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Bruxelles e il mito Eddy Merckx

La capitale belga è sempre andata fiera del proprio campione che nel ciclismo ha vinto più di tutti, ben 525 gare tra classiche, grandi giri e competizioni in pista. Eddy Merckx è ricordato e celebrato in tanti modi e tanti luoghi della città, assolutamente imperdibili per chi si reca a Bruxelles.


Dedicare strade ad artisti, scienziati ed eroi, oppure intitolare luoghi significativi nelle città succede solo dopo la loro morte. A volte ci sono eccezioni quando il personaggio è particolarmente amato e la sua gloria cristallina. In Belgio, la capitale Bruxelles ha fatto l’eccezione per un suo straordinario eroe del ventesimo secolo, mito belga, ma anche di tutti i ciclisti: Eddy Merckx.

Porta il suo nome una delle fermate della linea 5 della moderna metropolitana, nel quartiere di Anderlecht, e che espone sul binario principale la bicicletta con cui, nel 1972, fece il Record dell’ora. Sulla stessa linea, la fermata precedente è dedicata all’artista (cantautore, compositore, attore e regista) Jacques Brel.

Alla stazione della metropolitana della capitale si è aggiunta da poche settimane anche la denominazione della piazza dedicata a Eddy Merckx. Non si tratta di uno spazio creato da un nuovo centro abitato, ma della piazzetta dove visse 27 anni, nel quartiere di Woluwe-Saint-Pierre. Oggi è un’area residenziale fatta di eleganti villette, un po’ periferica e leggermente in collina. La sua famiglia vi si trasferì quando lui era ancora adolescente per gestire un negozio di alimentari, del genere dove si poteva trovare quasi tutto e le consegne venivano anche fatte dal garzone. Quel garzone sarebbe stato proprio il futuro campione.

Dedicata a lui una stele celebrativa, con il busto in rilievo e sul pavimento un breve riassunto delle più importanti tra le sue 525 vittorie in carriera, creata da un artista locale e posata il 28 marzo 2019, giorno dell’inaugurazione, 100 giorni prima del Grand Départ. Chi la cercasse e non confidasse troppo dell’aggiornamento di Google Map la troverà al precedente nome Place des Bouvreuils.

Uno spazio artistico dedicato ancora ad Eddy Merckx è ospitato al Bozar, il Palazzo delle Belle Arti progettato nel 1928 in stile Art Nouveau da Victor Horta. Solo il palazzo storico, oggi centro multiculturale, con cineteca, auditorium per spettacoli di danza, opera e concerti, sede di un bar-lounge e di un ristorante stellato, meriterebbe la visita. Qui è offerta una mostra che raccoglie 67 fotografie in bianco e nero dell’artista concettuale Jef Geys sul Tour del ’69 e la sua gente: ciclisti e tifosi sullo stesso piano.

L’accostamento di due ingiallite pagine di giornale del 21 e 22 luglio di quell’anno, ricorda che la prima vittoria di Merckx avvenne nello stesso giorno dello storico sbarco sulla Luna, straordinaria coincidenza che oggi appare profetica.

Per completare con un tocco di frivolezza il giro dedicato al “cannibale” nella sua città, suggeriamo il suo ristorante preferito, La Belle Maraîchère situato in pieno centro nella deliziosa Place Sainte-Catherine. È ancora oggi un elegante ristorante di pesce dove l’autenticità degli arredi ci proietta negli anni 60. La sala al secondo piano era quella dove il giovane campione veniva accolto per nasconderlo dal tifo che anche in Belgio era estremamente invadente. Immancabili le sue foto appese con dediche o che lo ritraggono in momenti di tranquillità all’interno del ristorante.


Articolo a cura di Sauro Scagliarini

Foto: © Sauro Scagliarini – © www.visitbrussels.it (Eric Danhier)

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