aspettative. Tutto è iniziato con il tentativo di indossare la Maglia Azzurra sul San Luca il primo giorno e l’ho tenuta quasi tutto il tempo, tranne quando il mio compagno di stanza Gianluca Brambilla me l’ha strappata anche se solo per un giorno. Ho anche vinto la tappa del Mortirolo!”.

La Maglia Bianca Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Il risultato di questo Giro è un po’ inferiore a quello che speravamo ma non a causa delle mie gambe… ci si è messa la sfortuna. Va bene lo stesso, abbiamo combattuto e dato il meglio sempre. Per un anno ho pensato di poter vincere il Giro un giorno e tornerò per farlo”.

Il vincitore di tappa Chad Haga ha dichiarato: “Ci vorrà un po’ di tempo per capire che ho fatto… La mia vittoria è un premio di consolazione dopo che Tom Dumoulin ha abbandonato. Durante la cronometro continuavo a pensare che questo sarebbe quello che Tom avrebbe fatto oggi se fosse stato qui. Da americano sono molto orgoglioso di vincere un tappa al Giro d’Italia”.


Richard Carapaz taglia la torta speciale del Giro preparata dallo chef Giancarlo Perbellini. Nella foto il Presidente ed Amministratore Delegato di RCS MediaGroup, Urbano Cairo, ed il Direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Bettini photo – © Getty Images Sport – © La Presse (D’Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi)

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