E-Bike nelle Asturie, un’avventura elettrizzante

Il biker spagnolo David Cachón, due volte Campione del Mondo di Trial bike, assieme alla sua troupe è andato a esplorare alcuni sentieri delle Asturie, in particolare i dintorni delle località di Aller e Sotres, godendo di panorami meravigliosi e gustosi piatti tipici della cucina locale. Leggiamo il suo racconto.
Quando iniziai a pianificare questo evento avevo ben chiaro in mente che avrebbe dovuto essere qualcosa di veramente speciale. Era la prima volta che avrei trascorso parecchi giorni sui monti con una E-Bike e volevo vivere intensamente questa esperienza, assaporando ogni istante di essa. La zona scelta era definita, le Asturie mi avevano lasciato un ricordo indelebile l’anno precedente e volevo ripetere l’avventura, ma questa volta spingendomi oltre, più a fondo, in modo più selvaggio. Arrampicare, dormire, sopravvivere, perdersi, trovare ciò che non ha nome ma quando l’hai trovato sapere che è lì, anche se non lo vedi.
Peña Mea – Aller
Qualche tempo fa vidi alcune foto di una impressionante roccia che aveva la forma di un occhio di bue. Non ci misi molto a individuare il posto esatto, era la salita che conduceva a Peña Mea, una montagna situata nel comune di Aller, nel Principato delle Asturie. La sua visione era sensazionale, monumentale. La mia immaginazione mi portò a sognare di camminare sopra quello spettacolare oblò di roccia, portando la mia bicicletta con la quale discendere l’intera montagna.
Non lo sapevo ancora, ma l’avventura sarebbe divenuta molto più intensa di ciò che pensavo inizialmente. Ero nella città di Aller, salendo a 19 km/h con la mia E-Bike, dirigendomi verso la sommità di Peña Mea con l’intento di passare sopra l’occhio del bue.
La salita su un sentiero forestale era lunga e impegnativa, per mia fortuna avevo scelto una E-Bike. Mi sentii felice nel pensare alla sofferenza che avrei dovuto patire pedalando una bici tradizionale. Dopo alcune rampe sterrate, il cui fondo molto rovinato dalle piogge presentava una scarsa aderenza, raggiunsi il sentiero che portava a Peña Mea. La cosa appariva piuttosto complicata, il sentiero era molto tenico in salita e la pendenza brutale anhe per una E-Bike. Pedalavo in salita come se stessi utilizzando una moto da Trial, il sentiero era un’autentica mulattiera per capre. Dopo una breve sosta di pochi minuti per riposare, vidi l’oblò di roccia. Mi sorse un piccolo dubbio, avevo la sensazione di essere partito a spron battuto ma di avere trovato qualcosa di più grande di ciò che sembrava nelle foto.
A un certo punto il sentiero divenne una impraticabile serpentina ascendente, non riuscivo più a pedalare. Azionai dunque il sistema di assistenza “walk” del motore Shimano della mia E-Bike Kross, e finalmente riuscii a raggiungere la sommità della roccia. La vista era magnifica, un’esperienza che consiglio al 100%. Ma ora aveva inizio la parte più complicata della storia. Volevo salire in cima all’oblò di roccia, attraversare l’arco di roccia con la bici e continuare la mia discesa fino al nostro campo base. Per fortuna avevamo una buona compagnia e una buona attrezzatura da scalata sulle pareti di roccia.
Non sono un esperto di scalate, ma sento una grande affinità con questo sport. Molti miei amici sono ottimi scalatori, io vivo molto vicino ai Pirenei e dunque la scalata sulla roccia, in qualche modo, mi toccava farla. Non senza sforzo e sofferenza riesco a raggiungere la sommità, la bici la recupereremo più tardi. E ora è il momento in cui dico a me stesso “David, l’hai fatta troppo facile”. La zona dove volevo transitare è troppo alta, non c’è strada, solo un sottile lembo di roccia tra le alte pareti e un panorama stupendo. Alla fine, dopo una esplorazione a piedi del terreno, decisi di attraversare l’oblò di roccia. Una scarica di adrenalina mi pervase e quasi dimenticai la mia compagnia (guida e fotografo). Promisi loro che apprezzavo moltissimo il loro operato, ma volevo godermi al massimo la discesa e niente e nessuno mi avrebbe fato desistere dal desiderio di scendere a tutta.
