Doping, accuse generiche, ACCPI e querele

Danilo Di Luca pubblica il suo libro “Bestie da Vittoria”, dove tra le altre cose descrive il “sistema doping” nel ciclismo, la trasmissione televisiva “Le Iene” di Italia 1 manda in onda un’intervista a Graziano Gasparre che fa il paio con il sopracitato libro, l’ACCPI e i corridori si indignano e querelano tutti e tre. Ovviamente.
Certi accadimenti sono inevitabili. Quando Danilo Di Luca nel 2013 venne radiato a vita per la sua seconda positività a un controllo antidoping, fu successivamente chiamato negli studi televisivi di Italia 1 per una intervista che andò in onda il 30 aprile 2014 nel corso della trasmissione “Le Iene”. A quella intervista non si diede molto peso, almeno sotto il risvolto giuridico. Non scattarono infatti querele o procedure legali contro di lui e neppure contro il programma televisivo.
Questa volta il popolo dei ciclisti professionisti, tutelati dall’ACCPI, si è risentita oltre misura per accuse di doping mosse su un duplice fronte. In primis il libro “Bestie da Vittoria”, scritto da Danilo Di Luca e pubblicato lo scorso 26 aprile, nel quale il “Killer di Spoltore” descrive minuziosamente il funzionamento del “sistema doping”. Poi l’intervista a Graziano Gasparre, ex professionista, andata in onda il 28 aprile scorso sul canale televisivo Italia 1 durante la trasmissione “Le Iene”, intervista dove si denunciavano le pratiche dopanti ancora in voga tra i corridori.
La reazione dei ciclisti professionisti non si è fatta attendere. Prevedibile, scontata, ovvia. L’ACCPI ha diramato il sottostante Comunicato Stampa con il quale intende tutelare la categoria.
— Comunicato Stampa a cura dell’ACCPI —
Di Luca, Gasparre e Le Iene: parte la denuncia dei corridori
L’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani ha deciso di procedere legalmente nei confronti di Danilo Di Luca, Graziano Gasparre e le “Iene” Michelangelo, Gianluca Paloschi e Alessandro De Giuseppe per i servizi andati in onda sul tema del doping nel ciclismo nelle puntate del 28 aprile e del 1° maggio.
I due ex atleti, con precedenti noti alla giustizia, hanno diffamato la professione dei corridori in attività arrecando loro un gravissimo danno d’immagine. I due ex pro’ hanno infatti mosso accuse generalizzate alla categoria dei ciclisti, che sono state trasmesse dal popolare programma di Italia 1 “Le Iene”, senza alcuna verifica della loro fondatezza.
I corridori italiani non accettano di essere insultati da ex colleghi che già con la loro condotta ai tempi in cui gareggiavano hanno infangato il nome del ciclismo. Dispiace e addolora vedere che a pochi giorni dall’avvio del Giro d’Italia altro fango è stato gettato sul mondo delle due ruote, anche se da soggetti privi di ogni credibilità. Nessuno può smentire i grandi sforzi profusi dal ciclismo in questi anni che hanno consentito peraltro di mettere in luce i gravi comportamenti posti in essere da soggetti quali, ad esempio, lo stesso Danilo Di Luca, squalificato a vita per recidiva.
Il gruppo non intende in alcun modo accettare che il comportamento spregiudicato e la ricerca spasmodica di popolarità di rari elementi danneggino, con il contributo consapevole di una trasmissione televisiva, l’immagine dell’intero movimento. Per questo l’Assocorridori italiana affidandosi all’avvocato Federico Maria Scaglia di Milano nella giornata di oggi si muoverà legalmente nei confronti di Di Luca, Gasparre e della trasmissione suddetta in merito alle affermazioni diffamatorie pronunciate.
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Comunicato Stampa: © www.accpi.it





