Da Vancouver a San Diego, in bicicletta

Quasi 3.000 km con 28.800 metri di dislivello, in 23 tappe. In bici, senza assistenza. Appunti di viaggio in libertà di Nicola Liera e Antonella Petrangeli, autori di questo entusiasmante tour effettuato in Agosto con il supporto di Cannondale Italia. L’idea è di riproporlo nel 2019 come vacanza di gruppo.
Nicola Liera è un libero professionista nel campo degli arredamenti d’interni, ma soprattutto un appassionato ciclista granfondista praticante bici da corsa e mountain bike, nonché buon triatleta (Ironman 2016-2017, triathlon di Boulder, Santa Cruz, Nizza, Cervia) e guida ciclistica per Bike Hotel Rimini. Assieme alla sua compagna Antonella Petrangeli, occupata nel settore commerciale ma anch’essa ciclista e triatleta praticante, Nicola ha pianificato per lo scorso mese di Agosto un tour cicloturistico lungo la costa occidentale degli States, partendo da Vancouver (CAN), attraversando lo stato di Washington, l’Oregon per giungere fino a San Diego (CA – USA), percorrendo la Bike Route 101 e la US 1. Il tutto in completa autonomia, senza alcuna assistenza o vettura di supporto, dormendo nelle locande che i due avrebbero incontrato lungo il percorso.
Cannondale Italia ha fornito a Nicola e Antonella le biciclette (due Synapse Team Disc con gruppo trasmissione wireless Sram eTap), l’abbigliamento e tutti gli accessori, le luci e i kiti di riparazione. ”Ringrazio Cannondale Italia e in particolare Simone Maltagliati (Marketing Manager) per averci messo a disposizione sue splendide Synapse, bici endurance race che all’occorrenza può essere trasformata in bici da granturismo, avendo il telaio la predisposizione per il montaggio di portapacchi, cosa che abbiamo attuato applicando anche due borse laterali su ogni bici, più che sufficienti per contenere il necessario.” – ha dichiarato Nicola Liera. ”All’inizio abbiamo dovuto abituare l’occhio al portapacchi, è come mettere un calesse a un mustang purosangue… ma la Synapse si è rivelata una scelta azzeccata, non abbiamo mai avuto problemi, viaggiando sempre in totale sicurezza.”
E così i due avventurieri, che abitano a Gradara (PU) sulla costa romagnola, hanno imballato il tutto, si sono imbarcati all’aeroporto di Bologna in direzione Vancouver (CAN) con scalo intermedio a Francoforte (D). Nicola e Antonella avevano già percorso in passato la Bike Route 101 da San Francisco a Los Angeles in bicicletta, ma in quella occasione erano assistiti da una vettura al seguito. Questo tour era invece il loro primo tour ciclistico in totale autonomia. ”Viaggiare in bici, in piena autosufficienza, non ha paragoni con nessun’altra esperienza.” – sostiene Nicola Liera. ”Abbiamo pianificato giorno per giorno la strada e i luoghi dove pernottare, fermandoci nelle locande che in America si chiamano ‘inn’. Le emozioni, i colori, i profumi, i suoni che si percepiscono pedalando alle velocità della bicicletta non si possono descrivere nella loro bellezza. Nel corso di una giornata abbiamo pedalato per tre ore accanto a infinite distese di fragole coltivate che emanavano un aroma indimenticabile… e non scorderemo neanche quello della foresta di sequoie e l’aria salmastra dell’oceano.”
”Partivamo al mattino subito dopo colazione, verso le 8, dopo avere preparato le biciclette, le borracce con gli integratori e gli alimenti da utilizzare lungo percorso. Solitamente pedalavamo per 8-12 ore, ogni sera si stabiliva la destinazione del giorno seguente, la distanza e la disponibilità degli alloggi. Ci siamo sempre rivolti ai numerosi motel lungo le strade, i classici ‘inn’ molto in voga in Canada e USA, con formula pernotto e a volte anche con colazione.” – ha detto Antonella Petrangeli. ”Alla sera, giunti a destinazione, provvedevamo a lavare gli indumenti, sistemare le bicilette e poi andavamo a cena in qualche ristorante oppure – più frequentemente – andavamo in uno dei mini-market presenti nelle cittadine più piccole, e cenavamo in camera.”
