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Asfalto, pavé, sterrati e mountain biking

Si avvicinano le grandi Classiche del Nord, per chi pedala tra asfalto e pavé ecco i copertoncini Vittoria Corsa Control. Gravel bike lungo strade e sterrati? Ecco le Vittoria Terreno Zero. Per la stagione agonistica ci sono i Goodyear Eagle F1. Offroad MTB in sicurezza? Prodotti Effetto Mariposa.


Vittoria Corsa Control Graphene 2.0 TLR 700x25c
Nate per affrontare le grandi Classiche del Nord, le coperture Corsa Control sono perfette per l’inverno e le disastrate strade italiane. Sulla carcassa in cotone Corespun K a 320 TPI, morbida, confortevole e capace di adattarsi ad ogni asperità dell’asfalto, è steso il battistrada con mescola 4C, quattro Compound di densità diversa, duro al centro per la scorrevolezza e via via più morbido per accompagnare il ciclista dal rettilineo alla piega estrema. La versione da 25 mm in prova pesa 265 grammi.

Le coperture stradali Corsa Control si montano sul cerchio senza bisogno di attrezzi. Le abbiamo provate con temperature basse, asfalto freddo, sporco, con alternanza di asciutto e bagnato in presenza dei rivoli d’acqua che attraversano le strade collinari e di montagna dopo occasionali nevicate.

In rettilineo sono scorrevoli e veloci, con una performance molto simile alla versione tradizionale Corsa ma con un minimo di percepibile inerzia in più. In salita la trazione è sempre ottimale, anche su asfalto sconnesso questo copertoncino è in grado di copiare le piccole asperità e mantenere sempre il contatto e la spinta sul terreno. In discesa si può contare su un supporto più consistente che genera una sensazione di maggior sicurezza. In frenata l’appoggio è stabile e sincero. Quando poi si scende in piega la Corsa Control trasmette il proprio limite soltanto alle estremità zigrinate del battistrada, quindi ben oltre la media degli altri copertoncini stradali di analoga sezione.

Il battistrada più spesso offre maggior protezione contro forature e pizzicature ma soprattutto un comfort superiore quando l’asfalto è rovinato. Le abbiamo provate sia con la classica camera d’aria che in configurazione tubeless, quest’ultima soluzione offre le performance migliori in termini di scorrevolezza e assorbimento delle asperità dell’asfalto. Sono in vendita a circa 45 euro.

Vittoria Terreno Zero Graphene 2.0 TLR 700x35c
Dagli pneumatici Corsa hanno ereditato la fascia centrale, veloce e scorrevole. Dalla serie Terreno una spalla squamata per aggredire il terreno in curva e in frenata. I copertoni tubeless ready Terreno Zero sono ideali per chi vuole utilizzare la bici gravel su asfalto con la libertà di deviare sullo sterrato senza limiti di velocità e aderenza.

La carcassa è in Nylon a 120 TPI, abbastanza flessibile per copiare le asperità del terreno ma capace di dare un supporto consistente al battistrada che sfrutta un disegno dedicato e il grafene 2.0 per ottimizzare grip in curva e velocità in rettilineo.

Con la seconda generazione del grafene, Vittoria ha la possibilità di scegliere quale caratteristica privilegiare nella mescola del battistrada tra scorrevolezza, durata e grip. Per il Corsa si è scelta la velocità, per la famiglia Terreno l’aderenza. Terreno Zero ha ereditato un mix di queste due caratteristiche. Per la cronaca i modelli Rubino privilegiano la durata. I tecnici Vittoria sono riusciti ad enfatizzare una caratteristica senza perdere performance nelle altre.

Le coperture Terreno Zero si montano rapidamente, sono sufficienti due normali levagomme. I percorsi su cui abbiamo svolto i nostri test comprendevano asfalto, spesso rovinato dalle intemperie e dal passaggio di mezzi pesanti, strade bianche asciutte, bagnate e innevate ma anche single track e fango più adatti a bici da ciclocross. Le temperature spaziavano da quelle primaverili alle attuali invernali.

