Börz-Plose Bike Day, esordio da incorniciare

Capitolo inaugurale per questa pedalata turistica, gratuita e libera, attorno alla Plose, la montagna sopra Bressanone. Scenari fiabeschi, meteo splendido e strade chiuse al traffico hanno attirato più di 1.000 partecipanti, provenienti da tutta Italia, dai Paesi nord-europei e perfino dagli USA. Ed è già in cantiere l’edizione numero due.

”Börz”, in lingua Ladina, significa “erbe”. E “Ju de Börz”, in Ladino, è il Passo delle Erbe (Würzjoch, in tedesco), che collega la Val Badia, salendo da Antermoia, alla Valle Isarco, alla Valle di Luson e alla Val di Funes, feudo del celebre alpinista Reinold Messner. Tra Bressanone e queste vallate, la montagna della Plose e, poco più in là, il gruppo montuoso delle Odle (che in Ladino vuol dire “aghi”, poiché le cime ricordano proprio le punte aguzze), con il granitico, maestoso Sass Putia che dall’alto dei suoi 2.874 metri si erge guardiano silente delle valli. Per gli amanti della montagna, questo è un lembo di paradiso, chiamato non a caso “Tal der Wege”, la Valle dei Percorsi.
E qui, domenica 28 Giugno, il Consorzio Turistico della Valle Isarco ha organizzato una pedalata turistica non competitiva, gratuita e aperta a tutti, con qualsiasi tipo di bicicletta, chiudendo al traffico motorizzato tutte le strade dalle 9.30 alle 15, lasciandole così a disposizione dei ciclisti. Un evento che si colloca tra il Sella Ronda Bike Day della domenica precedente e la Maratona dles Dolomites di quella successiva, vere e proprie kermesse concepite esclusivamente per i ciclisti.
Un giro intelligente, questo del Börz-Plose Bike Day, con quattro vie di accesso per agevolare l’immissione sul percorso, che aveva il GPM al Passo delle Erbe, a quota 1.987. L’anello principale misurava 51 km con 1.230 metri di dislivello. Ci si poteva comunque sbizzarrire in qualsiasi direzione, benché fosse consigliato percorrerlo in senso orario.
Cinque i ristori previsti, forniti di acqua, thè e mele. Il minimo, ma con i pochi mezzi finanziari avuti a disposizione, gli organizzatori hanno fatto tutto quanto attuabile e anche di più, riuscendo a soddisfare le necessità e i desideri di tutti.
Testimonial dell’evento, la mitica Maria Canins, impossibile dettagliarne lo straordinario palmares tra sci di fondo e ciclismo. Presentatasi al via in sella a una mountainbike, al pari del marito Bruno Bonaldi – ex fondista – e della figlia Concetta. Conclusa la carriera agonistica, Maria ricopre il ruolo di guida turistica in Val Badia per la cittadina di La Villa, dove abita. Per questo Börz-Plose Bike Day, Maria ha preferito utilizzare una MTB in quanto dotata di rapporti più agili rispetto alla bici da corsa, e quindi – a suo dire – più adatti a chi dispone di meno forza nelle gambe. In realtà, possiamo assicurarvi che Maria è ancora in ottima condizione atletica.

Il nostro Börz-Plose Bike Day è iniziato da Bressanone in direzione S.Andrea, assieme a frotte di ciclisti sorridenti, felici di pedalare senza l’assillo del traffico motorizzato. E i ciclisti, qui, erano veramente tanti. Una stima approssimativa, condotta dai vari addetti alle segnalazioni e ai rilevamenti sul percorso, ne ha contati più di un migliaio, ma potrebbero essere anche 1.500, da quanti ne abbiamo visti sui vari settori. Tantissimi “locals”, ma anche molti da tutte le regioni del centro-nord Italia, dalla vicina Austria, dalla Germania, dalla Svizzera, dal Belgio, dalla Slovenia, dall’Inghilterra e perfino un ciclista da Seattle (USA, stato di Washington).

