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Carrera SL7

Analisi tecnica e test dettagliato per l’intramontabile SL7 della scuderia bresciana Carrera. Frutto di un progetto collaudato, è leggera, rigida, precisa, reattiva, maneggevole ma anche confortevole. Concepita per andare forte ovunque, riesce a soddisfare le esigenze di professionisti e amatori.


Nato nel 1990 per volontà del fondatore Davide Boifava, ex professionista e DS di lungo corso, il marchio di bici da corsa Carrera porta con sé l’intera epica di acclamati campioni quali Stephen Roche, Claudio Chiappucci, Guido Bontempi, Bruno Leali, Massimo Ghirotto, Davide Cassani e, certamente il più adorato dal pubblico, Marco Pantani. Le biciclette Carrera sono progettate nella sede di Calcinato (BS). La produzione dei telai, tutti monoscocca in carbonio, con varie tipologie di fibre selezionate dagli ingegneri Carrera, è affidata a terzisti taiwanesi. La verniciatura avviene parte in azienda e parte presso ditte specializzate, non distanti dalla sede Carrera Podium. Il fissaggio di adesivi, maschere colore e l’assemblaggio dei componenti è tutto interno alla factory.

Telaio e forcella
Carrera ha messo a nostra disposizione la punta di diamante della sua produzione, precisamente la specialissima stradale SL7, dove probabilmente la sigla sta per Super Leggera, stante i 900 grammi dichiarati per il telaio in misura M (52 cm). Per questo telaio monoscocca sono state scelte fibre che potessero garantire rigidezza, resistenza e lavorabilità. Ecco dunque le fibre T800 e M46J della Toray Industries, orientate e compattate mediante tecnologia EPS (Expandable Polystyrene Shell) durante il processo di indurimento delle resine e del laminato a temperatura e pressione controllate.

Questo sofisticato processo produttivo porta a una perfetta finitura interna del telaio, che unita a forme arrotondate e a sezioni trasversali con ortogonalità prossima alla perfezione generano una struttura da 97 Nm/mm di rigidezza. La particolare sagomatura schiacciata dell’orizzontale in prossimità dello snodo sella garantisce la continuità strutturale tra foderi verticali e tubo orizzontale, conferendo al telaio una elevata rigidezza torsionale e una grande reattività durante la spinta.

Il design telaistico moderatamente sloping prevede il passaggio interno di tutti i cavi, oltre alla compatibilità con gruppi meccanici ed elettronici. La scatola del movimento centrale, di tipo Press Fit 86.5×41 mm, è asimmetrica non solo per ragioni legate all’ingombro della guarnitura ma anche per migliorare lo scambio delle sollecitazioni e delle forze opposte provenienti dalla spinta sui pedali e dal terreno.

Il tubo sterzo ha diametro differenziato da 1.1/8”-1.4” per migliorare la rigidità frontale. I foderi bassi del carro posteriore sono ampi e rettilinei per alloggiare più facilmente i cavi meccanici o i fili elettrici delle trasmissione. I forcellini sono in carbonio con inserto in alluminio sui quali va in battuta il mozzo posteriore, che evita quindi ogni danneggiamento strutturale al carbonio. I foderi obliqui sono sottili e schiacciati, forma che consente un buon assorbimento delle asperità.

Il tubo piantone della SL7 non è strutturato per accogliere la classica piastrina di fissaggio del deragliatore anteriore, bensì una fascetta metallica, molto particolare e ben realizzata da Carrera. Può essere facilmente rimossa per un utilizzo monocorona o per altri modelli di deragliatore. Il tubo piantone è forato per alloggiare un secondo portaborraccia, oltre a quello sul tubo obliquo.

La forcella full carbon ha foderi diritti con speciale profilo per ridurre il “drag”. Il cannotto ha diametro differenziato da 1.1/8”-1.4”. Il peso dichiarato della forcella è di 370 grammi. I freni caliper sono i classici single pivot.

Geometrie
Le quote geometriche della Carrera SL7 sono spiccatamente racing. Triangolo anteriore e carro posteriore compatti, angoli sterzo e sella tendenzialmente chiusi per massimizzare maneggevolezza e reattività. Un telaio votato alle competizioni che nel corso della sua storia ha colto numerose affermazioni tra i professionisti. La SL7 è prodotta in cinque taglie, dalla 46 alla 58, che apparentemente possono sembrare piccole. In realtà le quote orizzontali sono vicinissime allo standard comunemente impiegato per le bici indirizzate alle competizioni. La colorazione è personalizzabile tra un ampio ventaglio di proposte.

