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Come è nata la nuova Specialized Stumpjumper

Una serie di immagini, con le relative descrizioni, illustra il progetto costruttivo della nuova Specialized Stumpjumper, dal disegno dei bozzetti al modello definitivo, testato sul campo dai migliori rider. “Essere i primi non è mai facile, ma essere ultimi significa inseguire”, recita lo slogan Specialized.


Tutto ha inizio dai bozzetti.

Il primo modello 3D. Si noti che ha ancora l’attacco dell’ammortizzatore e i foderi obliqui dell’anno precedente.

Test del rapporto di leva.

Sensore di velocità.

Ammortizzatore disassato.

Il primo prototipo del rivoluzionario batticatena.

La protezione del fodero alto destro del carro posteriore.

Differenti soluzioni per la protezione del tubo obliquo e del movimento centrale.

Il prototipo del vano portaoggetti SWAT, ora più leggero e capiente.

Prototipi in 3D e prove di rigidità del tubo diagonale sono stati fondamentali per raggiungere gli obiettivi.

Il primo leveraggio progettato per gli ammortizzatori metrici e il nuovo test per valutare la curva di compressione.

Alla ricerca del perfetto passaggio dei cavi, Specialized ha realizzato un prototipo in 3D e lo ha poi rifinito. Il nuovo passaggio cavi è dichiarato essere più semplice di quello esterno.

Il mandrino del triangolo anteriore.

Ogni telaio è realizzato a mano. Per garantire la massima precisione, Specialized utilizza strumenti per la preformatura.

Il disegno delle protezioni applicate al telaio.

Il telaio viene inserito nello stampo e sigillato prima di essere messo nel forno per la cottura.

Ogni perno è lavorato a CNC in un’unica configurazione, per garantire che ogni telaio abbia il miglior allineamento degli snodi.

Il test di affaticamento del piantone, eseguito in fabbrica. Molti test vengono eseguiti in fabbrica durante la realizzazione e tutti i test finali presso la sede Specialized di Morgan Hill, in California.

Studio della rigidità. Durante questo processo, i tecnici Specialized analizzano dove il telaio flette e “respira”, e a quel punto lo irrobustiscono con ulteriori strati di carbonio e lo testano nuovamente. Questo processo è stato eseguito e ripetuto su tutte le taglie del telaio fino a quando Specialized non abbiamo raggiunto gli obiettivi prestabiliti.

Test di fatica del freno posteriore.

Il test del fine corsa.

Il “Flip Chip”. Semplice e nascosto. Permette una regolazione dell’angolo di sterzo di +/- 0.5° e di +/- 6 mm sull’altezza del movimento centrale.

Il precedente modello Stumpjumper, come un simbolico passaggio del testimone.

La fase di verniciatura.



– Sito web Specialized Italia


Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Specialized Italia

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