Uomini e donne, intere famiglie in vacanza con i bimbi, giovani e meno giovani, atleti e amatori, agonisti e cicloturisti, stradisti e mountain biker. Bici nuove, nuovissime, costose, economiche, city-bike, MTB, specialissime stradali, bici elettriche, trekking bike con borse e portapacchi. Un evento che ha raccolto tutte le sfumature del ciclismo. Una festa. E il palcoscenico era splendido, sotto la luce di un sole caldo e abbagliante. Riprendendo le parole di un Vigile del Fuoco ciclista di Ferrara, ”Sono venuto fin qui perché mi piace pedalare anche con lo sguardo”.
Da S.Andrea a Walderhof è un morbido nastro d’asfalto adagiato tra boschi e prati verdeggianti, costellati da fiori multicolore. L’abitato di Luson sancisce l’inizio delle pendenze. Primo ristoro, paesino minuscolo, ordinato e lindo, tranquillo ma operoso, tra prati smeraldini e piste di fondo che nella stagione invernale ospitano anche campionati regionali con gli sci stretti.
La carreggiata si restringe, quasi inghiottita dai boschi presso Pezzè, direzione Stadel. Le pendenze, qui, sono tutte a due cifre, con punte al 13%. Sfide contrapposte. Chi sale di buona lena, chi preferisce procedere a piedi. L’acqua scrosciante del torrente, le gocce di sudore dei ciclisti. Il cinguettio degli uccellini, l’ansimare degli atleti.
In località Stadel il bosco si apre, la strada si fa più clemente, la vista si riempie della imponente sagoma del Sass Putia, gigante di granito a presidio di Val di Funes e Val Badia.
Il ristoro collocato a Gunggan, intersezione tra Valle Isarco, Val di Funes e Val di Luson, raduna ciclisti provenienti dalle tre direttrici. Unanime la gioia di tutti, percorso appagante, scenari incantevoli, zero veicoli. Con il meteo favorevole, una pacchia.

Spazio aperto, 3.5 km al GPM, doppia corsia stradale (chi scende e chi sale) fino al Passo delle Erbe brulicante di ciclisti, due postazioni fotografiche curate da www.fotostudio3.com. Mille colori e mille idiomi. Chi scende ad Antermoia (4.5 km con 475 mdsl negativo, primi 300 metri su sterrato compatto) per poi risalire (primo tornante, appena fuori dal paese, con pendenza al 14%). Chi torna indietro per dirigersi verso il Passo Rodella e la Val di Funes, per poi fermarsi magari al ristoro di Russis, con tanto di tendone, panchine e tavoli per un pic-nic a bordo strada senza il fastidio dei motori. Chi invece si ferma al Passo delle Erbe per gustare le imperdibili specialità gastronomiche ladine del rifugio “Ütia de Börz”, location preferita da tanti ciclisti – tra i quali anche Cadel Evans e Fabio Baldato – che vogliono pedalare su percorsi variegati e poco trafficati, in un contesto naturale di rara bellezza.

Dal Passo delle Erbe, abbiamo completato il percorso scendendo verso Russis, Eores di Dentro, Plancios, S.Giorgio, S.Giacomo per ricongiungerci allo “start point” di S.Andrea. Discesa velocissima, poco tecnica, con fondo stradale un po’ rovinato in alcuni tratti dal gelo invernale, soprattutto negli ombreggiati settori boschivi, dove emergeva qualche piccola crepa, benché non pericolosa.

La prima edizione del Börz-Plose Bike Day va in archivio con molti spunti positivi e la certezza di avere ottenuto ampio gradimento dai partecipanti. Un potenziamento dei ristori (alimenti solidi, integratore idrosalino) e un anticipo dell’orario di chiusura al traffico di almeno mezz’ora o addirittura un’ora, sarebbero accorgimenti di supporto per la crescita di questa splendida manifestazione. E l’edizione numero 2 porta già la data del 26 Giugno 2016. Alla prossima !!
– Sito ufficiale: www.boerz-plose-bike.org

Verso il punto di partenza di S.Andrea. I tre ciclisti dietro sono Maria Canins, marito e figlia

Gruppo di ciclisti verso S.Andrea

Il panorama dall’abitato di S.Andrea

L’ingresso nel centro di Luson, sede del primo ristoro

Il più piccolo ciclista in grado di pedalare autonomamente. E’ lui l’eroe di questo Börz-Plose Bike Day

La salita verso Stadel, sicuramente la più impegnativa della Val di Luson

L’ultima parte della salita verso Stadel

Il ristoro presso la località di Gunggan

Dopo il ristoro, si sale verso Passo delle Erbe

In salita verso Passo delle Erbe

Un ciclista sorridente, in prossimità del GPM di Passo delle Erbe

Numerosa la partecipazione femminile a questo Börz-Plose Bike Day

Discreto il numero di bici elettriche viste sul percorso

Verso Passo Rodella, in Val di Funes

Il rifugio “Edelweiss”, salendo dalla Val di Funes, poco prima di Passo Rodella

La strada che unisce Gunggan al Passo Rodella

In prossimità del Passo Rodella. Il Sass Putia domina lo scenario
Articolo a cura di Roberto Chiappa
Foto: © Roberto Chiappa (Tech-Cycling) – © Silvan Lamprecht (APT Bressanone)















