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Garmin sensore cadenza ANT+ con accelerometro

Test e approfondita analisi tecnica per questo piccolo sensore cadenza Garmin, che rileva le rpm grazie all’accelerometro di cui è dotato, trasmettendo i dati in modalità ANT+. Leggerissimo e semplicissimo da installare, funziona in modo impeccabile, ma il coperchietto della batteria tende ad aprirsi con troppa facilità.


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I sensori di cadenza e velocità sempre più risultano essere strumenti utili se non indispensabili per un allenamento completo e mirato del ciclista di qualsiasi livello, dal pro all’amatore che vuole migliorare le proprie prestazioni.

Garmin ha proposto sul mercato due nuovi modelli di sensori, di velocità e cadenza, basati su tecnologie differenti rispetto a quelle tradizionali. I vecchi sensori, fissati al telaio, venivano sfiorati da un magnete fissato al raggio o alla pedivella per rilevare un giro di ruota o di pedale, mentre questi nuovi sensori non necessitano più dello sfioramento del magnete in quanto sono dotati al loro interno di un accelerometro che permette al sensore stesso, fissato non più sul telaio ma direttamente sulla parte mobile (il sensore di cadenza alla pedivella e il sensore di velocità al mozzo della ruota), di rilevare il numero di giri e di trasmetterlo con la collaudatissima tecnologia di trasmissione ANT+ al ciclocomputer.

Abbiamo testato il solo sensore di cadenza sebbene Garmin proponga in commercio anche la coppia di sensori (cadenza e velocità) in un unico pacchetto.

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Caratteristiche tecniche
• Tecnologia di rilevamento segnale: accelerometro interno
• Tecnologia di trasmissione del segnale al ciclocomputer: ANT+
• Alimentazione: 1 batteria CR2032
• Dimensioni: 35 x 30 x 6 mm
• Impermeabilità: 1 atm
• Peso rilevato: 8 grammi (batteria inclusa) + 2 grammi di elastico (è stato pesato quello più grande dei tre proposti nella confezione)
• Materiale: plastica
• Colore: nero
• Prezzo di Listino: 69 euro

Operazioni preliminari: montaggio e pairing
Il prodotto ci è arrivato confezionato nella scatola originale Garmin, contenente il sensore (già dotato di batteria), tre elastici di fissaggio di lunghezza e dimensioni diverse per potersi adattare ad ogni tipo di pedivella, il manuale multilingue. Nel complesso la confezione è risultata adeguata per preservare il prodotto da eventuali danneggiamenti.

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Estratte le varie componenti ciò che salta subito all’occhio sono le dimensioni e il peso davvero ridotti di questo sensore. Le dimensioni sono praticamente il minimo indispensabile per consentire l’alloggiamento della batteria CR2032. L’apertura dell’alloggiamento batteria è semplicissima, anche troppo come avremo modo di vedere, basta girare pochi mm in senso antiorario il coperchio di chiusura del vano batteria. La rotazione del coperchio non avviene come in molti casi con la classica moneta infilata nell’apposita scanalatura, ma si deve agganciare una piccola linguetta sul bordo del coperchio per farlo girare.

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La prima operazione da fare è fissare il sensore alla pedivella. Ovviamente il sensore deve essere fissato sulla pedivella sinistra, quella senza guarnitura per intenderci, e verso l’interno della pedivella stessa. Si sceglie l’elastico in base al tipo di pedivella e in pochi secondi il sensore viene fissato internamente, per evitare che possa venire a contatto con la scarpa e danneggiarsi. In effetti anche solo l’elastico di fissaggio passa esternamente sulla pedivella a pochi mm dalla scarpa e con un sovrascarpe particolarmente voluminoso ci potrebbero essere dei problemi di sfioramento con l’elastico. Con le tacchette Look grigie, che consentono un grado di libertà intermedio alla scarpa rispetto al pedale, la scarpa non viene mai a contatto con l’elastico del sensore, in qualsiasi angolazione si posizioni la scarpa rispetto al pedale. Nel caso in cui un eventuale sovrascarpa dovesse sfiorare l’elastico, potrebbe essere il caso di smontare il sensore, ruotarlo di 90° e rimontarlo con delle fascette, meno delicate rispetto all’elastico.