Il tracciato non era veloce, la pendenza era molto elevata e le rocce impedivano alla bici di scorrere in modo fluido. Poco a poco il sentiero divenne più morbido, veloce e conseguentemente più divertente. La velocità aumentava e mi sorpresi di scendere a quasi 70 km/h, con grande divertimento.
Giunto al nostro campo base, ero stanco ma molto felice. Trascorreremo la notte in montagna, il cielo sembrava frammentarsi nelle stelle, sarebbe stata una notte spettacolare.
Questa esperienza è stata incredibile, abbiamo avuto buone condizioni meteo e dormire sotto un manto stellato ci ha ricompensato delle fatiche, benché credo che la prossima notte vorremo un tetto, quattro mura e un collegamento WiFi. Ci hanno suggerito l’Hotel Fundil Mountain, gestito da Manolo, che oltre a rifocillarci e darci una stanza si è offerto di farci da guida. Ci ha indicato un sentiero non lontano, chiamato Gumial, che attraversa una foresta di incredibile ed epica bellezza, fino a sfociare in un adrenalinico single-track accanto a un fiume. La nostra esperienza nella zona di Aller è stata fenomenale, bellissima.
Picos de Europa – Sotres
Decidemmo di prendere un’auto per spostarci in un’altra area delle Asturie. Picos de Europa, più specificatamente Sotres, dove l’anno precedente incontrammo un buon amico, Juanjo, che gestisce l’Hotel Casa Cipriano. Sfortunatamente l’anno prima dovetti terminare anticipatamente la mia visita a causa di una violenta caduta mentre scendevo ad alta velocità, che mi provocò una forte contusione alle costole e al diaframma. Dunque necessitavo di una specie di dolce vendetta.
Sotres è un punto fondamentale per gli amanti dei panorami e per gli escursionisti montani, questo villaggio è il miglior punto di partenza verso sentieri e arrampicate. Non per nulla ci troviamo a 1.050 metri di altitudine, una delle vette delle Asturie da cui si può vedere l’universo con altri occhi, e le montagne sembrano assalirci quando le nubi si diradano, quasi a volerci imporre una realtà densa di leggende e attrattive.
Cima Urriellu sembra guardarci mentre il sole ci accarezza il viso. Juanjo ci indica il sentiero più bello della zona, Duje Valley o le porte di Áliva, dove però si esauriva la carica della batteria della mia E-Bike e anche quella del mio corpo. Pedalare una bici elettrica da enduro non significa non fare fatica, significa solo farne meno, il limite è sempre quello fisico del biker.
Pensai dunque che era il momento buono per gustare alcuni piatti tipici della cucina locale. La “fabada” asturiana e le scaloppine al Cabrales sono veramente deliziose, nelle Asturie si mangia benissimo, chi le ha visitate sa di cosa sto parlando. Abbiamo poi trascorso la serata bevendo birra e parlando del più e del meno, come se tutto avesse un’altra dimensione. Mi piace questo posto, spero di ritornarci presto con molto più tempo a disposizione. Credo che questa non sia stata la mia ultima avventura con una E-Bike, ma la prima di tante. Lascio le Asturie con il desiderio di tornarci e la sensazione che i luoghi visitati abbiano ancora molto da dire.
Contatti:
• Manolo – Hotel Rural de Montaña El Fundil – Aller, Asturias – www.elfundil.com
• Juanjo – Hotel Rural Casa Cipriano – Sotres, Asturias – www.casacipriano.com
• Ente del Turismo asturiano – www.turismoasturias.es
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– Sito web David Cachón
Articolo e traduzione a cura di Roberto Chiappa
Testo originale: © David Cachón
Foto e video: © Fernando Marmolejo












































