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Cannondale Scalpel SE 1

Test e analisi tecnica per questa full 29” da 120 mm che coniuga perfettamente le esigenze delle lunghe e tecniche Marathon con quelle del Trail biking a tutto campo. Geometrie azzeccatissime e peso contenuto la rendono performante in discesa e sorprendentemente efficace anche in salita.


Il nome Scalpel echeggia da quasi un ventennio sui sentieri mondiali del Cross Country. Il progetto Cannondale si è naturalmente evoluto nel tempo, passando dall’alluminio al carbonio, dalle ruote da 26” a quelle da 29”, spingendosi fino al Trail biking. Attualmente il catalogo Cannondale contempla 7 modelli Scalpel SI dedicati a Cross Country e Marathon, e due modelli Scalpel SE più orientati al Trail biking, aventi sospensioni con escursione maggiore e geometrie pensate anche per i tratti discesistici. Di questi due, Cannondale ci ha fornito quello di rango più elevato, il modello SE 1.

TELAIO
Il telaio della Scalpel SE è in fibra di carbonio BallisTec avente modulo intermedio, quindi più resistente e meno costosa rispetto alla fibra ad alto modulo, pur mantenendo il medesimo livello di rigidità e flessione. Il tubo sterzo non è conico ma oversize uniforme da 1.5”. Il movimento centrale è di tipo Press Fit 30 mm, il passaggio cavi è tutto interno, incluso quello del reggisella telescopico, ospitato sul tubo piantone da 31.6 mm di diametro. La Scalpel SE può ospitare gruppi trasmissione meccanici oppure elettronici, ma il piantone non è dotato di attacco per il deragliatore anteriore. Pertanto, è possibile montare solo guarniture monocorona.

Il carro posteriore è anch’esso in fibra di carbonio, è asimmetrico per contrastare le forze torsionali ed è dotato di infulcro “Zero Pivot”, cioè senza snodi sui foderi. L’asse passante è da 142×12 mm, l’attacco disco è di tipo Postmount. Il cinematismo progressivo è affidato al link del monoammortizzatore, che qui è in carbonio per aumentare la rigidità laterale e torsionale, contribuendo anche a contenere il peso complessivo.

SOSPENSIONI
La forcella è la superlativa Lefty PBR 2.0 monobraccio, con fodero in alluminio, dotata di doppia molla (aria/olio e molla elicoidale), offset di 55 mm (50 mm per le ruote da 27.5”). L’escursione prevista è di 120 mm. Il pomello superiore gestisce la velocità di ritorno e il lock-out per bloccarla sui fondi più scorrevoli. Il registro di precarico è invece collocato inferiormente, sotto al piedino forcella. Molto racing il copristelo, con occhiello di fissaggio della tubazione idraulica del freno anteriore.

Il monoammortizzatore posteriore è l’ottimo Fox Float Performance Elite DPS EVOL SV, dotato di levetta di regolazione su 3 posizioni (lock-out per marcia su fondi scorrevoli, mezza apertura per la salita oppure tutto aperto per le discese). Garantisce una escursione al carro posteriore di 115 mm.

GEOMETRIE
La Scalpel SE eredita i cromosomi della sorella “SI” votata al Cross Country, ma i progettisti Cannondale con poche sapienti modifiche sono riusciti a creare una bici molto duttile e polivalente, che amalgama i fondamenti del Cross Country con quelli del Trail biking. Ecco dunque angoli sterzo e sella più aperti, per governare più facilmente le discese ad alta velocità. Carro posteriore più lungo di 1 mm, foderi obliqui più lunghi di 2 cm, movimento centrale più alto di 1 cm.

Un telaio molto equilibrato, in grado di destreggiarsi anche sui terreni impervi e dissestati, salita o discesa che sia. Ideale per le lunghe Marathon e il Trail biking ad ampio spettro. Quattro le taglie disponibili: S, M, L, XL, con la prima dotata di ruote da 27.5” e le altre da 29”.