Allestimento
Telaio professionale, componentistica adeguata. Il modello in prova ci è stato fornito con l’intero gruppo Shimano Dura-Ace 9100 meccanico a 11 velocità, guarnitura semi-compact 52-36 e pacco pignoni 11-28. Piega e attacco manubrio FSA, reggisella Carrera, sella Selle Italia, ruote Vison Metron 40 SL sulle quali erano montati copertoncini Vittoria Rubino Pro da 23 mm. Componenti di qualità, “race ready”, affidabili e performanti, che portano la SL7 a un peso di 6.97 kg per la misura “L” della prova. Gli allestimenti possibili nella scelta sono comunque numerosi, Carrera offre una personalizzazione molto ampia dei propri telai, quasi sartoriale.

Sintesi dei test
– Altezza e peso del tester: 180 cm, 70 kg (senza abbigliamento)
– Bici in prova: misura “L” (equivalente a 55 cm, tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
– Peso rilevato bici completa: 6.97 kg (senza pedali ma con portaborraccia)
– Periodo della prova: da fine Novembre a fine Dicembre 2017
– Uscite effettuate: 5
– Tempo totale di percorrenza: 27h.48min (uscita più lunga: 6h.11min)
– Distanza percorsa: 684 km (uscita più lunga: 142 km)
– Dislivello in salita: 10.150 metri (uscita con maggior dislivello: 2.284 metri)
– Percorsi effettuati: percorrenze medio-lunghe, con salite di breve o medio sviluppo (max 7 km) e pendenze variabili fino al 15%, con fondo stradale anche rovinato, tra le colline brianzole e l’entroterra finalese ligure. Condizioni meteo tipicamente invernali, con fondi stradali anche rovinati o bagnati.

Tech-Cycling_product_rating

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Assorbimento asperità
• Comfort
• Direzionalità I° (mantenimento traiettoria, stabilità)
• Direzionalità II° (rapidità nel cambio di traiettoria, maneggevolezza)
• Equilibrio ciclistico
• Finiture telaio
• Forcella (rigidità, precisione, prestazioni globali)
• Reattività nei rilanci
• Rigidità laterale telaio (rigidità torsionale)
• Smorzamento vibrazioni
• Tolleranza verticale telaio (“compliance”)










La prova su strada
La Carrera SL7 è una bici nata per correre, le sue geometrie parlano chiaro. Il telaio è rigido, reattivo e maneggevole ma anche ben assorbente, regalando grande precisione di guida senza penalizzare il comfort sulle lunghe distanza. Un telaio racing eclettico, in grado di soddisfare perfettamente sia le esigenze dei professionisti, capaci di scaricare grandi potenze sui pedali e di guidare al limite anche in discesa, sia quelle degli amatori alla ricerca di performance meno appuntite.

Ottima nel suo bilanciamento, la SL7 trasforma ogni giro di pedivella in moto rettilineo, senza sperperare neppure un watt. Le asperità del terreno vengono percepite tutte, in modo che l’atleta possa stabilire quando e come pedalare, ma il telaio assorbe molto bene, disperde le vibrazioni evitando affaticamento fisico e, cosa non meno importante, non si scompone minimamente, seguendo sempre la traiettoria voluta. Alla prova dei fatti, questa SL7 si è dimostrata una delle migliori bici da corsa per rendimento a tutto campo.

Nei tratti pianeggianti, dove occorre spingere sui pedali, la resa cronometrica della SL7 è molto buona, soprattutto se coadiuvata da ruote ad alto profilo di almeno 40 mm. La notevole rigidità della zona del movimento centrale consente prestazioni di rilievo anche pedalando fuorisella. Accelerazioni e rilanci sono sempre gratificanti, la ruota posteriore non perde mai trazione nemmeno sulle sconnessioni in rapida successione.

Rendimento simile in salita, dove il telaio si dimostra azzeccatissimo per geometrie e rigidità. La SL7 è un’arma da cronoscalata, tanto più potente quanto la leggerezza delle ruote adottate.

In discesa la SL7 è sincera, sempre stabile e fedele, anche sulle sconnessioni e le buche prese ad alta velocità. Premia maggiormente la guida pulita, ma perdona volentieri le piccole sbavature, indotte da manovre muscolari, rudi. Un telaio molto stabile ma anche maneggevolissimo, i cambi di direzione avvengono molto repentinamente, senza sforzo. Ottimo il rendimento della forcella, sempre molto precisa e docile nell’assecondare la scelta delle traiettorie, garantendo un perfetto controllo di questa specialissima stradale.

Valutazione componenti
Le ruote Vision Metron 40 SL clincher in carbonio che equipaggiavano la SL7 del nostro test sono indubbiamente una scelta azzeccata per questo genere di bicicletta. Con un profilo di 40 mm e una larghezza cerchio di 24.8 mm, le Metron 40 SL hanno un peso dichiarato di 1.450 grammi, 18 raggi radiali anteriori e 21 posteriori (14 lato destro incrociati in seconda, 7 radiali lato sinistro), tutti con profilo aerodinamico. Strutturalmente rigide senza essere esasperate, forniscono un valido contributo sui tratti pianeggianti, riuscendo a sostenere le andature veloci senza necessità di continui rilanci. Al tempo stesso, pur non essendo ruote da cronoscalata, non penalizzano le prestazioni ascensionali, consentendo soddisfacenti velocità e progressioni. Molto buona la loro resa in frenata, anche sul bagnato, dove gli spazi di arresto risultano appena più lunghi della condizione di asciutto. I pattini freno vanno regolati al meglio, pena fastidiosi stridii sulla pista frenante.