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Una volta fissato il sensore, facendo fare un paio di giri alla pedivella una piccola spia lampeggia per circa due secondi. La luce della spia è verde se la batteria è carica, mentre lampeggia rossa se lo stato di carica della batteria è insufficiente e deve essere sostituita. Se si desidera verificare lo stato di carica della batteria consigliamo di procedere facendo fare i due giri di pedivella “a mano” a bici ferma, (va bene far girare i pedali anche al contrario) perché pedalando risulta più difficile vedere la spia lampeggiante, e cercando il lampeggiamento della spia si distoglie lo sguardo dalla strada, cosa mai consigliabile.

A questo punto l’unica operazione preliminare ancora mancante è l’accoppiamento con il ciclocomputer. Garmin dichiara la compatibilità del sensore con i seguenti modelli:
Edge® 1000 – Edge® 500 – Edge® 510 – Edge® 800 – Edge® 810 – Epix™ – Fēnix® 2 – Fēnix® 3 – Fēnix® 3 Sapphire – Forerunner® 310XT – Forerunner® 620 – Forerunner® 910XT – Forerunner® 920XT – Vívoactive™

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Ogni dispositivo ha ovviamente una propria procedura di pairing con i vari sensori. Noi l’abbiamo accoppiato al Garmin Edge 500. Come da istruzioni abbiamo eseguito il pairing evitando di avere in un raggio di 10 metri altri dispositivi ANT+ e tenendo il sensore da accoppiare ad una distanza inferiore a 3 metri dal Garmin 500. Inizialmente abbiamo avuto qualche problema perché l’Edge 500 sembrava non rilevare il sensore in fase di ricerca sensori, poi ci siamo accorti che l’Edge 500 aveva preimpostata la ricerca del sensore di velocità e cadenza (simile al più datato GSC 10).

E’ stato sufficiente selezionare la ricerca del solo sensore di cadenza e in pochi secondi l’Edge 500 ha trovato il sensore e l’ha accoppiato. Ogni sensore viene accoppiato al ciclocomputer con un proprio ID (identificativo numerico unico). Se si desidera utilizzare il ciclocomputer con altri sensori di cadenza montati su altre biciclette occorre accoppiare sul ciclocomputer i diversi sensori presenti sulle biciclette.

Una volta avvenuto il pairing iniziale, ad ogni accensione del ciclocomputer il sensore viene rilevato automaticamente e non appena si inizia a pedalare vengono subito visualizzati sul display i valori rilevati, nella pagina dove è stata inserita la cadenza tra le grandezze da evidenziare.

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Test di funzionamento
Il sensore è stato testato con pedivelle e guarnitura FSA Gossamer, pedali Look Keo 2 Max, ciclocomputer Garmin Edge 500.
• Numero di uscite: 12
• Km percorsi: 1.050
• Condizioni meteo: asciutto

Il sensore è stato testato su percorsi differenti: pianura, salite di diversa lunghezza e difficoltà, percorsi vallonati.

All’accensione del ciclocomputer dopo pochi secondi un “beep” del ciclocomputer segnala il rilevamento del sensore di cadenza, da quel momento l’accoppiata ciclocomputer-sensore è pronta per funzionare.

Alla prima uscita, dopo un inizio promettente abbiamo rilevato un paio di momenti di assenza delle rpm visualizzate. Il problema si è riproposto in modo più frequente alla seconda uscita, dopodiché abbiamo smontato il sensore dalla pedivella e il coperchio che chiude il vano batteria è risultato svitato, restando solo appoggiato per la pressione esercitata dall’elastico di fissaggio alla pedivella. Probabilmente in fase di montaggio era stata inavvertitamente agganciata con un dito la linguetta del coperchio e il coperchio stesso si era girato nella posizione di apertura, impedendo poi così un contatto ottimale della batteria. In effetti toccare involontariamente la linguetta utilizzata per girare il coperchio del vano batteria è abbastanza facile e la corsa di rotazione del coperchio tra la posizione chiusa e quella aperta è piuttosto breve.

