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Santini Cycling Wear, un solido futuro

Il celebre maglificio bergamasco trasferirà progressivamente da gennaio 2022 la propria sede nell’area urbana del capoluogo orobico, in una struttura architettonica preesistente ma totalmente ristrutturata, progettata dall’architetto Marco Acerbis. La superficie occupata sarà tre volte più grande di quella attuale di Lallio.


Martedì 7 dicembre Santini Cycling Wear ha presentato ufficialmente il progetto del suo nuovo quartier generale. L’evento si è svolto presso la prestigiosa sede di Confindustria Bergamo, alla presenza del Sindaco della città Giorgio Gori, nella palazzina di design situata proprio dietro a quel muro rosso che si staglia all’orizzonte ai margini dell’autostrada MI-BG.

Di questo incontro, moderato dal bravissimo Carlo Brena, possiamo raccontarvi la prima parte, con i discorsi della CEO Monica Santini che ha sintetizzato gli importanti traguardi raggiunti dall’azienda, ultimo in ordine di tempo ma ai primi posti per importanza il contratto con ASO per fornire la maglia gialla del Tour de France, maschile e femminile, e completare una collezione di maglie di tutto rispetto: dopo aver fornito per 25 anni la maglia rosa al giro d’Italia ora Santini confeziona le maglie per il Tour de France, la Vuelta a España e i Campionati del Mondo.

La CEO Monica Santini ha raccontato anche della forte impronta femminile data all’azienda fin dalla nascita, 80% di dipendenti donne, comprese le due attuali titolari Monica e Paola, 20% di fatturato proveniente dal settore femminile. Dell’impegno di Santini verso i suoi dipendenti e verso il territorio, alla cui base c’è stata la scelta di mantenere la produzione in Italia quando tutti, in cerca di facili guadagni (al prezzo di un livello di qualità non sempre facilmente misurabile e governabile), spostavano la produzione all’estero, scelta voluta per garantire sia l’occupazione in azienda sia il volume di lavoro ai terzisti che producono le materie prime e che si trovano quasi tutti nel raggio di pochi chilometri. Impegno a cui oggi fa seguito la decisione di spostarsi all’interno della città di Bergamo, nela rete urbana, come sottolineato dal Sindaco Gori con un sottile e simpatico doppio senso (l’eccellenza della lavorazione dei tessuti che entra nel tessuto urbano di Bergamo).

La parola è poi passata alla Responsabile marketing Paola Santini, che ha introdotto le tre “figure tipo” di utente: il Professionista, il Wannabe (come noi amatori che sulla bici ci sentiamo un po’ Roglic, Pogacar o MVDP) e il Recreational, passando poi a tutte le attenzioni che la casa rivolge a ogni singolo utente per andare incontro alle necessità tecniche, oggi sempre più anche estetiche, e ai gusti. Una mole di lavoro che si traduce nella necessità di nuove assunzioni, nuovi spazi, nuova sede.

E qui ritorniamo all’attenzione Santini per i propri dipendenti e per i clienti. Per la nuova sede è stato scelto un immobile industriale situato a Bergamo, vicino all’autostrada, alla stazione e all’aeroporto, facile da raggiungere, con prerogative adatte alle necessità produttive di Santini ed elementi estetici di architettura industriale da preservare.


Da sinistra Giorgio Gori, Pietro Santini con le figlie Monica e Paola, Marco Acerbis

I lavori di ristrutturazione sono stati affidati all’architetto Marco Acerbis, una “archistar” con un curriculum lungo così, che si è presentato subito come un triatleta (a livello Ironman) spiegando come il suo lavoro sia indirizzato a mantenere gli elementi di design già presenti e aprire la struttura alla luce – importante per il benessere, fondamentale per chi confeziona abbigliamento – e idealmente aprire l’azienda al visitatore. Il piano terra della “palazzina comando” ospiterà infatti il museo – noi anni fa, durante una breve visita alla sede attuale, siamo rimasti a bocca aperta davanti alla collezione di maglie rosa autografate – e il negozio. I clienti potranno vedere la hall e le particolarissime scale che sono l’elemento di design più pregiato, mantenuto anche perché richiama le forme del telaio di una bici.

Ultimo, ma solo nel prendere la parola, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che si è dichiarato ciclista a livello Recreational, con molti chilometri in sella alla sua bici elettrica e gambe rigorosamente non depilate. Il lavoro di riqualificazione della città che sta portando avanti passa anche per interventi come quelli di Santini che, una volta terminato, renderà più gradevole e attraente una zona della città attualmente un po’ dimenticata.

Nella seconda parte dell’incontro Carlo Brena, ottimo nelle vesti di conduttore, ha fatto emergere la passione che anima i componenti della famiglia Santini, dando però prima voce a Norma Gimondi, con un ricordo toccante della profonda amicizia che ha legato per una vita intera il padre Felice a Pietro Santini. Subito dopo è stata la volta del Cavalier Pietro Santini stesso, che ha parlato della sua azienda, tra aneddoti del passato “…quella volta che parlai con Cenni e lo convinsi a puntare su un corridore con una gamba ingessata” (Marco Pantani e la Mercatore Uno) o “…quella volta che partecipai a una gara ciclistica e mi batterono in tanti” (tra cui Felice Gimondi e Gianni Motta) e qualche richiesta delle figlie “Papà, racconta di quando ti abbiamo chiesto cosa avresti detto se avessimo preso la Maglia Gialla”.

Improvvisamente a parlare non erano più la CEO e la Responsabile marketing, bensì Monica e Paola Santini che tracciavano il futuro della loro creatura con passione, la medesima che ha condotto Pietro Santini da un garage all’eccellenza mondiale. Passione o, per usare le parole dello slogan Santini, “Testa, Cuore e Gambe”.



– Sito web Santini Cycling Wear


Articolo a cura di Sergio Doria

Foto: © Tech-Cycling (Sergio Doria) – © Santini Cycling Wear (Ufficio Stampa)

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