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Gli infortuni nella pratica del ciclismo

Per un atleta, infortunarsi significa limitare o sospendere la propria attività. Anche i ciclisti sono soggetti a traumi e lesioni, ben più di quanto si creda. Le cause sono molteplici, dirette o indirette. Analizziamo le più frequenti e scopriamo qualche consiglio utile per la prevenzione dei principali infortuni.


Al di là di ciò che possono essere gli incidenti nelle corse ciclistiche causate dall’incuria e dall’avventatezza di terzi (auto e moto al seguito delle gare che investono i ciclisti, spettatori incauti che attraversano i tracciati di gara provocando cadute di gruppo, ostacoli non segnalati sul percorso, e così via), dei quali l’annata 2016 è stata ahinoi piuttosto fitta, le cause di infortunio e traumi sui pedali possono essere di vario tipo. Vi sono quelle causate da un errato gesto motorio, quelle provenienti da un eccessivo carico di lavoro a danno di muscoli e tendini, quelle che derivano da alterazioni posturali di carattere strettamente personale.

E’ molto importante stabilire il carico di lavoro in funzione dell’apparato osteo-mio-articolare del ciclista, valutandone l’effettiva età biologica, che non sempre coincide con l’età anagrafica. Sarebbero pertanto da evitare in giovane età le ripetute con carichi eccessivi, le lunghe distanze e i lavori con rapporti troppo duri, privilegiando invece le applicazioni di forza rapida e l’agilità del gesto ateltico.

Alcuni soggetti risultano poi maggiormente predisposti agli infortuni rispetto ad altri, e questo per cause del tutto naturali, anche di carattere genetico. Tendiniti, OSD (Osgood-Schlatter Disease, una infiammazione del legamento patellare del ginocchio), fragilità ossea con fratture da stress, sono solo alcune tra le lesioni che obbligano il ciclista a sospendere temporaneamente la propria attività.

I guai fisici possono scaturire anche da fattori esterni, come ad esempio le condizioni atmosferiche avverse (freddo, pioggia, ma anche eccessivo calore), dalle condizioni del fondo stradale (pavé, buche, sassi, radici, ecc) o da cattive abitudini alimentari, che possono generare disturbi che si riflettono sull’attività fisica. Vi sono poi le classiche lesioni da trauma, come le comuni cadute, che possono essere indotte anche da una scorretta esecuzione del gesto atletico, o dal non ideale posizionamento biomeccanico in sella.


Trattamento osteopatico mediante manipolazione naturale

Le alterazioni posturali riguardano essenzialmente i difetti di assialità (dismetrie arti inferiori, squilibri muscolari tra gruppi flessori ed estensori, retrazioni muscolari) e le disfunzioni dei ricettori posturali (occhi, denti, piedi). Occorre considerare che l’appoggio plantare determina l’asse posturale di una persona, e che l’articolazione temporo-mandibolare condiziona la postura. Vizi posturali e problemi di assialità posturale conducono sovente a fastidiose lombosciatalgie. Gli interventi posturali possono consistere in trattamenti osteopatici, in esercizi per la riabilitazione funzionale e la mobilità articolare, nella ginnastica posturale e nell’allungamento muscolo/tendineo (stretching).

Da una ricerca statistica condotta nell’ultimo biennio sui ciclisti professionisti su strada, è emerso che gli infortuni più frequenti hanno riguardato la zona lombo-sacrale e pelvica, con ben 43 atleti infortunati, 20 dei quali in gara che ovviamente non hanno portato a termine, 19 costretti a un periodo di ridotta attività, 3 obbligati a sospenderla temporaneamente e uno solo impossibilitato a continuare la carriera ciclistica. La seconda causa traumatologica nel ciclismo riguarda il ginocchio (argomento da noi già trattato in questo articolo), con 22 atleti infortunati, 4 dei quali in gara, 5 costretti a ridurre l’attività e 13 obbligati a sospenderla. Segue poi la serie di disturbi legati alla colonna cervicale e al collo, con 10 atleti infortunati, 6 dei quali in gara, 2 costretti a ridurre l’attività e 2 obbligati a sospenderla. Problemi ai muscoli della coscia per 6 atleti, e ad altri 6 al polpaccio e al tendine d’Achille. Seguono poi altri 5 atleti con fratture o lussazioni alla clavicola, 2 atleti con fastidi all’addome, quindi un solo atleta per argomenti quali l’anca e l’inguine, la parte superiore dorsale (sterno, costole), la mano (dita, pollice), l’avambraccio.

La prevenzione degli infortuni nel ciclismo passa attraverso l’applicazione soggettiva di esercitazioni pratiche finalizzate al miglioramento delle funzionalità motorie e osteo-articolari. Il magazine Sempreattivi.it suggerisce alcuni utili consigli per evitare gli infortuni sportivi, corredati da un chiaro decalogo grafico, al quale noi di Tech-Cycling aggiungiamo una raccomandazione basilare: il nostro cervello riconosce e comanda i movimenti, non i singoli muscoli. In buona sostanza, meglio lavorare sulle catene muscolari del nostro corpo.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

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