Rodney Soncco alla Inca Divide, la maledizione delle forature

Fra il secondo e il terzo checkpoint della corsa, Rodney Soncco ha dovuto fronteggiare una serie di forature che gli hanno devastato tutte le camere d’aria di cui disponeva. Lui stesso ci racconta come sia poi riuscito a proseguire la gara.
Secondo collegamento dalla Inca Divide. Domenica notte stavamo seguendo i progressi di Rodney grazie alla mappa live della gara e abbiamo notato qualcosa di strano. Il segnale GPS di Rodney appariva e scompariva, a volte sul percorso a volte fuori, poi decisamente fuori percorso. Inizialmente non ci siamo preoccupati ma poi, vedendo posizione e velocità anomale, abbiamo mandato un messaggio e Rodney, appena ha potuto, ci ha risposto.
“Ciao, si, ora va tutto bene, sono sempre in gara ma ho avuto un momento difficile. Sono arrivato ad un villaggio, Huari, con le camere d’aria distrutte, continuare in quelle condizioni non era possibile e mi sono fermato per valutare la situazione.”
”Mi sarei potuto ritirare considerando qualche dolorino alle ginocchia ma poi ho deciso di andare avanti comprando della camere d’aria nuove. Ma qui sulle Ande non c’è tutto a portata di mano e quindi ho preso il bus per Huaraz, sono arrivato lì e a fatica ho trovato tre camere d’aria, non proprio delle dimensioni giuste ma potevano andare. Poi con il bus sono tornato a Huari.”
”Purtroppo, a causa delle lunghe ore passate sul pullman, mi si sono gonfiate le gambe. All’inizio facevo anche fatica a camminare, ma sono ripartito lo stesso.”
”Oggi mi tocca la parte più spettacolare del percorso di gara, le vette della Cordillera Blanca sono un panorama mozzafiato. Ci saranno salite estreme e discese da urlo. Risolto l’inconveniente delle camere d’aria cercherò di fare comunque un buon risultato. Ciao belli, ci sentiamo dal checkpoint 3.”
Al momento in cui stavamo scrivendo, le ore 16:15 di martedi 20 agosto, Rodney si trovava a 60 km dal traguardo. Per riagguantare almeno il secondo posto in classifica e per onorare la gara è transitato al check point 3 senza fermarsi. Stava procedendo alla velocità dia 32 km/h e, se il segnale GPS era corretto, avrebbe dovuto tagliare il traguardo poco dopo le 18:30 italiane, le 11:30 locali.
Per acquistare le camere d’aria Rodney ha dovuto compiere una deviazione di 260 km, andata e ritorno, con un bus di linea sull’unica strada che collega i vari villaggi. Il fondo è sempre sterrato, ben tenuto ma pur sempre privo di asfalto. Un inconveniente che gli è costato il primato in classifica ma che non lo ha fatto desistere dal continuare.
A noi però sorge una domanda. In quelle condizioni, con quei terreni così accidentati, non sarebbe stato meglio utilizzare pneumatici tubeless? Lo chiederemo a Rodney appena tornerà da questa sua impresa.
Articolo a cura di Sergio Doria
Foto: © Tech-Cycling (Sergio Doria) – © Inca Divide (Facebook)