Questo inconveniente ci ha subito fatto riflettere sul fatto che probabilmente un sistema di apertura del coperchio basato sulla classica scanalatura in cui inserire una monetina non avrebbe causato questo problema e quindi sarebbe stato preferibile. Per evitare il ripetersi dell’inconveniente abbiamo applicato per maggior sicurezza una piccola striscia di nastro isolante nero (ne basta un pezzetto largo mezzo centimetro e lungo un centimetro o poco più) per impedire uno svitamento involontario del coperchio e abbiamo rimontato il sensore. Da quel momento non sono stati più riscontrati problemi di sorta e il sensore ha sempre trasmesso con precisione i dati al ciclocomputer senza più interruzioni.

Durante i test abbiamo notato un paio di secondi di latenza tra l’inizio della pedalata e la comparsa delle rpm sul ciclocomputer, così come passano un paio di secondi dopo aver smesso di pedalare per l’azzeramento dei valori. Non sappiamo dire se questo sia dovuto ad un ritardo di elaborazione dei dati da parte del ciclocomputer o ad un ritardo di segnale trasmesso, ad ogni modo è una piccola latenza non particolarmente grave che non compromette assolutamente l’utilità del sensore, che ha un suo senso d’essere per controllare la cadenza a pedalata già avviata. In compenso il cambio di cadenza a rpm già segnalata sembrerebbe essere recepito in modo più immediato.

La precisione delle segnalazioni è ottima, abbiamo provato diverse volte a contare le pedalate in un minuto e corrispondevano alle rpm segnalate sul ciclocomputer, in diverse situazioni di pedalata (scatti, costante in pianura ad elevate rpm, fuorisella, in salita a basse rpm) si sono sempre rilevati valori sufficientemente precisi.

Dal momento che non ci è mai stato possibile testare il sensore con il bagnato lo abbiamo bagnato con la canna dell’acqua in modo abbondante per un paio di volte e non sono stati riscontrati malfunzionamenti, segno che la tenuta stagna del coperchio è effettivamente efficace.

Nel complesso il sensore funziona correttamente e con una buona precisione, trasmette i dati senza problemi al ciclocomputer e quindi lo riteniamo un ottimo prodotto.

In particolare, la nuova tecnologia, non più basata sull’impulso generato dal passaggio di un magnete ma basata sulle misurazioni dell’accelerometro interno, consente di avere dei vantaggi considerevoli:
– Niente più necessità di calibrare con estrema precisione la distanza tra sensore e magnete per una rilevazione corretta, con il rischio che a causa di colpi si verifichi uno spostamento del sensore con la conseguente perdita del segnale
– Niente più sensori da fissare al telaio con fascette che possono anche rovinare, se strette troppo, la vernice del telaio. A questo si aggiunge il fatto che in ogni caso i sensori fissati al telaio hanno da sempre fatto storcere il naso ad alcuni “puristi” della bici che preferiscono mantenere la bicicletta quanto più possibile libera da ogni accessorio per conservare l’eleganza e la purezza della linea estetica.
– Diminuzione del peso dell’intero sistema, non fosse altro che per l’assenza del magnete. Si sta parlando di pochi grammi ma sappiamo che la ricerca della leggerezza è diventata in alcuni casi perfino maniacale.
– Possibilità di utilizzare il sensore su più biciclette in modo veloce e semplice, smontando il sensore dalla pedivella di una bici e rimontandolo sulla pedivella dell’altra.

Per informazioni sui prodotti Garmin, consultare il sito ufficiale Garmin Italia


Tech-Cycling_product_rating

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Dimensioni
Star7
• Facilità di accoppiamento con il ciclocomputer
Star6
• Facilità di montaggio
Star6
• Impermeabilità
Star7
• Materiali
Star6
• Peso (leggerezza)
Star7
• Precisione del segnale
Star7
• Ritenzione coperchio batteria
Star2


Articolo e foto a cura di Paolo Zanotta

28 commenti

  1. Salve,

    complimenti per la recensione. Da quello che leggo non è possibile utilizzare un ulteriore dispositivo ant+, tipo la fascia HRM, contemporaneamente al sensore di cadenza e velocità. Confermate? anche nel caso dell’orologio Fenix2?
    Cordiali Saluti

    • Roberto Chiappa

      Ciao Fabio,
      nulla vieta di utilizzare più dispositivi di tipo ANT+ accoppiati a un ciclocomputer o GPS, quindi la fascia cardio e il sensore cadenza Garmin possono tranquillamente coesistere.
      In linea di massima, benchè non lo abbiamo provato, non vediamo controindicazioni nell’utilizzo del sensore cadenza con l’orologio Garmin Fenix2, compatibile ANT+ e anche Bluetooth 4.0
      Per qualsiasi approfondimento, restiamo a disposizione. 😉
      Sportivi saluti, e un augurio di buone pedalate !!