I copertoncini Vittoria Rubino Pro 700x23c con triplice mescola in Grafene offrono buone prestazioni in condizioni di terreno asciutto, anche con le basse temperature invernali, ma peccano un pochino di aderenza e trazione in presenza di fondi bagnati o viscidi. Restando con la gommatura in casa Vittoria, meglio orientarsi sui più performanti Corsa G+, magari con sezione da 25 mm, molto più idonea al gemellaggio con i cerchi full carbon da 24.8 mm di larghezza delle ruote Vision Metron.

Del gruppo trasmissione Shimano Dura-Ace 9100, meccanico a 11 velocità, non possiamo che tessere le lodi. Comandi perfettamente ergonomici, sempre nitidi e precisi, rapidissimi nel governare deragliatore anteriore e cambio posteriore. Buona la frenata con i caliper “single pivot”, ma a nostro parere questo telaio meriterebbe un upgrade orientato alle unità frenanti di tipo “direct mount”, indubbiamente più incisive e modulabili.

Piega e attacco manubrio sono firmati FSA e appartengono al segmento racing, adeguato al livello di questa SL7. Il reggisella è Carrera Carbon e nel nostro caso sosteneva una Selle Italia SLR Team Edition con carrello in carbonio 7×9 mm di indubbia comodità e buon grip del rivestimento. La sella è comunque un componente strettamente personale, che può essere sostituito con quello preferito al fine di garantire la miglior seduta possibile.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.

Scheda tecnica
Telaio: Carrera monoscocca, carbonio unidirezionale ad alto e altissimo modulo, fibre T-800 HM-HS, 60T SHM, XN60 special nano UD, compatibile con gruppi meccanici ed elettronici Di2/EPS, passaggio cavi interno, movimento centrale 86.5x41mm , tubo sterzo conico 1.1/4”-1.1/8”, peso dichiarato del telaio 900 grammi (misura M)
Forcella: Carrera FF43 Carbon 60 HM, cannotto sterzo 1.1/4”-1.1/8”, peso dichiarato 370 grammi
Serie sterzo: FSA Orbit C33 Matt UD Carbon a contatto angolare, diametro 1.1/4”-1.1/8”
Curva manubrio: FSA K-Force Carbon compact, diametro centrale 31.8 mm, larghezza 420 mm, rise 10°, drop 120 mm, reach 70 mm
Attacco manubrio: FSA OS 99, lega di alluminio 7050, lunghezza 125 mm, diametro collarino manubrio 31.8 mm, conchiglia frontale in carbonio
Comandi e leve freno: Shimano Dura-Ace ST-R9100 11 speed
Freni: Shimano Dura-Ace BR-R9100 single pivot
Pattini freno: Shimano Dura-Ace, specifici per carbonio
Deragliatore: Shimano Dura-Ace FD-R9100
Cambio: Shimano Dura-Ace RD-R9100 SS
Guarnitura: Shimano Dura-Ace FC-R9100 Hollowtech II, semi-compact, corone 52-36, pedivelle 172.5 mm
Movimento centrale: Shimano Dura-Ace BB-R9100-PB Press Fit, dimensioni 86.5×41 mm
Pignoni: Shimano Dura-Ace CS-R9100 11 speed, scalati 11-28
Catena: Shimano Dura-Ace CN-HG901 11 speed
Reggisella: Carrera Carbon, diametro 31.6 mm, lunghezza fusto 350 mm
Sella: Selle Italia SLR Team Edition, carrello in carbonio 7×9 mm, scafo in fibra di vetro e nylon
Portaborraccia: Elite Custom Race Plus
Ruote: Vision Metron 40 SL clincher, carbonio con profilo 40 mm, per copertoncino
Coperture: Vittoria Rubino Pro, misura 700×23, copertoncino con mescola a triplice densità 3C G+ in Grafene
Misure disponibili: XS, S, M, L, XL (46, 49, 52, 55, 58)

Prezzi di Listino
• Framekit (telaio, forcella, serie sterzo, reggisella): 2.360 euro
• Bici completa con gruppo trasmissione Shimano Ultegra 8000 meccanico: 3.270 euro
• Previsti altri montaggi “custom” con gruppi trasmissione, wheelset, colorazioni e componenti a scelta


– Sito web Carrera


—— FOTOGALLERY ——



Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Sergio Doria (Tech-Cycling)

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