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Come evitare l’appannamento degli occhiali

Fenomeno fastidioso e presente con basse temperature cariche di umidità, l’appannamento degli occhiali non è ancora stato risolto completamente. Qualche soluzione, però si dimostra più valida rispetto ad altre. Ve ne proponiamo alcune tra quelle più utilizzate.

Il problema dell’appannamento degli occhiali è molto comune tra i ciclisti, soprattutto in inverno. E’ un fenomeno fisico semplice: l’aria calda sprigionata dal respiro, dal sudore e dalla pelle del viso sale (l’aria calda è portata per natura a salire, poiché più leggera) e incontra quella fredda che si trova di fronte agli occhiali, condensandosi così sul retro delle lenti, creando quella patina fastidiosa che riduce la visibilità. Questo succede solo quando si è fermi, perché mentre si è in movimento il vento allontana l’aria calda dal viso, impedendole di condensare.

Come tutte le problematiche legate al ciclismo, anche quella degli occhiali che si appannano è un condensato (manco a dirlo apposta) di leggende metropolitane, sistemi fai da te e considerazioni scientifiche. Ci sono ciclisti che cospargono le lenti con l’olio cosmetico per neonati, creando una patina che però sporca gli occhiali, peggiorando la situazione. Alcuni ciclisti addirittura evitano di usare gli occhiali in inverno, scelta sconsigliata perché l’occhio rimane esposto all’aria fredda, al pulviscolo e, per chi gira sui sentieri off-road, ai detriti e al fango.

Per risolvere la questione, le alternative sono molteplici. Si va dall’acquisto di occhiali con lenti specifiche pre-trattate, fino al “fai-da-te” più genuino, articolato con soluzioni empiriche non sempre efficaci.

La via più dispendiosa ma risolutiva è quella di rivolgersi a un negozio specializzato o a un ottico e acquistare occhiali con lenti trattate da un rivestimento anti-appannamento definito “anti-fog” (anti-nebbia). Su questo tipo di lenti viene spruzzato un liquido che solidificandosi forma una pellicola protettiva che impedisce la condensazione dell’aria calda sulle lenti fredde. Di solito gli occhiali sono in policarbonato e vanno trattati con cura, mantenendoli puliti e lucidando le lenti con dei panni appositi che non rovinino né graffino il rivestimento. L’investimento economico per questo tipo di occhiale non è banale, ma risolve il problema in quasi tutte le circostanze.

In commercio si trovano anche spray anti-appannamento da applicare sulle lenti. Funzionano nella gran parte dei casi, ma non assicurano il 100% del risultato. Occorre scegliere quelli specifici per le lenti degli occhiali, non quelli per visiere dei caschi da moto, che hanno formulazioni diverse e sono meno efficaci sulle lenti. Evitare poi l’acquisto di prodotti contenenti solventi o agenti chimici irritanti per gli occhi.

Chi pratica immersioni subacquee o nuota in piscina è solito cospargere di saliva l’interno della maschera da sommozzatore o degli occhialini (quando questi sono asciutti). A parte il fatto che occorre avere la cavità orale perfettamente pulita, tale soluzione non è molto adattabile all’ambito ciclistico, perché le condizioni di utilizzo tra maschera da sub e occhiali da ciclista sono ben diverse. Sott’acqua infatti non c’è la ventilazione che asciuga la saliva, facendo spuntare nuovamente il problema dell’appannamento.

Alcuni ciclisti, e forse nemmeno pochi, depositano sulle lenti degli occhiali i più comuni prodotti per la pulizia, quali detersivi liquidi per piatti, crema di sapone neutro, sapone di Marsiglia, doccia-schiuma… e di per sé la strada, sotto certi aspetti, è quella giusta. Si lavano gli occhiali, si asciugano con un panno morbido, si applica il prodotto su tutta la superficie delle lenti, si sciacqua nuovamente e si attende che gli occhiali asciughino. Tutto sta però nell’indovinare la formulazione chimica del prodotto che impedisca l’appannamento in determinate condizioni. Gli elementi tensioattivi contenuti nelle miscele reagiscono infatti in modo diverso a seconda della percentuale di umidità e di calore presenti attorno alla lente. L’efficacia di questi trattamenti, seppur non risolutiva, è comunque accettabile.

Al filone cosmetico appartiene anche uno dei più recenti stratagemmi per impedire l’appannamento delle lenti. Il metodo rimane il medesimo sopra descritto, ma in questo caso il prodotto è costituito da shampoo+balsamo per capelli, il celebre “2 in 1” che renderebbe i capelli lisci come seta. Tale categoria merceologica di prodotti si equivale, pertanto non vi consigliamo l’uno o l’altro. Pare proprio che l’azione sgrassante dello shampoo e quella protettiva del balsamo sia nettamente più efficace di qualsiasi altra soluzione. Quasi tutti i balsami in commercio contengono sostanze siliconiche, in grado di polimerizzare la superficie, e agenti filmogeni che creano una ulteriore protezione contro l’umidità. Lo shampoo pulisce, il balsamo protegge. E’ un trattamento che, se ben articolato con le sostanze e i procedimenti corretti, garantisce occhiali senza appannamento per una intera uscita in bicicletta.

Occhiali_appannati_foto1 Occhiali_appannati_foto2

Le immagini sopra riportate mostrano un occhiale avente una sola lente trattata con shampoo+balsamo, mentre l’altra è stata pulita senza ricevere alcun trattamento. Esponendo l’occhiale al vapore di una lavastoviglie, il risultato è indubbiamente interessante.


Articolo a cura di Omar Gatti

4 commenti

  1. Bell’articolo. Proverò shampoo-balsamo, oltretutto io uso occhiali a doppia lente (clip da vista interna) e l’appannamento è fastidiosissimo

    • Con la doppia lente non sappiamo se il metodo shampoo+balsamo possa avere la medesima efficacia.
      In linea di massima dovrebbe, però magari subentrano condizioni differenti (minor ventilazione, differenza di temperatura tra lente da vista e lente esteriore) che potrebbero vanificare l’utilizzo del metodo “2 in 1”.
      Facci sapere, siamo curiosi dell’eventuale esito e del responso da parte tua.
      Ringraziandoti anticipatamente, ti auguriamo buone pedalate.

  2. cosa si potrebbe utilizzare come anti-appannamento per occhiali se si lavora nelle celle frigo a -20 gradi? ovviamente il problema lo si ha ogni volta che si esce dalla cella

    • Roberto Chiappa

      Ciao Damiano,
      soluzione non facile, la tua. La lente, freddissima, quando esce dalla cella frigo cattura le molecole di aria esterna, più calda e umida, e crea istantaneamente uno strato di condensa. A prescindere da eventuali agenti coprenti e protettivi applicati alla lente.
      L’ideale sarebbe lasciare gli occhiali nella cella frigo, e averne un altro paio esterni alla cella.
      Immagino però che si tratti di occhiali da vista, e disporne di due paia è un po’ troppo oneroso.
      C’è poco da fare, il differenziale termico di quasi 40°C non lascia scampo. Finchè gli occhiali rimangono freddi, creeranno condensa.
      Appena uscito dalla cella, potresti scaldarli con un soffio di aria calda, tipo asciugacapelli, se hai qualcosa del genere a disposizione. Alla peggio, alitarci sopra e asciugarli immediatamente. Ma la reazione fisica rimane comunque difficilmente controllabile.
      Resto comunque a disposizione per qualsiasi ulteriore approfondimento in merito.
      Sportivi saluti, e buon proseguimento per tutto !!

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