Sui fondi compatti, asfalto ovviamente incluso, scorrevolezza e controllo sono simili al copertoncino Corsa da strada, tanto che quasi non ci si rende conto di pedalare su pneumatici da gravel. L’impronta a terra è però più accentuata e la velocità ne risente un po’. Anche sullo sterrato la prestazione non cambia, la Terreno Zero è sempre scorrevole e veloce, in più trasmette una ottima confidenza di guida e un grande controllo.

In salita, sempre off-road, l’aderenza è buona. Anche sui suoli bagnati, con foglie e radici, la Terreno Zero mantiene un grip soddisfacente. Su asfalto irregolare la Terreno Zero è un vantaggio evidente poiché assorbe la maggior parte delle asperità.

In discesa questo copertone trasmette una buona sicurezza, la consistenza della spalla e la migliore aderenza permettono di guidare al limite senza incorrere in spiacevoli e improvvise perdite di grip. In frenata si comporta molto bene su tutti i fondi compatti, mentre sui fondi mossi richiede un minimo di attenzione nel dosare la forza frenante, che quando eccessiva tende a far perdere aderenza al battistrada. In curva il comportamento è omogeneo, i piccoli tasselli laterali aggiungono grip e le Terreno Zero si comportano sempre in maniera prevedibile. Sul web si possono acquistare a un prezzo di circa 40 euro.

Goodyear Eagle F1 700x25c
Non sono ancora acquistabili ma lo saranno a breve, a partire da febbraio. In redazione ne è arrivata una sola coppia in anteprima. La carcassa di questi Eagle F1 è in nylon, materiale scelto dai tecnici Goodyear per fornire un buon equilibrio tra supporto, elasticità e contenimento dei pesi. Sulla carcassa viene stesa prima una striscia antiforatura larga 20 mm, quindi il battistrada realizzato con mescola a base di gomma naturale e sintetica addizionata con grafene e molecole di silicio.

Nelle poche uscite effettuate il nostro tester le ha trovate molto scorrevoli in rettilineo, sorprendenti nella fase di inserimento in curva e con un buon grip nella fase di piega. Ottime premesse ma aspettiamo condizioni climatiche più miti per dare un giudizio completo. Qui trovate la nostra presentazione della gamma pneumatici Goodyear 2020.

Effetto Mariposa
La chiave dinamometrica Giustaforza è indispensabile per serrare correttamente ogni vite ed evitare di danneggiare il preziosissimo carbonio (prezzo intorno ai 150 euro sul web). Giustaforza è comoda da regolare, benché vorremmo i numeri della scala graduata di maggiori dimensioni, e pratica da usare. La dotazione di inserti copre qualsiasi necessità per la manutenzione della bici. Basta riportare a zero la vite di regolazione della coppia applicata per garantirsi 5-7000 cicli prima di dover rifare la calibrazione. Nel caso bisogna spedirla a Effetto Mariposa che, con pochi euro, la farà ritornare come nuova.

Il Caffelatex (prezzo 10 euro per la confezione da 250 ml) lo conoscete tutti, è uno dei migliori prodotti antiforatura per tubeless. Nei nostri test, dopo aver inserito nel pneumatico la quantità corretta in base alla dimensione, ha richiesto solo una piccola aggiunta di lattice ogni tre mesi. Per il resto zero forature.

Se poi volete aumentare le probabilità di finire una gara o di tornare a casa pedalando c’è il nuovissimo inserto antipizzicatura per pneumatici tubeless Tyreinvader (sul web si trova da 35 euro in su a seconda della larghezza), il cui nome e la forma delle aperture ricordano un famoso videogioco. Il Tyreinvader si installa facilmente all’interno del cerchio, tagliandolo poi nella lunghezza desiderata e fissandolo con fascette di plastica. Le aperture presenti consentono al lattice di muoversi liberamente all’interno del copertone, facilitando la riparazione delle forature. Protegge cerchi e pneumatici in caso di forti impatti, aumentando trazione e comfort di guida.


Articolo e foto a cura di Sergio Doria

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