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Si avvicina l’Ora di Sarah Storey

Il 28 febbraio alle ore 15 la pluricampionessa britannica paralimpica su pista darà l’assalto al Record dell’Ora femminile, nel corso delle Revolution Series che si terranno nel velodromo londinese Lee Valley VeloPark. Diamo un’occhiata al suo equipaggiamento tecnico.

La 37enne inglese Sarah Storey non ha bisogno di molte presentazioni. Il suo palmares parla da sé. Sei medaglie d’oro ai Giochi Paralimpici, nove volte campionessa mondiale paralimpica su pista, sei volte su strada, tre titoli europei paralimpici, tre argenti e due bronzi nelle varie specialità. Le manca solo il Record dell’Ora. Questione di giorni, perché il limite dei 46,065 km/h ottenuti nel 2003 dal’olandese Leontien Zijlaard-van Moorsel in sella a una bici da corsa tradizionale è destinato a essere superato. Un po’ per le indiscusse capacità atletiche della Storey, e un po’ per via degli attuali materiali tecnici che saranno impiegati nella perfomance. Tutta roba aerodinamica, scarpe e abbigliamento inclusi.

Sarah Storey utilizzerà una bicicletta Ridley Arena Carbon Track, perfettamente conforme ai regolamenti UCI vigenti per la pista e per il Record dell’Ora. Il telaio di questa Ridley è frutto della tecnologia FAST della Casa belga, che include alcune sofisticate soluzioni, tra le quali la speciale forcella “F-Split”, dotata di particolari feritoie per lo smaltimento dei flussi d’aria frontali.

Il gruppo trasmissione è interamente Shimano Dura-Ace track, con singolo pignone a scatto fisso e catena specifica. Non si conoscono ancora i rapporti che Sarah sceglierà per il proprio tentativo, anche se la corona anteriore potrebbe andare da 49 a 51 denti e il pignone posteriore quasi certamente da 14. Ovviamente assenti i freni.

Shimano anche il cockpit, qui presente con il controllato marchio Pro. Il manubrio è un avveniristico Pro Missile Evo, in carbonio unidirezionale ad alto modulo, sorretto da uno stem Pro da 85 mm e +10° di inclinazione, anch’esso in carbonio UD e coadiuvato da appendici pro da pista. Pro anche le ruote, con l’anteriore a 5 razze Pro Carbon Track per tubolare, e mozzo Shimano Dura-Ace track. Al posteriore la lenticolare Pro Pro Carbon Track Disc in carbonio monoscocca, per tubolare, con mozzo Shimano Dura-Ace track avente flangia esagonale per migliorare il trasferimento di potenza.

Grande attenzione anche per l’efficienza aerodinamica dell’abbigliamento. Il body che indosserà Sarah è un Pearl Izumi Pro Speed Skinsuit, modificato in alcune parti ma comunque molto simile a quello recentemente utilizzato da Rohan Dennis (BMC Racing Team) per mettere a segno il proprio Record dell’Ora. Le modifiche principali riguardano il taglio del tessuto, volto a minimizzare le turbolenze migliorando l’aerodinamica, applicando la filosofia costruttiva “Speed Sleeve” che conferisce la forma migliore nella zona delle spalle e del dorso. Anche le cuciture sono collocate in posizione strategica, la zip anteriore è a scomparsa e il collo a “V” è sagomato per migliorare il comfort nella posizione tipica di queste prove contro il tempo. Lo speciale tessuto Pearl Izumi AeroCool® riduce la resistenza aerodinamica del 15% rispetto ai tessuti tradizionali, ed è utilizzato nella zona delle spalle, dei fianchi e delle cosce, con un’altezza del cavallo maggiore per coprire più efficacemente l’atleta e ridurre la resistenza all’aria.

Le calzature di Sarah sono quelle abituali, cioè le Shimano WR83 SPD-SL, con suola in carbonio, soletta interna a doppia densità e fibbia micrometrica di chiusura. Pesano soltanto 486 grammi la coppia.

Il casco è un Lazer Wasp da cronometro, adottato ufficialmente anche dalla nazionale inglese per tutto il 2015 e il 2016. E’ dotato di visiera integrata rimovibile, quattro feritoie di ventilazione e sistema di ritenzione Lazer Advanced Turnfit®. Il peso dichiarato per la misura 55-61 di questo casco è di 500 grammi.

”L’allestimento finale della mia bicicletta non è che l’ultimo tassello del mosaico predisposto per il Record dell’Ora” – ha dichiarato Sarah Storey. “Ogni giorno che passa sono sempre più elettrizzata e concentrata sull’obiettivo del 28 febbraio”.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

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