ALLESTIMENTO
La Scalpel SE 1 si presenta con gruppo trasmissione a 12 velocità, cambio posteriore Sram X01 Eagle, comando trigger al manubrio Sram GX Eagle, monocorona 32 denti Truvativ Style Eagle, forcella Lefty 2.0 OPI con fodero in alluminio ed escursione 120 mm, ammortizzatore posteriore Fox Float Performance Elite DPS Evol SV con 3 posizioni di funzionamento ed escursione 115 mm, freni Shimano XT idraulici con rotori da 180 mm anteriore e 160 mm posteriore, ruote con mozzi e raggi DT-Swiss (anteriore specifico per forcella Lefty) e cerchi Stans NoTubes con pneumatici Maxxis. Il reggisella è il modello Turbine di Race Face, un bel telescopico con 150 mm di escursione, dotato di comando remoto al manubrio. La sella è una Fabric Scoop Flat Race con carrello in titanio, manubrio e stem sono Cannondale.

Questo allestimento permette un buon contenimento del peso complessivo, da noi rilevato in 12.12 kg per la misura “L”, unito a prestazioni brillanti in discesa e più che soddisfacenti in salita. Un bel mix che consente di avventurarsi nel Trail biking più puro, così come cimentarsi nelle competizioni Marathon dove prevalgano lunghe salite e altrettanto lunghe discese. La colorazione prevista per la Scalpel SE 1 è una sola, quella raffigurata in foto. Va detto che Cannondale propone anche l’allestimento Scalpel SE 2, con componenti meno sofisticati e prezzo naturalmente inferiore.

SINTESI DEI TEST
– Altezza e peso del tester: 180 cm, 70 kg (senza abbigliamento)
– Bici in prova: taglia L (tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
– Periodo della prova: Dicembre 2017
– Uscite effettuate: 5
– Tempo totale di percorrenza: 21h.15min (uscita più lunga: 5h.25min)
– Distanza percorsa: 352 km (uscita più lunga: 78 km)
– Dislivello in salita/discesa: 5.174 metri (uscita con maggior dislivello: 1.876 metri)
– Percorsi effettuati: Brianza collinare, Finale Ligure.

RILEVAZIONI EFFETTUATE
Queste nostre misurazioni integrano la tabella delle geometrie.
• Misura del telaio in prova: L (pari a 19”, corrispondenti a 48 cm)
• Peso rilevato bici completa: 12.12 kg (senza pedali)

Tech-Cycling_product_rating

Graduatoria
Ogni prodotto sottoposto al nostro test riceve un giudizio sui vari aspetti funzionali oggettivamente determinabili. Estetica e prezzo non vengono considerati, in quanto ritenuti parametri frutto di valutazioni strettamente soggettive.
Questa la nostra scala dei valori.

Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche, con la nostra valutazione scaturita dalla prova.

• Assorbimento asperità
• Comfort
• Direzionalità I° (mantenimento traiettoria, stabilità)
• Direzionalità II° (rapidità nel cambio di traiettoria, maneggevolezza)
• Equilibrio ciclistico
• Finiture telaio
• Forcella (rigidità, precisione, prestazioni globali)
• Reattività nei rilanci
• Rigidità laterale telaio (rigidità torsionale)
• Smorzamento vibrazioni
• Sospensione posteriore (regolazioni, performance globali)
• Tolleranza verticale telaio (“compliance”)











LA PROVA OFFROAD
Una volta in sella, la Scalpel SE si presenta come una vera bici da Trail. Come è giusto che sia, l’angolo sterzo più aperto pone la ruota anteriore più avanti rispetto a ciò che sono le full da granfondo. Anche il sag iniziale delle sospensioni avvalora questa sensazione. Pedalandola, però, si scopre come sia performante anche nei tratti in salita e non solo, come è logico attendersi, nel corso dei passaggi discesistici.

La sospensione posteriore regala sempre una trazione impeccabile anche sui fondi sassosi e smossi, consentendo il passaggio nei tratti più impervi. L’inerzia delle ruote è ovviamente percepibile – non aspettatevi accelerazioni brucianti – ma superato l’impasse iniziale permettono di procedere speditamente e in progressione su qualsiasi tipo di salita pedalabile, caratteristica piuttosto rara nelle bici da Trail.

