News turismo

FVG Bike Trail tra natura, storia, colori e sapori del Friuli

Grande successo per la prima edizione di questo evento Gravel cicloturistico attraverso le strade bianche del Friuli, guidati da tracce GPS alla scoperta delle bellezze storiche, della natura e delle specialità eno-gastronomiche regionali.


FVG Bike Trail: è stata la prima edizione di un evento che certamente avrà una lunga storia e il merito di creare nuovi percorsi che andranno ad aggiungersi alla rete cicloturistica del Friuli. Ne abbiamo percorso una porzione ed è stata una piacevole esperienza.

I tracciati di questa edizione erano due: 205 km con circa 1.800 m. di dislivello, oppure 500 km con un dislivello di 5.200 metri.

La partecipazione è andata oltre le aspettative: quasi 500 ciclisti che avevano la possibilità di partire già da giovedì 19 settembre per cercare di terminare in quattro giorni, entro domenica sera. Quindi partenza alla francese per seguire la traccia GPS che sarà resa pubblica prossimamente sul il sito ufficiale https://www.fvgbiketrail.com/it, affinché i due percorsi restino permanenti e fruibili a tutti i ciclisti. Gli organizzatori hanno già annunciato che l’anno prossimo saranno disegnati nuove tracce per proseguire il progetto di viabilità cicloturistica della regione che già conta diversi percorsi permanenti adatti al cicloturismo e molti chilometri di piste ciclabili.

La partenza e l’arrivo per entrambi i tracciati erano posti a Villa Manin, poco distante da Codroipo. La elegante costruzione e l’ampio terreno che la circonda era la residenza estiva del Doge di Venezia. Gli sfarzosi locali sono oggi la sede di mostre d’arte. Quella attualmente in corso di Michelangelo Pistoletto, disponibile fino a fine anno, è molto piacevole, e gli antichi soffitti affrescati sono un’ulteriore meraviglia. Nei piani superiori fotografie d’epoca documentano il susseguirsi dell’appartenenza del territorio all’Impero Austro-Ungarico e successivamente al Regno d’Italia.

Le prime pedalate sono ideali per scaldarsi progressivamente. Pianura e leggeri saliscendi, quasi sempre su strade bianche destinate al transito dei mezzi agricoli. Si alternano coltivazioni di granturco che sovrastano i ciclisti, con boschetti e canali da costeggiare. Qualche volta s’incrociano strade con poco traffico per ributtarsi subito su altri sterrati. Il primo paese che si incontra uscendo dagli sterrati è Fagagna. Cartelli e locandine indicano l’evento che appassiona il paese: la corsa degli asini, già alla 133^ edizione. Per socializzare con gli abitanti, durante la sosta per il rifornimento, basta fare qualche domanda sull’evento e la miglior accoglienza insieme ad un sorriso scoccherà sul viso dell’interlocutore.

Sulla ripida collina che sovrasta il paese si trova il primo dei numerosi castelli che si raggiungeranno successivamente. Da questi luoghi, scelti in passato per motivi militari, si può godere di panorami a perdita d’occhio e vista sulle montagne in prossimità. L’organizzazione lascia la libertà della scalata e chi non l’effettua non avrà alcuna conseguenza: il trail non è una gara, non ci sono cronometraggi e classifiche, ma solo la soddisfazione personale di avere pedalato e assaporato l’esperienza.

La meta successiva è San Daniele del Friuli, la nota località che dà il suo nome ai prosciutti di grande qualità che qui trovano il clima ideale per la maturazione che ne esalta i sapori. Prima di giungere in paese si affronta la dura ripida salita del percorso. L’altimetria apparentemente è modesta ma il dislivello di poche centinaia di metri da scalare è ripidissimo. Questa è la caratteristica di ogni successiva salita. Paradossalmente le due cime più alte che sfiorano i mille metri, presenti solo nel percorso lungo, sono più progressive. Dalla sommità si ammira l’ampio letto del Tagliamento che scorre in tanti stretti rivoli. Non è per mancanza d’acqua, ma per la caratteristica del territorio carsico che prima interra l’acqua e poi la restituisce con le risorgive più a valle. Barrette e gel non possono mancare, ma sostare per alimentarsi con prosciutto e formaggi locali è il valore aggiunto di questo FVG Bike Trail.