”Il nostro viaggio ci ha regalato una infinità di emozioni e paesaggi mozzafiato. Da Vancouver abbiamo toccato le città di Seattle, San Francisco, Santa Cruz, Sant Luis Obispo, Santa Barbara, Ventura, Santa Monica-Venice, Oceanside per poi terminare le nostre fatiche a San Diego. Avevamo pianificato 18-20 tappe, ne abbiamo fatte 23 percorrendo 2.980 km con 28.800 metri di dislivello, trascorrendo anche alcuni momenti di difficoltà a causa di problemi a una ruota che ci hanno rallentato per un paio di giorni” – prosegue Nicola Liera. ”A tutto ciò si è aggiunta la durezza del percorso, che pur essendo costiero non è mai pianeggiante. Le strade USA hanno la corsia preferenziale per le biciclette, ma il traffico veicolare è comunque sostenuto e occorre molta attenzione. Obbligatorio indossare sempre il casco e avere le luci, anteriore e posteriore, nonché abbigliamento con elementi utili alla visibilità passiva.”
”Considerati i 50 kg di bagaglio che avevamo sulle nostre bici, l’impianto frenante a disco è consigliatissimo, perché permette di rallentare in tutta sicurezza senza stancarsi sulle lunghissime discese, che pur non ripide possono arrivare ad alcuni km.” – ha affermato Nicola Liera. ”Un altro suggerimento che posso dare è l’utilizzo di copertoncini endurance resistenti e di ampia sezione, almeno 28 mm. Evitare coperture racing o tubolari, anche perché in caso di foratura non è facile trovare negozi o meccanici attrezzati per le riparazioni. E per le ruote, consiglierei quelle in alluminio, più adatte al cicloturismo e più facili da riparare in caso di piccoli guasti.”
”Per quanto riguarda le luci, oltre a essere obbligatorie si sono rivelate utilissime e molto efficienti. Abbiamo avuto la necessità di utilizzarle per la marcia notturna a causa di un problema a un copertone, ma la buona qualità dei nostri impianti ci ha consentito di giungere a destinazione con ottima visibilità sia attiva che passiva, ed essere visti per tempo può salvare la vita.” – ha proseguito Nicola Liera.
”L’esperienza di un viaggio in biciletta porta anche a contatto con le persone.” – ha detto Nicola Liera. ”Un giorno in cui avevamo avuto uno stop meccanico e Antonella stava spingendo la bici a bordo strada in una zona priva di insediamenti urbani, mentre io cercavo di raggiungere rapidamente il paese più vicino che si trovava a 25 miglia, si è fermato un pick-up guidato da un tipo, di nome Jim, che mi ha dato un passaggio fino al negozio di biciclette più vicino, dove ho preso il necessario per le riparazioni. Poi mi ha riportato indietro da Antonella, dove abbiamo effettuato l’intervento, riuscendo a ripartire. E tutto ciò, il buon Jim l’ha fatto per generosità e altruismo. La sera abbiamo brindato tutti con una buona birra, ringraziandolo per l’aiuto e per l’emozione che ci aveva regalato.”
”Oltre a Jim ringraziamo doverosamente Simone Maltagliati di Cannondale che ha creduto immediatamente nel nostro progetto, fornendoci il materiale tecnico che ci ha permesso di mettere in pratica questa esperienza di vita. Un altro grazie al negozio Sportissimo di Carpi (MO) e al suo titolare Fabio, che a pochi giorni dalla partenza ci ha risolto un problema con il deragliatore che non ne voleva sapere di funzionare.” – ha concluso Nicola Liera.
Nicola e Antonella vorrebbero riproporre questo tour nel 2019, estendendolo a un pubblico più vasto. Una vacanza che è stata anche e soprattutto esperienza di vita e di grandi emozioni, impagabili per chi ama la bicicletta, l’avventura e la scoperta. Potete contattare Nicola e Antonella scrivendo a lieranicola@gmail.com oppure a info@trentapercento.it.
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Nicola Liera e Antonella Petrangeli
