Molto rigido torsionalmente, perfettamente assecondato dal reparto sospensioni, il telaio della Scalpel SE gode di grande precisione e buona maneggevolezza. I cambi di direzione avvengono repentinamente, i passaggi nel misto stretto risultano semplici a qualsiasi velocità. Le qualità ciclistiche permettono di destreggiarsi su qualsiasi sentiero, con qualche inevitabile limitazione per quelli più tecnici e tipici della Downhill e dell’Enduro, caratterizzati da passaggi più idonei a mezzi dalle escursioni maggiori rispetto ai 120 mm della Scalpel SE.

Fin dove arrivano le sue sospensioni, questa Cannondale è un cioccolatino che non smette di deliziare il palato e tutti gli altri sensi. La Scalpel SE regala adrenalina nelle discese veloci, anche dissestate, e risulta agile e leggera laddove occorra pedalare o guidare con precisione. Un full molto versatile, dunque, che sa interpretare pienamente i fondamenti del vero Trail biking senza tuttavia tradire i cromosomi Marathon ereditati dall’originario progetto Cannondale Scalpel.

Valutazione Componenti

La forcella monobraccio Cannondale Lefty PBR 2.0 OPI con fodero e stelo in alluminio è a dir poco fenomenale. Esente da flessione in virtù della sua particolare costruzione (la parte interna dello stelo è quadrangolare e scorre su cuscinetti ad aghi), molto progressiva nel suo funzionamento grazie al sistema a doppia molla, assicura prestazioni di prim’ordine su qualsiasi tipo di terreno adatto a escursioni attorno ai 120 mm, tipiche del Trail biking e delle Marathon. Dotata di tutti i registri necessari per regolarla al meglio, questa Lefty contribuisce fattivamente a elevare le performance ciclistiche della Scalpel SE, trasmettendo anche tanta sicurezza nell’affrontare i passaggi più critici dei percorsi.

L’aria nella camera positiva viene immessa dalla valvola posta alla base del piedino, che determina anche il carico di stacco e va a compensare la camera negativa. Il registro di ritorno è invece situato sulla sommità, governato dalla ghiera rossa. Il lock-out è azionato dal pulsante anodizzato verde.

Forcella d’eccellenza, monoammortizzatore di pari livello. Il Fox Float Performance Elite DPS EVOL SV assiste magnificamente il comparto ammortizzante e lavora all’unisono con la Cannondale Lefty, regalando una curva ammortizzante molto armonica ed equilibrata. Facilissimo da tarare nella pressione della camera positiva, è dotato di levetta che gestisce il blocco totale (per la marcia sui fondi più scorrevoli), il blocco parziale (consigliato per la salita, lavora fino a metà corsa) o lo sblocco totale (per le discese in cui si richiede la massima escursione raggiungibile, pari a 115 mm). La levetta è posizionata in modo tale da risultare molto accessibile anche durante la pedalata, e non fa rimpiangere la mancanza di un comando remoto al manubrio.

Azzeccata la scelta delle ruote previste di serie. Ai mozzi Cannondale realizzati da DT-Swiss vengono accoppiati raggi DT-Swiss a testa dritta e cerchi Stans NoTubes ZTR ARCH MK3 a 28 fori, tubeless ready. La loro larghezza di 30 mm ospita copertoni Maxxis dalla generosa sezione, 2.4” anteriore e 2.25” posteriore. Con questo resistente wheelset, ideale per il Trail biking più schietto, ci si può avventurare sui sentieri più aspri, senza peraltro eccedere e sconfinare nell’Enduro e nella Downhill.

Volendo orientarsi verso il segmento Marathon, è sufficiente cambiare il set di ruote con uno più leggero, specifico per Cross country e granfondo. Si disporrà di una bici più che performante grazie alla generosa escursione, con la quale mettere a segno tempi assoluti in discesa senza faticare più di tanto in salita.