      • Mi permetto una precisazione alla domanda di Fabio, essendo anch’io possessore di un Fenix 2.
        da datasheet il nostro orologio permette l’associazione con un solo sensore ANT+ o Bluetooth, per tanto non è possibile l’associazione simultanea dei due sensori.
        Nulla vieta però di associarli entrambi per monitorare una attività multisport e registrare nella fase ciclismo i dati del sensore RPM, ed in quella di corsa i dati della fascia HRM.
        Quanto sopra, come detto, sulla carta: non ho mai provato ad associare due sensori e vedere come si comporta l’orologio.
        Spero di essere stato utile.
        un saluto
        Giovanni

  2. Salve,

    domanda curiosa: ma cosa serve il sensore di velocità, quando c’è il sistema GPS attivo?
    Mi sfugge l’utilità o forse non ho ben capito a cosa serve.
    Grazie
    Cordialità

    • Roberto Chiappa

      Ciao Ermanno,
      il segnale satellitare, attraverso il quale è possibile rilevare la velocità e quindi anche la distanza percorsa, non viene captato in alcune circostanze, come le gallerie chiuse e le gole rocciose dove talvolta transitano strade e sentieri off-road.
      L’utilizzo del sensore velocità consente invece di avere sempre l’esatto valore, a prescindere dalla consistenza del segnale satellitare.
      In linea di massima, per chi non ha grandi velleità e manie di precisione assoluta, il segnale GPS è sufficiente a fornire una misura attendibile della velocità e della distanza, sempre al netto delle situazioni in cui non c’è segnale.
      Ma chi desidera un dato certificato al 100%, deve necessariamente rivolgersi a qualche sensore velocità.
      A disposizione per approfondimenti, ti inviamo i nostri più sportivi saluti e un augurio di Buon Ferragosto !!
      E come sempre… buone pedalate !!

  3. salve, vorrei sapere se è possibile associarlo allo smartphone (galaxy s7 ) per utilizzarlo con l’applicazione strava.
    grazie in anticipo

    • Roberto Chiappa

      Ciao Marco,
      per essere possibile, lo è. Ma è necessario installare sullo smartphone l’App che riceve il segnale ANT+ del sensore cadenza Garmin.
      La trovi su Google Play, ma non saprei dirti quale possa essere tra le varie proposte.
      Ovviamente se ne hai già una, e funziona, il problema non si pone.
      A disposizione per ulteriori delucidazioni, ti auguro buone rpm !!

  4. Ciao Paolo,
    un po’ alla volta mi sono evoluto con sensori vari tra i quali cadenza e velocità. Percorro molto tragitti con gallerie e il mio Garmin 800 anche se collegato al sensore rileva solo la velocità tramite gps. Appena non ha segnale la velocità si azzera. Come posso risolvere.

    Grazie in anticipo.

    Buone pedalate.
    Alex.

    • Ciao Alex,
      forse le impostazioni riguardanti la velocità del tuo Garmin 800 danno priorità al segnale GPS e non al sensore ruota.
      Con altri GPS, ciò non accade.
      Prova a verificare il set-up dei parametri.
      Restiamo a disposizione per qualsiasi approfondimento in merito.
      Sportivi saluti, e un augurio di buone pedalate !!

  5. Ciao Roberto,
    credo che il mio sensore non rilevi correttamente o non trasmetta come deve.

    Dalle info che ho il garmin da precedenza al sensore senza dover intervenire nelle impostazioni.

    Verifico e ti aggiorno.