Si costeggia ancora il Tagliamento alternando sterrati e strade senza traffico per arrivare ad Osoppo con un altro monticello da scalare (facoltativamente) per arrivare al forte che prende il nome dal paese. La vista sul Tagliamento è magnifica e ci si rende conto ancora di più del concetto di fiume carsico. Dall’altra parte del fiume le montagne sono più vicine e arroccato ad esse si scorge Gemona, il grande paese di origine medioevale che fu raso al suolo dal terremoto del 1976. Oggi è fedelmente ricostruito e tornato agli splendori del passato grazie alla volontà ammirevole dei friulani.

Si riparte da Osoppo e dopo pochi chilometri i due percorsi si sdoppiano: quello corto sale e poi riscende sull’altra sponda del fiume fino ad attraversare Gemona. Quello lungo descrive un ampio cerchio, seguendo prevalentemente il corso del Tagliamento. All’inizio si attraversa il piccolo paese di Trasaghis. Era uno dei percorsi preferiti per gli allenamenti di Ottavio Bottecchia. Qui morì proprio mentre si allenava nel 1927. Una targa sulla strada lo ricorda insieme ad una grande installazione a tema ciclistico.

Nel piccolo paese una grande murales a forti tinte gialle ricorda le sue due vittorie al Tour de France (1924 e 1925), primo italiano a vincerlo, con l’esclusivo primato di aver indossato la maglia gialla dal primo all’ultimo giorno di gara. In effetti fa emozionare percorrere le stesse strade proprio nel centenario della sua prima vittoria, ricorrenza che è stata onorata in presenza sui luoghi del campione anche dalla dirigenza del Tour qualche giorno prima della partenza da Firenze.

La traccia del percorso lungo si dirige verso est e si inoltra nelle montagne lambendo per un lungo tratto il confine sloveno, puntando poi decisamente verso sud per arrivare fino al mare. Nel tragitto si attraversano molti piccoli paesi, ma anche località storiche come Venzone, riconosciuta “Monumento Nazionale” dal 1965, borgo medioevale fortificato che ancora conserva le massicce mura del 1400, quasi interamente distrutto dal terremoto del 1976 e fedelmente ricostruito. Alcuni ruderi irrecuperabili sono stati magistralmente inseriti nell’architettura antica a perenne ricordo.

Poi Gemona, Tarcento, Cividale, in un continuo saliscendi e da Cormons le montagne si lasciano alle spalle. Fino all’arrivo sarà solo pianura, pedalando attraverso strade bianche e raccordi stradali a bassissima percorrenza. Si attraversa Palmanova, patrimonio Unesco e a pieno titolo fra i “Borghi Più Belli d’Italia” per l’unicità delle sue mura che disegnano una perfetta stella a nove punte. Si prosegue ancora fino ad arrivare sulla laguna di Marano che si costeggia per alcuni chilometri fino a raggiungere Lignano Sabbiadoro da dove si risale nel tratto finale costeggiando lungamente il Tagliamento, dalla sua foce fino a Latisana e oltre per sovrapporsi al percorso corto dove lunghi tratti sono caratterizzati dalle risorgive.

Un plauso va alla maniacale cura organizzativa della squadra di appassionati che ha lavorato in sintonia con la Regione Friuli Venezia Giulia per ottenere la massima sinergia. A noi è piaciuta particolarmente la maglia prodotta da Sportful che offriva una grafica da artista: una vera opera d’arte del Maestro friulano Gianni Borta, riprodotta fedelmente e offerta in maniera originale.

Per tutte le info: https://www.fvgbiketrail.com/it/.



– Sito web FVG Bike Trail


Articolo a cura di Sauro Scagliarini

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio