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Doping meccanico, il progettista Stefano Varjas e le contromisure della Federazione Ciclistica belga

Dal blog di Cyclist Hotel segnaliamo un articolo editoriale con la videointervista a Stefano Varjas, primo progettista del “motorino” da inserire nei telai delle biciclette. Dopo il caso di “doping meccanico” ai recenti mondiali di ciclocross di Zolder (B), la Federazione belga è pronta a investire nella ricerca tecnologica per contrastare il fenomeno.


https://www.youtube.com/watch?v=8DIQ9pBjGFU

La storia dei meccanismi di trasmissione supplementare situati internamente ai telai delle biciclette non è materia recente. Le prime voci dal coro dei professionisti si sono levate nel 2010, quando Fabian Cancellara mise a segno la doppietta Fiandre-Roubaix sciorinando incredibili allunghi e progressioni apparentemente inspiegabili dal punto di vista biologico. Non esente da sospetti neppure il canadese Ryder Hesjedal, la cui caduta alla Vuelta 2014 diede luogo a una strana dinamica della bicicletta, con la ruota posteriore che sembrava mossa da una forza sovrannaturale e inesauribile.

Le presunte illazioni di un quinquennio hanno trovato manifesto ai recenti Mondiali di Ciclocross a Zolder (B), nei quali la 19enne belga Femke Van den Driessche è stata sorpresa con una bici dotata di motorino elettrico interno al piantone sella. Dirà poi che la bicicletta era di un suo amico ed era stata erroneamente inclusa nel proprio parco bici dall’ignaro meccanico della squadra. Fatto sta che adesso l’atleta belga è in attesa di giudizio. Rischia una squalifica minima di 6 mesi e una multa di 20.000 franchi svizzeri.

Al momento, la tecnica utilizzata dai Commissari di Gara per individuare eventuali trasmissioni elettriche interne ai telai si basa su una semplice App da installare su smartphone. La Federazione Ciclistica belga, dopo lo smacco del caso Van den Driessche, è seriamente intenzionata a dotarsi di mezzi tecnologici molto più potenti e rapidi dello smartphone, mezzi in grado di effettuare scansioni massive di tutte le biciclette in uso ai professionisti durante le gare. E questo a partire già dal 27 febbraio, in occasione della Omloop Het Nieuwsblad, prima competizione stagionale belga delle corse su strada. L’investimento ipotizzato si aggirerebbe sui 40-50.000 euro, ma il presidente federale Tom Van Damme sembra più che mai deciso a sostenere l’esborso. Di cosa si tratti esattamente, lo vedremo durante questo weekend.

E dal blog del portale Cyclist Hotel proviene un interessante editoriale firmato da Paolo Nigro, con una videointervista all’ingegnere ungherese Stefano Varjas, padre del fatidico “motorino” da inserire nel tubo piantone dei telai. Come è avvenuto per alcuni farmaci, nati per curare le patologie e utilizzati poi per migliorare le prestazioni atletiche, anche il “motorino” sembra avviato a intraprendere una strada diversa dal progetto iniziale, dare cioè assistenza in talune situazioni ai cicloturisti desiderosi solo di esplorare i percorsi senza spendere eccessiva fatica.


Articolo a cura di Roberto Chiappa

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