    Alex

    • Ciao Alex,
      se il Garmin dà precedenza al sensore e mostra la velocità a zero, il problema è sicuramente nel sensore, che non rileva correttamente la velocità e trasmette un valore nullo, recepito correttamente dal Garmin (che non si pone domande sulla bontà del dato, lo fa vedere e basta, e mi sembra un comportamento corretto).
      Se riesci a effettuare una prova con il tuo sensore e il GPS di qualche tuo amico, vedrai come stanno realmente le cose.
      Per qualsiasi ulteriore delucidazione, restiamo a disposizione.
      E comunque sia… buone pedalate !!

  6. Per il sensore di velocità come posso impostare la circonferenza ruota? Possiedo un edge 25.
    Grazie

    • Roberto Chiappa

      Ciao Carlo,
      il sensore di velocità Garmin è basato su un accelerometro, non occorre impostare la circonferenza ruota.
      Lo monti, lo fai individuare al tuo Edge 25 e sei a posto. 😉
      Sportivi saluti, e un augurio di buone pedalate !!

  7. Ho comprato un sensore cadenza come quello descritto nel vostro esauriente articolo, ma il mio garmin sembra non riconoscerlo. Premetto che ho anche PowerTap al mozzo. Quando lo associo devo togliere la ruota per evitare interferenze? Posso provare a togliere e rimettere la batteria? Girando le pedivelle non emette alcun tipo di luce
    Grazie D
    Stefano

    • Roberto Chiappa

      Ciao Stefano,
      da quanto descritto, se hai effettuato correttamente le operazioni di accoppiamento con il tuo GPS Garmin, temiamo che il tuo sensore cadenza Garmin sia difettoso, oppure abbia la batteria completamente scarica.
      Prova a verificare il funzionamento cambiando batteria (oppure utilizza un “tester” per stabilire se la batteria è sufficientemente carica).
      Per la fase di “pairing” con il ciclocomputer GPS non è necessario togliere la ruota PowerTap, il tuo GPS Garmin deve vedere il sensore cadenza indipendentemente da altri sensori ANT+ montati sulla bici.
      Restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti in merito.
      Sportivi saluti !!

  8. salve il garmin 810 edge non mi riconosce il sensore di velocità e di cadenza con accelleratore (cioè senza magnete) come posso fare?? grazie

    • Roberto Chiappa

      Ciao Filippo,
      se hai due sensori separati per velocità e cadenza, devi impostare sul Garmin la ricerca separata, cioè prima quella del sensore cadenza e poi quella del sensore velocità (oppure il contrario, è lo stesso).
      Se invece hai un unico sensore che rileva entrambi i segnali, devi settare il Garmin in modo che tenti l’accoppiamento con il sensore multiplo (cadenza+velocità).
      Restiamo a disposizione per ulteriori delucidazioni a riguardo.
      Sportivi saluti, e buon proseguimento per tutto !!

  9. salve, volevo sapere se è presente un sensore garmin che dia il wattaggio della pedalata per la bici…grazie mille

    • Ciao Andrea,
      il misuratore di potenza Garmin esiste eccome. Si chiama Vector 2S, e altro non è che un pedale con un sensore che misura la potenza erogata, rilevandola nel punto in cui viene applicata dal ciclista.
      Volendo, è possibile acquistare anche la coppia di pedali, per avere una misurazione più esatta della coppia destra/sinistra.

      Per qualsiasi ulteriore chiarimento, siamo a disposizione.
      Sportivi saluti, buone pedalate di fine anno e un augurio per un brillante 2017 !!

  10. Salve ,volevo sapere se è possibile usare il vecchio CSC-10 come cadenza e il nuovo sensore di velocita ant,perche il vecchio CSC- 10 mi funziona solo la cadenza .
    Grazie .

    • Roberto Chiappa

      Ciao Donato,
      la combinazione dei due strumenti da te proposta va benissimo, non ci sono controindicazioni nè interferenze tra loro.
      Ovviamente poi dovrai avere un ciclocomputer che riceva i dati da entrambi.
      Sportivi saluti, e un augurio di buone pedalate !!

      • Salve , sono ancora io (Donato) mi sono dimenticato di precisare che il garmin che voglio accoppiare é un 500 edge .
        grazie.

        • Roberto Chiappa

          Ciao Donato,
          nessun problema nell’effettuare l’accoppiamento con il Garmin Edge 500, è il medesimo GPS che ha utilizzato il nostro tester.
          Sportivi saluti, e buone pedalate !!

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