Molto buone le prestazioni dei copertoni Maxxis Ardent, a loro agio su qualsiasi fondo, incluso il fango argilloso. Assistono perfettamente le ruote sui sentieri tipici del Trail biking. Come detto sopra, per coloro che desiderassero gareggiare nelle Marathon basterà scegliere pneumatici specifici per la disciplina, alleggerendo le masse periferiche in rotazione.

Nulla da eccepire sul funzionamento del comando Sram GX Eagle a 12 velocità, nitido e preciso in ogni frangente, nonché del comparto frenante Shimano XT, sincero e affidabile anche nelle discese più prolungate.

Una vera trail bike non può prescindere da un reggisella telescopico. Cannondale ha scelto un bel Race Face Turbine con 150 mm di escursione e diametro 31.6 mm, gestito dal comando remoto al manubrio. Un componente che ha dato prova di grande affidabilità anche se sottoposto a impegni gravosi e frequenti “su e giù”.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.

SCHEDA TECNICA
Telaio: Scalpel SE, BallisTec Carbon, compatibile con gruppi elettronici Di2, movimento centrale PF30, tubo sterzo 1.5” Si, passaggio cavi interno, carro posteriore in carbonio, asimmetrico Ai, fulcro Zero-Pivot, link monoammortizzatore in carbonio, asse passante posteriore 142×12 mm.
Forcella: Lefty PBR 2.0 OPI in alluminio, sistema a doppia molla, escursione 120 mm, PBR Isolated Damper Technology, asse passante 100×12 mm, offest 55 mm, cannotto sterzo 1.5”
Ammortizzatore posteriore: Fox Float Performance Elite DPS EVOL SV, regolazione su 3 posizioni, escursione 115 mm
Serie sterzo: Cannondale HeadShok Si, 1.5″
Manubrio: Cannondale C3 Riser, lega di alluminio 2014 (Avional), 4° upsweep, 9° backsweep, diametro centrale 31.8 mm, larghezza 760 mm
Attacco manubrio: Cannondale C1, lega di alluminio 6061, inclinazione 5°, diametro 1.5”, conchiglia 31.8 mm, lunghezza 80 mm
Manopole: Cannondale Lock-On
Comando cambio: Sram GX Eagle, trigger 12 speed
Freni: Shimano XT, idraulici a disco, rotori 180 mm anteriore e 160 mm posteriore
Cambio: Sram X01 Eagle 12 speed
Guarnitura: Truvativ Stylo Eagle 7K, PF30, corona 32 denti, pedivelle 175 mm
Movimento centrale: Cannondale in alluminio Press Fit 30
Pignoni: SRAM 1275 Eagle, 12 speed, scalati 10-50
Catena: SRAM GX Eagle
Reggisella: Race Face Turbine telescopico, diametro 31.6 mm, escursione 150 mm
Sella: Fabric Scoop Flat Race, carrello in titanio
Mozzi: Cannondale Lefty 60 (ant.) by DT Swiss, 28 fori, raggi a testa dritta straight-pull, mozzo posteriore Ai Offset 142×12 mm
Cerchi: Stans NoTubes ZTR ARCH MK3, 28 fori, tubeless ready, larghezza interna 26 mm, esterna 30 mm
Raggi: DT Swiss Competition, acciaio inox, 2.0 mm
Copertoni: Maxxis Ardent 29×2.4” (ant.) 29×2.25” (post.), doppia mescola, protezione antiforatura EXO, tubeless ready
Misure disponibili: S (27.5”) M, L, XL (29”)
Prezzo di Listino: 5.499 euro


– Sito web Cannondale


— FOTOGALLERY —


La particolare asimmetria del piantone e del carro posteriore




Articolo a cura di Roberto Chiappa

Foto: © Tech-Cycling (Sergio Doria)

1 Commento

  1. Mauro Di Fabrizio

    Buongiorno ho trovato tutto molto interessante, completo ed estremante tecnico.
    Ho avuto una bella impressione sia della bici, sia della struttura dell’articolo.
    Cordiali Saluti
    Mauro DF

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